Separazione e divorzio - Dichiarazione di addebito della separazione legale dei coniugi: tradimento e obbligo di fedeltà.



 

Buongiorno, con non poca difficoltà espongo i fatti accadutomi il giorno del Lunedì di Pasqua, il mattino, a casa, non trovando il mio telefono cellulare, prendo sul tavolo della cucina il telefono di mia moglie, scorrendo sulla rubrica delle ultime chiamate scopro delle continue telefonate ad un´altra persona registrata in rubrica con un nome in codice, leggendo poi anche alcuni messaggi mi rendo conto che mia moglie ha una storia sentimentale con un altro uomo, risalgo alla persona confrontando il numero dal mio telefono cellulare (tra l´altro un mio pseudo amico e meccanico di famiglia), dopo un momento di smarrimento chiedo spiegazioni e davanti all´evidenza dei fatti confessa, garantendomi che il tutto e´ accaduto una sola volta due mesi fa.
Preso dal nervoso e dalla profonda delusione esco da casa passando prima dai miei suoceri informandoli dell´accaduto, mi dicono di non sapere nulla ma è chiaro dai loro discorsi di comprensione e scuse nei miei confronti che in realtà sapevano ciò che stava succedendo.
Chiedo così che la figlia si trasferisca da loro e successivamente al mio ritorno a casa non trovo nessuno ma la sola presenza di una lettera di scuse (in allegato su questa e-mail per Vostra visione). La sera successiva scartabellando dentro il comodino di mia moglie trovo una ulteriore lettera estremamente eloquente della relazione (anch´essa in allegato), e´ chiaro che era una situazione di coinvolgimento da parte di mia moglie, continua e prolungata nel tempo, tant´è che nell´ultimo periodo non vi erano più rapporti (circa due mesi) con spiegazione da parte sua di un momento di depressione e salute cagionevole. Il tutto è legato dallo spalleggiamento di alcuni amici (perlomeno ritenuti tale) che coprivano le fughe di mia moglie. Anche lui (la persona oggetto dell´adulterio di mia moglie) è sposato e ha un figlio, anche lui con chiari problemi matrimoniali per (probabilmente) una fede religiosa della moglie che la tiene distante da una vita di coppia `´normale´´.
Ritornando al Lunedì mattina eravamo in attesa di alcuni amici per la solita grigliata di Pasquetta a casa nostra (abitando noi fuori città in zona pedemontana), per mia moglie avremmo potuto tranquillamente festeggiare il giorno di festa, e la cosa che più mi ha lasciato di stucco è che di fronte alla mia frase `´ ma allora hai un altro ? `´ lei mi risponde `´si ho una relazione con S. e allora?´´.
Indico che la casa e il regime matrimoniale è in comunione dei beni. Vi chiedo un consiglio sulla situazione per l´ adulterio consumato ed infedeltà matrimoniale con una indicazione di massima dei passi da seguire, mia moglie di fronte alla legge risulta indigente ed è completamente a carico economico mio anche se percepisce uno stipendio con vari lavori non dichiarati, io sono un piccolo artigiano e mi occupo di impianti elettrici. Chiudo aggiungendo che siamo sposati dal Settembre 2001 e che per fortuna non abbiamo figli anche se sono circa quattro anni che proviamo ad averne tra varie prove ed esami medici dove però non si sono riscontrati problemi di natura fisica o funzionali in nessuno dei due. Circa un anno fa c´e´ stato un altro momento di difficoltà risolta con un suo allontanamento da casa di circa dieci giorni (per capire i suoi sentimenti), risolta poi con il ritorno a casa, ma non so se esisteva già un´altra persona.
Mia moglie ha 36 anni ed io 37.

Come indicato allego copia delle lettere.
Vi ringrazio per il tempo concessomi ed attendo il preventivo per una Vostra risposta.
Grazie

 

RISPOSTA



Alla luce delle circostanze che hai riportato nella tua mail e, soprattutto, delle condizioni finanziarie e reddituali di tua moglie, il mio consiglio è di evitare la separazione giudiziale, presentando ricorso congiunto, per una separazione consensuale (non avere figli, sicuramente, può aiutarvi a trovare un accordo sulle condizioni economiche della separazione legale dei coniugi).

I vantaggi della separazione consensuale sono:

1) un sensibile risparmio dei costi processuali, in quanto i coniugi possono rivolgersi allo stesso avvocato.
2) ti permette di evitare una sentenza di condanna, da parte del Tribunale, che attribuisca l'uso dell'abitazione familiare a tua moglie (oltre al danno la beffa di dovere cercare un'altra casa e di dovere pagare un canone di locazione mensile); tua moglie, con il ricorso per ottenere la separazione consensuale, deve accettare di trasferirsi dai suoi genitori, lasciando al marito l'uso dell'abitazione familiare.

La separazione legale dei coniugi nel tuo caso, è addebitabile al comportamento colposo di tua moglie che ti ha tradito, in maniera evidente. In tal caso, il marito non è obbigato al versamento mensile dell'assegno di mantenimento, ma escluvivamente all'obbligo degli alimenti.
La somma da versare mensilmente a tua moglie sarà quindi minima: esclusivamente il denaro necessario alla sua sussistenza (assegno per gli alimenti); l'assegno di mantenimento consente invece al coniuge, di mantenere, in regime di separazione legale, l'identico tenore di vita, goduto durante "l'ordinaria vita matrimoniale".
L'obbligazione al mantenimento è molto più onerosa, per il coniuge, dell'obbligo di versare gli alimenti.
Conserva le lettere che hai allegato alla tua mail: sono la prova scritta ed inconfutabile del tradimento di tua moglie, causa della irreversibile crisi coniugale (tale documentazione dovrà essere allegata agli atti del processo, nell'eventualità in cui tua moglie non dovesse accettare i termini della separazione consensuale, per dimostrare la "colpa" della signora).
La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 13431 del 2008 ha stabilito che "la dichiarazione di addebito della separazione richiede la prova che la irreversibilità della crisi coniugale sia collegabile al comportamento contrario ai doveri nascenti dal matrimonio di uno o di entrambi i coniugi, sussistendo un nesso di causalità fra di esso e il determinarsi dell'intollerabilità della convivenza".

In merito all'inosservanza dell'obbligo di fedeltà del coniuge, la Corte ha evidenziato che
"rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale deve ritenersi, di regola, circostanza sufficiente a determinare l'addebito della separazione a carico del coniuge responsabile, fermo restando che deve sussistere il nesso di causalità fra l'infedeltà e la crisi coniugale, il quale viene meno ove preesista una crisi già irrimediabilmente in atto".

Nel tuo caso, appare evidente il nesso di causalità tra il tradimento e la crisi coniugale, quindi, anche nell'ipotesi di separazione giudiziale, l'obbligo di versare il mantenimento sarebbe scongiurato (dovrai versare soltanto gli alimenti). E' preferibile la separazione consensuale, tuttavia, per evitare l'assegnazione dell'abitazione familiare a tua moglie (ci sono delle possibilità che la sentenza del processo per la separazione giudiziale possa concludersi in tal senso).

Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti.