Rientrano nei patti di trasferimento patrimoniale anche le decisioni relative all'assegno di mantenimento





Buon giorno, sto cercando di avvalermi dell'art. 12 della legge 162/14 per modificare le condizioni stabilite in sede di divorzio con la mia ex moglie, in particolare per interrompere l'assegno che erogo mensilmente sul conto corrente della mia ex moglie per il mantenimento dei figli. 
Abbiamo due figli che sono maggiorenni e da circa un anno autosufficienti economicamente (entrambi laureati ed entrambi con un reddito abbastanza cospicuo).
Ebbene, ho preso appuntamento con l'Ufficiale di Stato Civile del comune di xxxxx (comune in cui nel 1995 si celebrò il nostro matrimonio civile) per il 29 agosto 2016.
Ma proprio ieri un'impiegata dell'ufficio di cui sopra mi ha mandato una mail dicendomi che doveva annullare l'appuntamento in quanto, sentito il parere del proprio responsabile, le modifiche delle condizioni del divorzio  e cioè dichiarare che i nostri figli sono maggiorenni e autosufficienti economicamente, non possono essere apportate. La spiegazione del responsabile è letteralmente questa:

"Tenuto conto che la modifica riguarda i diritti di terzi e non conosciamo le ragioni  per cui il giudice ha concesso il mantenimento, io direi di non procedere anche alla luce della recente sentenza del TAR del lazio che annullava la circolare del m.i. che permetteva di dichiarare davanti all'usc l'importo degli assegni".

Non mi sembra sinceramente una motivazione valida.
Non si tratta di stabilire alcun importo per gli assegni di mantenimento, bensì la dichiarazione che entrambi i figli sono maggiorenti e autosufficienti economicamente che è un dato di fatto.
Chiedo, a Voi quindi, un consiglio su come procedere.
Grazie e cordiali saluti.



RISPOSTA



Confermo la tesi dell'ufficiale di stato civile; il funzionario si è spiegato malissimo, la sua email è scritta con i piedi, ma sostanzialmente egli ha ragione, alla luce della recente sentenza del TAR Lazio, sez. I-ter, n. 7813/16; depositata il 7 luglio

L’art. 12 della Legge n. 162/2014 prevede, a decorrere dall’11/12/2014, la possibilità per i coniugi di comparire direttamente innanzi all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune per concludere un accordo di separazione, di divorzio o di modifica delle precedenti condizioni di separazione o di divorzio. L’assistenza degli avvocati difensori è facoltativa. Tale modalità semplificata è a disposizione dei coniugi solo quando non vi siano figli minori o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, e a condizione che l’accordo non contenga patti di trasferimento patrimoniale.

… a condizione che l’accordo non contenga patti di trasferimento patrimoniale !!!

Con successiva Circolare n. 6 del 24.4.2015, il Ministero dell’Interno, nel fornire ulteriori “indicazioni” circa l’applicazione di detta disposizione normativa, ha espressamente modificato il proprio precedente orientamento, affermando:
“Non rientra… nel divieto della norma la previsione, nell’accordo concluso davanti all’ufficiale dello stato civile, di un obbligo di pagamento di una somma di denaro a titolo di assegno periodico, sia nel caso di separazione consensuale (assegno di mantenimento), sia nel caso di richiesta congiunta di cessazione degli effetti civili o scioglimento del matrimonio (assegno divorzile)”.
La circolare ha poi previsto: “... Le parti possono richiedere, sempre congiuntamente, la modifica delle precedenti condizioni di separazione o di divorzio già stabilite ed in particolare possono chiedere l’attribuzione di un assegno periodico (di separazione o di divorzio) o la sua revoca o ancora la sua revisione quantitativa. Si tratta infatti di disposizioni negoziali che determinano tra i coniugi l’insorgenza di un rapporto obbligatorio che non produce effetti traslativi su di un bene determinato preclusi dalla norma. Al riguardo, appare opportuno precisare che l’ufficiale dello stato civile è tenuto a recepire quanto concordato dalle parti, senza entrare nel merito della somma consensualmente decisa, né della congruità della stessa. Non può invece costituire oggetto di accordo la previsione della corresponsione, in unica soluzione, dell’assegno periodico di divorzio (c.d. liquidazione una tantum) in quanto si tratta di attribuzione patrimoniale (mobiliare o immobiliare)”.

Un'associazione di avvocati ha impugnato questa circolare che è stata poi annullata dal TAR Lazio con sentenza.
Per il TAR Lazio, cosa dobbiamo intendere per … “a condizione che l’accordo non contenga patti di trasferimento patrimoniale” ?

Rientrano nei patti di trasferimento patrimoniale anche le decisioni relative all'assegno di mantenimento (tutte le decisioni relative all'assegno di mantenimento, anche la revoca); la scelta del legislatore di escludere dall’ambito applicativo dell’art. 12 del d.l. n. 132/2014 l’ipotesi di patti di trasferimento patrimoniale è tesa a garantire il soggetto più debole della coppia (oppure i figli), che altrimenti sarebbe fortemente penalizzato, stante la procedura particolarmente accelerata e semplificata, che peraltro vede la presenza solo eventuale – e non già obbligatoria – di avvocati e che attribuisce all’ufficiale di stato civile un ruolo meramente certificatore dell’accordo tra le parti.
Secondo il TAR, soltanto un’interpretazione letterale della norma assicura la tutela del soggetto debole, che, in caso contrario, potrebbe essere di fatto “costretto” ad accettare condizioni patrimoniali imposte dalla controparte più forte. Di conseguenza, a seguito dell'annullamento della circolare numero 6 del ministero dell'interno, l'ufficiale di stato civile non è competente in materia di revoca del mantenimento, così come non è competente in materia di quantificazione e riduzione del mantenimento.
La decisione circa il mantenimento rientro nei patti di trasferimento patrimoniale, esclusi dalla competenza dell'ufficiale di stato civile.

Il portale del comune non è stata ancora aggiornato alla sentenza del TAR, sentenza recentissima depositata pochi giorni addietro in cancelleria. Ecco perché quanto riportato sul portale del comune, può trarre in inganno. La circolare 6 del ministero dell'interno è stata annullata dal giudice amministrativo competente.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.