Esempio di calcolo dell'assegno di mantenimento spettante alla moglie ed alla prole in caso di separazione legale





Buonasera, in caso di ipotetica separazione da mia moglie, mi troverei in questa situazione:

- reddito mensile netto mio su 14 mensilità come dipendente di azienda privata: 2.600€;

- reddito mensile netto di mia moglie su 13 mensilità come impiegata pubblica: 1.600€;

- 1 figlio di 15 anni che andrebbe affidato a mia moglie;

- casa coniugale assegnata a mia moglie, mutuo estinto e locabile a 500€ al mese
Quanto dovrei a mia moglie al mese, complessivamente per il mantenimento di mio figlio più l'eventuale mantenimento di mia moglie?
Su quante mensilità?
Grazie davvero per la disponibilità

RISPOSTA



Il numero delle mensilità del mantenimento sarà comunque pari a 12, esattamente come i mesi dell'anno … è irrilevante il diritto alla percezione della 13esima ovvero della 14esima mensilità da parte del coniuge-genitore obbligato.
Stabiliamo il “quantum” del mantenimento del coniuge e della prole, in considerazione del fatto che la norma di legge in questione, ossia l'articolo 156 del codice civile, è piuttosto laconica, prestando il fianco alle valutazioni discrezionali del giudice adito.

Art. 156 del codice civile. Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi.
Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall'altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri.
L'entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell'obbligato.
Resta fermo l'obbligo di prestare gli alimenti di cui agli articoli 433 e seguenti.


Come ci insegna la giurisprudenza consolidata di Cassazione, l'assegno di mantenimento è determinato tenendo conto del reddito complessivo della famiglia e della necessità di assicurare una tutela al coniuge economicamente più debole e ai figli eliminando quegli squilibri reddituali che possono incidere sul tenore di vita al momento della cessazione del rapporto coniugale.

Cercherò di essere concreto: abbiamo un nucleo familiare che in costanza di matrimonio aveva un reddito complessivo pari a 4200 euro.
La casa coniugale sarà attribuita alla moglie, in qualità di genitore affidatario con prevalenza della prole, come stabilito dalla giurisprudenza. L'attribuzione della casa coniugale rappresenta un plusvalore economico pari a 500 euro, ossia l'ipotetico canone di locazione che la moglie potrà risparmiare al contrario del marito che dovrà provvedere in proprio.

Al momento della separazione, sussiste una forbice tra il reddito del marito e quello della moglie, pari a 700 euro, considerato che la moglie oltre a percepire lo stipendio netto di 1600 euro mensili, utilizza un immobile avente un ipotetico canone di locazione pari a 500 euro. Ho considerato anche che la quattordicesima del marito, equivale ad un incremento dello stipendio mensile pari a 200 euro (2600 euro diviso 12 mesi).
Riequilibrare la situazione reddituale tra i coniugi, tenendo in debita considerazione l'obbligo di mantenimento della prole in carico al padre, significa che dalle tasche del marito mensilmente usciranno 350 euro che andranno a finire nelle tasche della moglie, anche nell'interesse del figlio di 13 anni. Chiedo scusa per il linguaggio poco ortodosso … serve per rendere meglio l'idea di “rimedio agli squilibri reddituali”.
In caso di separazione giudiziale, nella peggiore delle ipotesi, il marito sarà condannato a versare un mantenimento mensile in favore della moglie pari a 200 euro, oltre che un mantenimento mensile in favore del figlio pari a 200 euro. Fermo restando l'obbligo di contribuire alle spese straordinarie nell'interesse della prole, quale iscrizione a scuola, spese mediche, vacanze, feste-eventi come la cresima, il 18esimo compleanno etc etc

Al momento del divorzio da tua moglie (un anno dopo la separazione giudiziale ovvero sei mesi dopo la separazione consensuale), la stessa non avrà più diritto al mantenimento mensile, stante la sentenza della Corte di Cassazione n. 11504/2017 (ne hanno parlato anche i TG) che ha messo in discussione il consolidato principio secondo il quale il mantenimento per l'ex coniuge deve essere calcolato tenendo conto del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, adducendo per la prima volta il principio di autoresponsabilità e di autosostentamento del coniuge economicamente più debole.
Tua moglie, essendo una pubblica impiegata, al momento del divorzio, non avrà più diritto al mantenimento. Fermi restando gli obblighi nei confronti del figlio fino alla sua maggiore età, ovvero fino alla sua indipendenza economica.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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