Impugnare delibera assemblea condominiale “prova di resistenza” nelle decisioni collegiali





Buongiorno
PREMESSA: nel condominio cui appartengo c'è una situazione delicata con altro condominio per cui stiamo valutando di avviare una procedura per stalking condominiale.
Il condomino in questione ha fatto nominare un nuovo amministratore al lui vicino (di cui peraltro è consigliere condominiale) e con cui ha un approccio volto ad isolare la sottoscritta con conseguente lesione dei miei interessi
FATTO: In data 14-10-2023 c'è stata la assemblea di condominio cui ho partecipato su delega (pur essendo presente da remoto): in tale occasione al punto 5 odg ho votato ASTENTUA e ho poi chiesto di allegare a verbale una mia mail del 13.10.2023. La mia votazione è stata poi ribadita via email appena a valle dell'assemblea al fine che non vi fossero dubbi in merito (che costituisce prova scritta a tutti gli effetti di legge).
Solo due mesi dopo (e cioè lunedi ultimo scorso) ho ricevuto il verbale di assemblea che riporta la mia votazione al punto 5 in cui invece io ho votato "Astensione". Ho chiesto all'amministratore (che ha partecipato all'assemblea in qualità di segretario) di correggere tale errore nel verbale, ma lui mi "rimpalla" al presidente (che come le ho spiegato in premessa è anche consigliere condominiale) che è poi quel condomino con cui c'è in corso la valutazione di una possibile causa di stalking condominiale anche a mezzo del comportamenti "defatigatori" tenuti dall'amministratore. Secondo lei conviene impugnare la delibera oppure procedere direttamente per querela di falso?
In allegato la mia pec all'amministratore
Distinti Saluti e Grazie

RISPOSTA

Sarebbe opportuno impugnare la delibera condominiale a causa dell'errata verbalizzazione della votazione? Dipende dalla cosiddetta “prova di resistenza” nelle decisioni collegiali.
Di cosa si tratta?
Cosa sarebbe cambiato se il segretario avesse correttamente verbalizzato la tua astensione?
Ci sarebbe stato ugualmente il quorum necessario per l'approvazione della delibera?
Facciamo un esempio concreto: in seconda convocazione la delibera è generalmente approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio.
Con la tua astensione, la delibera sarebbe stata votata favorevolmente da 280 millesimi, quindi meno di un terzo del valore dell'edificio.
A seguito della falsa verbalizzazione del tuo voto favorevole, la delibera risulta approvata con 380 millesimi, ossia è stato raggiunto il quorum previsto dall'articolo 1136 III comma del codice civile.
Se la tua astensione è determinante ai fini del raggiungimento della maggioranza necessaria per l'approvazione della deliberazione, procedi pure con l'impugnazione al tribunale civile, trattandosi di delibera nulla.
Diversamente, la tua impugnazione non supererebbe la “prova di resistenza”, pertanto il giudice non accoglierebbe la tua istanza.
Non è più necessario procedere con la querela di falso, per contestare la veridicità di un verbale dell'assemblea condominiale, secondo la più recente giurisprudenza di Cassazione.
Secondo la giurisprudenza, il verbale di un’assemblea condominiale ha natura di scrittura privata, pertanto il valore di prova legale del verbale di assemblea condominiale, munito di sottoscrizione del presidente e del segretario, è limitato alla provenienza delle dichiarazioni dai sottoscrittori e non si estende al contenuto della scrittura, e, per impugnare la veridicità di quanto risulta dal verbale, non occorre che sia proposta querela di falso, potendosi, invece, far ricorso ad ogni mezzo di prova, come ad esempio la registrazione della seduta dell'assemblea condominiale.
La Cassazione (Cassazione civile, Sez. VI – 2, Ordinanza, 09/05/2017, n. 11375) ha avuto modo di precisare quanto segue: “Il verbale di un’assemblea condominiale ha natura di scrittura privata, per cui il valore di prova legale del verbale di assemblea condominiale, munito di sottoscrizione del presidente e del segretario, è limitato alla provenienza delle dichiarazioni dai sottoscrittori e non si estende al contenuto della scrittura, e, per impugnare la veridicità di quanto risulta dai verbale, non occorre che sia proposta querela di falso, potendosi, invece, far ricorso ad ogni mezzo di prova. Incombe, tuttavia, sul condomino che impugni la delibera assembleare l’onere di sovvertire la presunzione di verità di quanto risulta dal relativo verbale”.
Ripeto: far accertare la falsità contenuta nel verbale, è possibile nella misura in cui questa falsità risulta determinante ai fini del risultato dell'assemblea condominiale.
Il verbale di assemblea condominiale non è un atto pubblico, pertanto non è possibile procedere con denuncia penale per falso ideologico in atto pubblico.
Resto in attesa di un tuo riscontro per concludere la presente consulenza.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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