Permesso a costruire lavori in aree comuni del condominio autorizzazione dei terzi diniego ingiustificato condominio





Il mio problema riguarda il rilascio da parte del comune del PERMESSO A COSTRUIRE. La regione Toscana adotta un modello, utilizzato dal comune di xxxxxxxxx, all'interno del quale, per il suo rilascio, è obbligatorio presentare, per lavori ricadenti in aree comuni, l'autorizzazione dei terzi (nel mio caso chiedo la realizzazione di un’autorimessa che gli altri condomini hanno già realizzato a metà degli anni 80. Loro però non vogliono dare il loro consenso per la realizzazione della mia) . Premetto che urbanisticamente l'intervento è ancora realizzabile essendo l'autorimessa pertinenza dell'appartamento. Da alcune sentenze del TAR e del Consiglio di Stato ho letto che l'amministrazione è tenuta ad accertare la conformità dell'opera alla disciplina urbanistica e quindi da un punto di vista pubblicistico e non sotto quello civilistico. Il tecnico da me incaricato mi ha puntualizzato che "se non c'è l'autorizzazione degli altri condomini, il comune non ti rilascia il permesso a costruire".
Naturalmente si riferiva anche al fatto che per arrivare alla sola presentazione della richiesta sono necessarie ingenti somme di denaro e se tanto il comune lega tutto al permesso dei condomini non ne vale la pena.
Credo di avere il diritto di realizzare la mia autorimessa come hanno fatto gli altri.
Art. 1102 codice civile: Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.
Come posso agire? Cordiali saluti.

RISPOSTA

Il mio consiglio è quello di presentare un'istanza di permesso a costruire allo sportello unico edilizia comunale, senza “flaggare” l'allegazione dell'autorizzazione dei terzi (gli altri condomini). La domanda di permesso a costruire ti sarà rigettata, quindi farai ricorso al TAR contro l'atto di diniego.
Con quali motivazioni ? Considerare quale “consenso implicito” l'aver consentito a se stessi ed agli altri, la costruzione delle autorimesse realizzate negli anni '80.
A maggior ragione, la tua tesi difensiva dovrebbe prevalere in giudizio, se i condomini attuali sono gli stessi che realizzarono l'autorimessa negli anni '80.

Immagino, dal contenuto della tua richiesta di consulenza, che tu abbia già letto il testo della sentenza del TAR Campania, sez. VIII Napoli, del 14 luglio 2017 n. 3775.
Secondo i giudici amministrativi campani, i lavori edilizi, da eseguirsi anche sulle parti comuni del condominio, devono essere preceduti dal previo assenso dei comproprietari Il TAR Campania si allinea alla più recente giurisprudenza amministrativa (cfr. per tutte Consiglio di Stato, Sezione V, 15 marzo 2001, n. 1507 e 21 ottobre 2003, n. 6529; T.A.R. Campania, Sezione II, 29 marzo 2007 n. 2902), che ha avuto occasione di precisare quanto segue: la necessaria distinzione tra gli aspetti civilistici e quelli pubblicistici dell’attività edificatoria non impedisce all'ufficio tecnico comunale di rilevare la presenza di significativi punti di contatto tra i due diversi profili.
Tuttavia, il consenso degli altri condomini può essere manifestato anche per "fatti concludenti" (T.A.R. Napoli, Sez. II, 7 giugno 2013, n. 3019).
Fatti concludenti?! Come si potrebbe negare il consenso ad un condomino che intende effettuare oggi, quanto gli altri hanno già realizzato in passato, ai sensi dell'articolo 1102 del codice civile ?! Ecco come impostare, da un punto di vista motivazionale, il ricorso al TAR per impugnare il diniego alla domanda di permesso a costruire.
Se è vero che i lavori edilizi da eseguirsi anche su parti indicate come comuni del fabbricato e trattandosi di opere non connesse all’uso normale della cosa comune, devono essere preceduti dal previo assenso dei comproprietari, è anche vero che in tale situazione il Comune ha un preciso obbligo di valutazione istruttoria relativamente all’accertamento dell’esistenza del consenso alla realizzazione da parte di tutti i condomini (T.A.R. Salerno, Sez. II, 7 marzo 2008, n. 263, Consiglio di Stato, Sez. IV, 10 marzo 2011, n. 1566).
Tuttavia, il dissenso dei terzi deve essere ragionevole e motivato, diversamente si chiamerebbe “abuso del diritto” in violazione dell'articolo 1102 del codice civile, a maggior ragione in presenza di un palese consenso implicito, come spiegato nei suindicati periodi.

Resto in attesa di un tuo riscontro per concludere la presente consulenza.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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