Fac simile regolamento di svolgimento dell'assemblea condominiale in videoconferenza





Gentile avvocato, sono un amministratore di condominio e vorrei chiederle una consulenza circa la legittimità di un'assemblea condominiale celebrata in modalità conference call, ossia in videoconferenza, in ragione delle specifiche previsioni della normativa emergenziale applicabili in particolare nei confronti di determinati soggetti (associazioni non riconosciute e fondazioni e società).
Sono perfettamente consapevole che attualmente (aprile 2020), stante le restrizioni per il contrasto al coronavirus, l'eventuale convocazione dell'assemblea nel periodo di vigenza della decretazione emergenziale sarebbe nulla per violazione di norme imperative; di conseguenza sarebbe anche nulla l'assemblea che si dovesse celebrare “in presenza” dei condomini, così come sarebbe invalida la conseguente delibera.
Sono a conoscenza inoltre dell'esistenza, all'interno del condominio, di soggetti appartenenti alle "fasce anagraficamente deboli", avendo consultato il registro di anagrafe condominiale (art. 1130, n. 6, codice civile), contenente, tra l'altro, le generalità dei singoli proprietari e dei titolari dei diritti reali e personali di godimento. È possibile validamente soprassedere all'indefettibilità dell'unitarietà spazio-temporale della formazione della volontà assembleare?

Posso avere un fac simile di regolamento per lo svolgimento dell'assemblea in videoconferenza? Vorrei utilizzare il programma informatico Cisco Webex Meetings.

 

RISPOSTA

 

Sì, è legittimo celebrare l'assemblea condominiale in videoconferenza … ma rispettando determinate condizioni!
Coloro che ritengono illegittima la celebrazione dell'assemblea condominiale in videoconferenza, citano quale riferimento normativo del loro assunto, il regime giuridico fissato nell’art. 67 disp. att. del codice civile.
Gli artt. 66 e 67 disp. att. Cc, in materia di modalità di convocazione dell'assemblea di condominio e di partecipazione alla stessa, sono dichiarati espressamente inderogabili dal successivo art. 72 disp. att. cc.
Non si tratta tuttavia di un'inderogabilità assoluta; è legittima la previsione di una modalità di partecipazione all'assemblea da remoto, tuttavia questo richiede anzitutto la preliminare approvazione, con le maggioranze di cui all'art. 1136, comma 3, del codice civile (L'assemblea in seconda convocazione è regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino almeno un terzo del valore dell'intero edificio e un terzo dei partecipanti al condominio. La deliberazione è valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio) di un'apposita clausola regolamentare. Non è necessaria a tal fine l'unanimità dei condomini.
In sintesi, per procedere alla celebrazione in videoconferenza dell'assemblea condominiale, occorre quindi la preliminare approvazione, con le maggioranze di cui all'art. 1136, comma 3, del codice civile, di una apposita clausola regolamentare.
Il collegamento audio/video deve inoltre garantire un minimo di garanzie per il condomino collegato da remoto, ossia deve essere idoneo a salvaguardare il rispetto non solo formale, ma sostanziale, del metodo collegiale e del principio di buona fede.

Di seguito un fac simile di clausola regolamentare, da approvare in assemblea con le maggioranze di cui all'articolo 1136 comma 3 del codice civile, idonea a legittimare e regolamentare la celebrazione dell'assemblea in videoconferenza:

REGOLAMENTAZIONE ASSEMBLEA CONDOMINIALE IN VIDEOCONFERENZA in pdf

OGGETTO: REGOLAMENTAZIONE ASSEMBLEA CONDOMINIALE IN VIDEOCONFERENZA.

Visto il Dl 23.2.2020, n. 6 ("Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID19") che ha previsto, tra l'altro la possibilità di disporre la "sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico";

Visto il Dpcm 1° marzo 2020 che, all'articolo 1 comma 1, che ha previsto la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato;

Visto il Dpcm 4 marzo 2020 che ha disposto, all'art. 1, comma 1, lett. b), la sospensione di tutti gli eventi e manifestazioni di qualunque natura, svolti in luogo pubblico o privato, che "comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro", con la raccomandazione alle "persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta osservanza e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro" (cfr. l'art. 2, comma 1, lett. b);

Visto il Dpcm 8 marzo 2020 che, nel disporre misure ulteriormente restrittive rispetto a quelle già adottate, ha previsto l'adozione, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, di modalità di collegamento da remoto;

Visto il Dpcm 9 marzo 2020, che ha esteso le misure di cui all'art. 1 del Dpcm dell'8 marzo all'intero territorio nazionale (art. 1, comma 1), vietando altresì, sempre con efficacia sull'intero territorio nazionale, ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico (art. 1, comma 2);

Visto il Dl n. 18 del 2020 che, all'art. 73, comma 4, ha previsto che, fino alla cessazione dello stato di emergenza "le associazioni private anche non riconosciute e le fondazioni che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti nonché adeguata pubblicità delle sedute, ove previsto, secondo le modalità individuate da ciascun ente";

Considerato che attraverso la piattaforma di cisco webex meetings sarà garantito ai condomini un collegamento audio/video idoneo a salvaguardare, il rispetto non solo formale, ma sostanziale, del metodo collegiale e del principio di buona fede.
Pertanto
-sarà garantita la corretta trasmissione e percezione di immagini e suoni,
-saranno predisposti gli accorgimenti più opportuni per superare eventuali black-out,
-saranno fissate le modalità di intervento che consentano a chi è collegato da remoto di seguire con chiarezza gli interventi degli altri
-la partecipazione tecnologica garantirà il principio di parità di trattamento tra i condomini, assicurando identiche facoltà di intervento e votazione sui punti all’ordine del giorno;
-i condomini potranno comunicare contestualmente in tempo reale tra di loro, scambiarsi opinioni e, dunque, intervenire personalmente alla riunione e manifestare il voto, seppur “a distanza” per alzata di mano oppure inviando una pec al presidente;

Considerato
che sarà garantita la possibilità di discutere e di votare simultaneamente sulle materie all'ordine del giorno, con l'interazione tra i partecipanti;

che il presidente potrà verificare la legittimità a partecipare degli intervenuti;

che i condomini, ad insindacabile giudizio del presidente, saranno chiamati ad esprimere il loro voto anche per corrispondenza elettronica, trasmettendo via pec le dichiarazioni che il presidente dovrà leggere ed inserire nel verbale, ovvero per alzata di mano visibile tramite le immagini della videoconferenza, da tutti i partecipanti, dal presidente e dal segretario;

che l’avviso di convocazione dell'assemblea in modalità di videoconferenza dovrà contenere per esteso le deliberazioni proposte all'ordine del giorno (in applicazione analogica dell’art. 2538, ultimo comma, del codice civile);

che sarà rispettato inoltre il principio di "territorialità" del luogo di svolgimento dell'assemblea, ossia il luogo nel quale opereranno Presidente e Segretario, entro i confini territoriali del Comune ove è ubicato lo stabile condominiale; tale luogo sarà specificato nell'avviso di convocazione, a pena di nullità dell'assemblea (Cassazione, sentenza 22 dicembre 1999, n. 14461);

TANTO PREMESSO E CONSIDERATO

SI AUTORIZZA LO SVOLGIMENTO DELL'ASSEMBLEA CONDOMINIALE IN VIDEOCONFERENZA, TRAMITE LA APP CISCO WEBEX MEETINGS CON LE SUINDICATE MODALITA' E LE GARANZIE DI COLLEGIALITÀ E BUONA FEDE.

Fonti:

 

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