Distanza unità condizionatore esterno





SONO PROPRIETARIA DI UN APPARTAMENTO SITO IN UN SUPERCONDOMINIO

UN CONDOMINO CONTIGUO AL MIO APPARTAMENTO HA MONTATO UNA UNITA' ESTERNA DI CONDIZIONAMENTO AMPIA A CA. 40 CM DA UNA MIA FINESTRA POSTA SUL RETRO DELL'IMMOBILE (IN ROSSO NELLA PIANTA).

LA CANALIZZAZIONE CHE PORTA ALL'INTERNO DELL'APPARTAMENTO DEL CONDOMINO È STATA COSTRUITA LUNGO LE SCALE (PURE IN ROSSO NELLA PIANTA).

IL PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI ESTETICHE E DI VIVIBILITA' E DI DEPREZZAMENTO ECONOMICO DELLA DEL MIO APPARTAMENTO PER QUANTO ATTIENE MIA STANZA DA LETTO INTERESSATA SONO EVIDENTI (VDS FOTO 1 E FOTO 2). LE DELIBERE CONDOMINIALI IN MATERIA NON PREVEDONO LIMITAZIONI CHE NON SIANO L'OBBLIGO DI FISSARE GLI IMPIANTI ALLE PARETI CONDOMINIALI. L'INSTALLAZIONE IN QUESTA POSIZIONE E PER ME COSì PENALIZZANTE E' STATA MOTIVATA DALL'AMMINISTRATORE DALL'IMPOSSIBILITA' DI ADOTTARE UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA STANTE IL DIVIETO DI MONTARE APPARECCHI SULLA FACCIATA ESTERNA.
STANTE LA SITUAZIONE VORREI SAPERE SE A TUTELA DEI MIEI DIRITTI POSSO PORTARE ELEMENTI (DISTANZE ORIZZONTALI, ESTETICA, RUMORE, CALORE, ETC) RIF.CODICE CIVILE ART 993, ART 1117, ART,1120.O REGOLAMENTI COMUNALI CHE POSSO ANDARE A ESAMINARE.

 

RISPOSTA

 

L'unità esterna di condizionamento è stata posizionata in violazione degli articoli 907 e 905 del codice civile.

Art. 905 del codice civile - Distanza per l'apertura di vedute dirette e balconi.
Non si possono aprire vedute dirette verso il fondo chiuso o non chiuso e neppure sopra il tetto del vicino, se tra il fondo di questo e la faccia esteriore del muro in cui si aprono le vedute dirette non vi è la distanza di un metro e mezzo.
Non si possono parimenti costruire balconi o altri sporti, terrazze, lastrici solari e simili, muniti di parapetto che permetta di affacciarsi sul fondo del vicino, se non vi è la distanza di un metro e mezzo tra questo fondo e la linea esteriore di dette opere.
Il divieto cessa allorquando tra i due fondi vicini vi è una via pubblica.

Art. 907 del codice civile - Distanza delle costruzioni dalle vedute.
Quando si è acquistato il diritto di avere vedute dirette verso il fondo vicino, il proprietario di questo non può fabbricare a distanza minore di tre metri, misurata a norma dell'articolo 905. Se la veduta diretta forma anche veduta obliqua, la distanza di tre metri deve pure osservarsi dai lati della finestra da cui la veduta obliqua si esercita.
Se si vuole appoggiare la nuova costruzione al muro in cui sono le dette vedute dirette od oblique, essa deve arrestarsi almeno a tre metri sotto la loro soglia.

La normativa del Codice civile prevede di collocare l’unità esterna tre metri sotto la soglia delle finestre o del terrazzo del piano superiore (in modo da non limitare la vista agli altri condòmini). Bisogna rispettare le distanze in verticale ed anche in appiombo. Se si vuole appoggiare l’unità esterna del condizionatore su un muro in cui esistono vedute dirette od oblique, questa deve arrestarsi almeno a tre metri sotto la soglia delle finestre. I tubi devono rispettare la distanza di almeno un metro ai sensi dell'articolo 889 del codice civile.

Art. 889 del codice civile - Distanze per pozzi, cisterne, fosse e tubi.
Chi vuole aprire pozzi, cisterne, fosse di latrina o di concime presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, deve osservare la distanza di almeno due metri tra il confine e il punto più vicino del perimetro interno delle opere predette.
Per i tubi d'acqua pura o lurida, per quelli di gas e simili e loro diramazioni deve osservarsi la distanza di almeno un metro dal confine.
Sono salve in ogni caso le disposizioni dei regolamenti locali.

Le norme sulle distanze legali sono applicabili anche nei rapporti tra il condominio ed il singolo condomino di un edificio condominiale, come statuito dalla sentenza della Cassazione civile, sez. II, 23 gennaio 1995, n. 724. Ci sarebbero poi fattispecie in cui il rispetto delle distanze legali non appare compatibile con la concreta struttura dell’edificio, per realizzare impianti indispensabili per un’effettiva abitabilità del suo appartamento secondo le esigenze generali dei cittadini; in questi casi, secondo la Cassazione civile, sez. II, sentenza del 11 maggio 1981, n. 3105, le norme in materia di distanze legali potrebbero essere derogate.
Non è questo il caso ! Sul mercato sono presenti condizionatori che funzionano anche senza dover installare quell'ingombrante unità esterna.

Occorre poi verificare se nel tuo Comune sono in vigore divieti o limitazioni particolari. Ogni regolamento comunale, infatti, può imporre di rispettare distanze ben precise per quanto riguarda il posizionamento del condizionatore o richiederne le relative autorizzazioni e certificazioni di conformità. Tuttavia, queste limitazioni generalmente sono previste nei quartieri storici delle città a vocazione turistica. In base alle foto che mi hai inviato, non mi sembra che l'immobile sia ubicato in un centro storico di una città a vocazione turistica.

Per quanto riguarda i rumori fastidiosi, occorre procedere con atto di citazione al giudice di pace, ai sensi dell'articolo 844 del codice civile: “Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi”.

Ad ogni modo, dubito che il rumore del condizionatore esterno possa superare la normale tollerabilità di cui alla norma suindicata del codice civile.


Oltre all'atto di citazione al giudice di pace, sempre in materia di rispetto delle soglie di rumore, i cittadini si possono rivolgere all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) per chiederne la misurazione e verificare il superamento dei parametri. Accertata la violazione, il sindaco può emettere un’ordinanza per il rispetto delle soglie da parte del trasgressore.

Ad ogni modo, la violazione più evidente è quella della distanza di almeno tre metri dalla finestra, ai sensi degli articoli 907 e 905 del codice civile.
Per le immissioni di rumore è competente il giudice di pace.
Per le distane legali dalla finestra è competente il tribunale civile.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

Articoli correlati