Non è possibile sottrarsi alle spese di manutenzione della piscina condominiale





Buongiorno,

sono proprietario di una metà villetta a schiera monofamiliare a __________, nel comune di _______________, una villaggio turistico abitato quasi esclusivamente in estate.

La mia metà villetta si trova all’estremità di una delle schiere che delimitano il parco condominio di cui fa parte, dà sulla strada esterna al parco (mentre l’altra metà dà direttamente nel parco), parco con giardini, tre piscine, due campi da tennis, chiuso da inferriate e cancelli che impediscono l’accesso agli estranei.

Il mio problema sono le spese di manutenzione delle piscine e dei campi da tennis.

Premesso che ho le chiavi di un cancello di accesso ma non so neanche se sono ancora buone, non utilizzandole da almeno un decennio, chiedo se sia possibile “lasciare” il condominio, cambiarlo con un altro, o in alternativa sottrarmi al pagamento della manutenzione delle piscine e dei campi da tennis, non utilizzandole.

In attesa di una vostra gradita risposta, porgo cordiali saluti.

 

RISPOSTA

 

Non è possibile sottrarsi alle spese, salvo le seguenti ipotesi:

-il regolamento del villaggio turistico prevede espressamente questa opzione (mi riservo di esaminare il regolamento “condominiale” del villaggio). Nel caso in cui il regolamento non tratti il tema del pagamento, le spese saranno divise fra i condomini in rispetto dei millesimi di proprietà (art. 1123 del codice civile). Ovviamente non pagheranno quei condomini che hanno deciso sin dal principio (ossia fin dal momento della costruzione dell'impianto) di non usufruire della piscina o del campo da tennis (art.1121 del codice civile).

-l'unanimità dei condomini delibera di autorizzare i condomini che non abbiano intenzione di usufruire della piscina e del campo da tennis, all'esenzione dal pagamento delle relative spese di manutenzione

-è necessario un accordo sottoscritto da tutti i condomini per esonerarti dalle relative spese

L'art. 1118 del codice civile prevede che un condomino non possa sottrarsi all'obbligo di contribuire a determinate spese comuni (per esempio quelle per la piscina) rinunciando al relativo servizio, a meno che non venga esonerato da tutti gli altri condomini all'unanimità. La Cassazione ha però deciso (sentenza n. 4652 del 27/4/1991) che si può rinunciare a quegli impianti condominiali che devono essere considerati superflui in relazione alle condizioni obiettive e alle esigenze delle moderne concezioni di vita, oppure illegali perché vietati da norme imperative: come nel caso della rinuncia all'impianto di autoclave in presenza di un servizio idrico pubblico efficiente, o al pozzo nero perché in contrasto con le prescrizioni di legge; non è il caso di una piscina o di un campo da tennis all'interno di un villaggio turistico.

Resto in attesa del regolamento condominiale da esaminare per completare la presente consulenza entro sabato prossimo.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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