Rifiuto appaltatore esecuzione lavori agevolati con il superbonus 110%





Buongiorno, vi scrivo da Belluno, vorrei chiedere se possibile una risposta riguardo quanto accaduto: nel 2020 ho stipulato un contratto con una società di padova per la realizzazione di alcuni lavori con il superbonus 110% tramite cessione del credito con la previsione che i lavori venissero iniziati attorno gennaio 2021, rinviati poi a marzo 2021, ad aprile 2021 è stato effettuato il sopralluogo tecnico dallo studio incaricato dalla ditta dicendomi che per luglio sarebbero iniziati i lavori, rinviati poi a ottobre 2021, poi febbraio 2022, poi giugno 2022, dicendomi che lo studio tecnico era in ritardo, poi ci siamo risentiti telefonicamente dove mi assicurava e garantiva che i lavori sarebbero terminati per settembre 2022, a questo punto sono stato contattato nuovamente telefonicamente dove mi hanno detto di aspettare perché le banche avevano chiuso le cessioni dei crediti e di risentirci, a luglio vengo contattato nuovamente dove mi viene detto che la banca non dà più il 100% ma solamente il 95% e che se volevo eseguire i lavori dovevo mettere io la differenza del 5%, passate le ferie (loro) li ricontatto ( senza contare le innumerevoli volte dove chiamavo per avere info nel corso dei due anni, senza mai avere possibilità di parlare con l' ingegnere ma solo con la segretaria che ovviamente non sapeva nulla ) e mi dicono di avermi inviato una mail il 19 luglio 2022 con la proposta di modifica contratto ( mail mai arrivata, me la sono fatta rimandare il 26 agosto ) dove più che una proposta sembra quasi una "minaccia" ... o paghi la differenza ( passata ora al 7% ma può aumentare ) o non facciamo i lavori e risolviamo il contratto con la conseguente perdita ( sembra ) della caparra versata quasi due anni fa...
In conclusione chiedo:
veramente possono esigere questa differenza,

RISPOSTA

Premesso che non risulta alcuna documentazione probatoria, relativa all'eccessiva onerosità sopravvenuta (non vedo nessuna comunicazione della banca che dichiara di poter arrivare soltanto al 93% … forse … ), non possono esigere questa differenza.
Se il cliente non sarà d'accordo con la proposta di modifica, il contratto si intenderà risolto per eccessiva onerosità sopravvenuta, ai sensi dell'articolo 1467 del codice civile: “nei contratti a esecuzione continuata o periodica ovvero a esecuzione differita, se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione può domandare la risoluzione del contratto”.



Nel caso non accetti la modifica del contratto loro possono trattenersi la caparra versata pur essendo la risoluzione imputata ad inadempienze loro (prima) e problemi finanziari (ora)

RISPOSTA

Assolutamente no, però possono imputare parte della caparra alle prestazioni già eseguite, ai sensi dell'articolo 1458 del codice civile: “La risoluzione del contratto per inadempimento ha effetto retroattivo tra le parti, salvo il caso di contratti ad esecuzione continuata o periodica, riguardo ai quali l'effetto della risoluzione non si estende alle prestazioni già eseguite”.
Hanno diritto al pagamento delle prestazioni già svolte, pertanto possono imputarle parzialmente alla caparra; tutto questo concettualmente non significa “diritto di trattenere la caparra per intero, in ragione della risoluzione”.
Spero di essere stato abbastanza concreto nella mia spiegazione.



Nel caso, se ho la possibilità di fargli causa visto che a quanto pare non potrò usufruire degli incentivi a causa loro, anche perché non ho la possibilità di tirare fuori 10000 euro...
vi allego copia del contratto, proposta di modifica e le due mail inviatemi oggi riguardo la percentuale di spesa...
ringrazio fin ora per la disponibilità e porgo cordiali saluti, buona serata, grazie.

RISPOSTA

Mi chiedo: è vero che la banca ha dichiarato di non poter andare oltre il 93%?
Devono fornire questa prova documentale … non possiamo fidarci delle loro parole!!!
Se ci esibiscono questa lettera su carta intestata della banca che dichiara di non poter andare oltre il 93%, hanno il diritto alla risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta. Altrimenti devono fare i lavori “agevolati” e, in mancanza, saranno citati in giudizio per un risarcimento danni pari al valore dell'occasione perduta.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

 

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