1 - Concorsi pubblici assunzioni a tempo determinato PNRR





Sono dipendente di Ente Locale, con contratto a tempo pieno ed indeterminato nel profilo di Istruttore Amministrativo, Cat. C dal 2017. Sono idonea in una graduatoria vigente per avere partecipato ad un concorso pubblico presso Ministero Interno, indetto dalla commissione RIPAM, nell'ambito del PNRR, per profilo di Funzionario (D) a tempo determinato per tre anni.

RISPOSTA

Si tratta di assunzioni straordinarie a tempo determinato di personale qualificato.
Le PPAA titolari di interventi previsti nel PNRR possono porre a carico del Piano le spese per assunzioni di personale a tempo determinato specificamente destinato a realizzare i progetti di cui hanno la diretta titolarità di attuazione, nei limiti degli importi previsti dalle corrispondenti voci di costo del quadro economico del progetto.
La legge di conversione del decreto-legge n. 146/2021 (mi riferisco alla legge n. 17 dicembre 2021 , n. 215) ha aggiunto all'articolo 12 il comma 1 bis.
All’articolo 12 del decreto fiscale, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
«1 -bis . Al personale che a qualunque titolo presta servizio presso le amministrazioni titolari di interventi previsti nel PNRR, ovvero nel Piano nazionale per gli investimenti complementari di cui all’articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, si applicano fino al 31 dicembre 2026 anche le disposizioni di cui al comma 5 -bis dell’articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303».



Avrei necessità di sapere se posso richiedere l'aspettativa dal mio attuale lavoro, per tutto il periodo corrispondente alla durata del contratto, ovvero tre anni, dal momento che la normativa vigente (art. 20 del CCNL funzioni locali) sembrerebbe prevedere, per il dipendente a tempo indeterminato vincitore di concorso pubblico, la possibilità di conservare il posto di lavoro solo per un arco temporale pari al periodo di prova presso il nuovo Ente.

RISPOSTA

Confermo.
Non risulta applicabile alla tua fattispecie, l'articolo 20 del CCNL funzioni locali, relativamente all'intero triennio del contratto a tempo determinato.



E' applicabile, nel mio caso, l'art. 23 bis del D.Lgs n. 165/2001 che, come da recenti modifiche, prevede, per tutti i pubblici dipendenti, il collocamento in aspettativa per lo svolgimento di attività presso soggetti ed organismi pubblici e privati?

RISPOSTA

Sì, è applicabile.
Alla luce delle previsioni dell’art. 23-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è possibile concedere al pubblico dipendente l’aspettativa per lo svolgimento di un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato presso altra pubblica amministrazione o organizzazione privata.



In tal caso, è necessario il nulla osta da parte del mio datore oppure l'aspettativa opera di diritto?

RISPOSTA

L'applicazione dell'articolo 23 bis del testo unico pubblico impiego, prevede il necessario nulla osta del datore di lavoro.



A maggior ragione, mi preme sapere se, nel caso, non improbabile, di diniego di nulla osta da parte del mio datore, ci sono delle normative speciali che regolano i concorsi PNRR a cui poter fare riferimento che consentono al dipendente di poter avere l'aspettativa di diritto, a prescindere dal nulla osta. Sembrerebbe che sul punto l'art. 12 del D.L. 146/2021, che ha di recente modificato il TUPI, preveda la possibilità di applicare, fino al 2026, al personale che svolge attività presso le Amministrazioni titolari di progetti PNRR, le normative specifiche che si applicano al personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le quali prevedono, in caso di collocamento fuori ruolo, comando, l'obbligatorio rilascio del nulla osta entro 15 gg dalla richiesta.
Attendo un cortese riscontro su tutti i quesiti da me posti.

RISPOSTA

Confermo.
Il decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio per l'anno 2022, ha previsto i collocamenti fuori ruolo obbligatori, disposti secondo le procedure degli ordinamenti di appartenenza, anche in deroga ai limiti temporali, numerici e di ogni altra natura eventualmente previsti dai medesimi ordinamenti. Il servizio prestato in posizione di comando, fuori ruolo o altra analoga posizione prevista dagli ordinamenti di appartenenza, spiega ancora la nuova norma, deve essere equiparato a tutti gli effetti, anche giuridici e di carriera, al servizio prestato presso le amministrazioni di appartenenza.
Secondo il decreto fiscale, al personale che a qualunque titolo presta servizio presso le amministrazioni titolari di interventi previsti nel PNRR, si applicano fino al 31 dicembre 2026, anche le disposizioni di cui al comma 5-bis dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303. Quest'ultima norma prevede il collocamento fuori ruolo (con rilascio obbligatorio del nulla osta) per i dipendenti pubblici che prestano servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri:
5-bis. Il collocamento fuori ruolo, per gli incarichi disciplinati dall'articolo 18, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e' obbligatorio e viene disposto, secondo le procedure degli ordinamenti di appartenenza, anche in deroga ai limiti temporali, numerici e di ogni altra natura eventualmente previsti dai medesimi ordinamenti. Il servizio prestato in posizione di comando, fuori ruolo o altra analoga posizione, prevista dagli ordinamenti di appartenenza, presso la Presidenza dal personale di ogni ordine, grado e qualifica di cui agli articoli 1, comma 2, 2 e 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e all'articolo 7, primo comma, della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e' equiparato a tutti gli effetti, anche giuridici e di carriera, al servizio prestato presso le amministrazioni di appartenenza. Le predette posizioni in ogni caso non possono determinare alcun pregiudizio, anche per l'avanzamento e il relativo posizionamento nei ruoli di appartenenza. In deroga a quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, ivi compreso quanto disposto dall'articolo 7, secondo comma, della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il conferimento al personale di cui al presente comma di qualifiche, gradi superiori o posizioni comunque diverse, da parte delle competenti amministrazioni, anche quando comportino l'attribuzione di specifici incarichi direttivi, dirigenziali o valutazioni di idoneita', non richiede l'effettivo esercizio delle relative funzioni, ovvero la cessazione dal comando, fuori ruolo o altra analoga posizione, che proseguono senza soluzione di continuita'. Il predetto personale e' collocato in posizione soprannumeraria nella qualifica, grado o posizione a lui conferiti nel periodo di servizio prestato presso la Presidenza, senza pregiudizio per l'ordine di ruolo.
Confermo quello che hai scritto nella tua richiesta di consulenza.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

2 - Collocamento fuori ruolo incarico PNRR aspettativa ASL dipendente pubblico





Sono vincitore di un avviso della Regione Lazio e sono dipendente di ruolo dell'ASL della mia città.
La mia amministrazione di appartenenza parrebbe restia a concedere l'aspettativa ex-art. 23-bis del d.lgs. 165/2001 – testo unico pubblico impiego.
Vorrei chiedere se, nella mia fattispecie, possa essere applicato l'istituto previsto dal Decreto Legge n. 146/2021 art. 12 comma 1-bis.
Inoltre, da un punto di vista previdenziale, nel periodo di aspettativa è possibile iscriversi alla cassa di afferenza (essendo ingegnere iscritto all'ordine, in questo caso la Inarcassa) oppure devo optare per la Gestione Separata INPS?
Grazie per un sollecito riscontro e buon lavoro.

RISPOSTA

Non hai diritto all'aspettativa di cui all'articolo 23 bis del testo unico pubblico impiego.
E' possibile fruire dell’aspettativa di cui all’articolo 23 bis d.lgs. 165/2001 infatti, soltanto in presenza di rapporto di lavoro a termine di natura subordinata.
Ai sensi dell’articolo 23 bis d.lgs. 165/2001 il lavoratore può chiedere di essere collocato “in aspettativa senza assegni per lo svolgimento di attività presso soggetti e organismi, pubblici o privati, anche operanti in sede internazionale, i quali provvedono al relativo trattamento previdenziale”.
Nel tuo caso, si tratta di un incarico di collaborazione ai sensi dell’articolo 9 del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, pertanto non si tratta di un rapporto di lavoro a termine di natura subordinata.
Leggiamo adesso cosa prevede il Decreto Legge n. 146/2021 art. 12 comma 1-bis: “Al personale che a qualunque titolo presta servizio presso le amministrazioni titolari di interventi previsti nel PNRR, ovvero nel Piano nazionale per gli investimenti complementari di cui all'articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, si applicano fino al 31 dicembre 2026 anche le disposizioni di cui al comma 5-bis dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303 (collocamento fuori ruolo)”.
Sì, nella tua fattispecie si applica il collocamento fuori ruolo, di cui al comma 5-bis dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.
Il collocamento fuori ruolo si applica al personale che A QUALUNQUE TITOLO presta servizio … etc etc
Anche a titolo di collaboratore, non soltanto di lavoratore subordinato.
Devi optare per la gestione separata INPS, a causa del tuo status di pubblico dipendente che, nonostante il collocamento fuori ruolo permane integro.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

3 - Differenza tra collocamento fuori ruolo incarico pnrr e aspettativa articolo 23 bis D.lgs 165/2001





Sono dipendente del Ministero degli Esteri con contratto a tempo pieno e indeterminato, nel profilo di Assistente tecnico (ex cat. C enti locali).
Poiché sono risultato vincitore di un concorso pubblico a tempo pieno e determinato in un Comune per profilo di funzionario ad Elevata Qualificazione (ex Cat D enti locali) allo scopo di attuare gli interventi del PNRR/PNC, ho prodotto istanza di collocamento fuori ruolo considerato che nel mio caso specifico riguarda proprio il disimpegno di funzioni dello stato che non rientrano nei compiti istituzionale dell'amministrazione alla quale appartengo.
Il Ministero nella missiva di risposta indica che quanto da me richiesto trova applicazione l'istituto ex 23 bis del D.lgs 165/2001.

RISPOSTA

Non è proprio così come scrive il Ministero …



Al fine di evitare collisioni, presto momentaneamente una sorta di quiescenza, rimodulando la domanda ai sensi dell'articolo 23 bis D.lgs 165/2001 ma comunque specificando l'applicazione del disposto art. 12 co. 1 bis D.L. 146/2021, convertito alla L. 215/2021, che richiamando l'art. 9 co. 5 bis del D.lgs 303/1999 all'ultimo periodo recita «Il predetto personale è collocato in posizione soprannumeraria nella qualifica, grado o posizione a lui conferiti nel periodo di servizio prestato presso la Presidenza, senza pregiudizio per l'ordine di ruolo.»

RISPOSTA

Il tuo referente normativo invece, è assolutamente corretto.
Peccato che tu abbia presentato una domanda ai sensi dell'articolo 23 bis del testo unico pubblico impiego.
Al personale che a qualunque titolo presta servizio presso le amministrazioni titolari di interventi previsti nel PNRR, si applicano fino al 31 dicembre 2026 anche le disposizioni di cui al comma 5-bis dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.
Quest'ultima norma prevede il collocamento fuori ruolo, con servizio equiparato a tutti gli effetti, anche giuridici e di carriera, al servizio prestato presso le amministrazioni di appartenenza.
L'articolo 23 bis del d.lgs. 165/2001 disciplina invece l'aspettativa senza assegni, con l'esclusivo diritto al mantenimento della qualifica posseduta.
Attenzione ad un periodo contenuto nel primo comma dell'articolo 23 bis del testo unico pubblico impiego: “Resta ferma la disciplina vigente in materia di collocamento fuori ruolo nei casi consentiti”.
Attenzione quindi, il referente normativo non pertinente alla tua fattispecie, non impedisce di beneficiare dell'avanzamento di carriera previsto dalla norme speciali per il collocamento fuori ruolo del PNRR!



Di conseguenza mi viene concesso il nulla osta e parallelamente notificato il decreto di aspettativa ma con il diniego all'applicazione della norma succitata, cioè al rientro nella sede di appartenenza non avrò nulla da pretendere sull'avanzamento di carriera.

RISPOSTA

Il dirigente che ha firmato il provvedimento dovrebbe leggere con maggiore attenzione il comma prima dell'articolo 23 bis: si fa salvo il collocamento fuori ruolo nei casi consentiti dalla legge, ossia la sostanza giuridica deve prevalere sulle formalità.



Pertanto alla luce di quanto su esposto avrei necessità di appurare in via definitiva se l'interpretazione della norma è corretta e quindi si tratta di un provvedimento illegittimo. In attesa di un gradito riscontro porgo cordiali saluti.

RISPOSTA

Confermo quello che hai scritto, il provvedimento è illegittimo nella parte in cui ti impedisce di beneficiare dell'avanzamento di carriera, previsto dalla norme speciali per il collocamento fuori ruolo del PNRR.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

4 - Docente di ruolo nella scuola pubblica collocamento fuori ruolo incarico PNRR





Sono un docente di ruolo nella scuola pubblica. Di recente, ho vinto un concorso per un contratto PNRR da ricercatore a tempo determinato presso il CNR di due anni, (bando allegato). A tal proposito, vorrei chiedere l'aspettativa a scuola, tuttavia non mi è chiaro a quale norma fare riferimento. Pertanto, le pongo le seguenti domande:
1) l'aspettativa per tale contratto è esclusivamente normata dall'art. 18 del CCNL comma 3, che recita "Il dipendente è inoltre collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza assegni per realizzare, l'esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova."?
In tal caso, potrei prendere l'aspettativa per un anno scolastico e poi chiedere una proroga, avvalendomi dell'art. 18 della legge n. 183 del 4/11/2010?
2) Oppure, essendo un contratto PNRR, l'aspettativa è soggetta a norme speciali per i contratti PNRR, quali l'art. 12 del decreto-legge 21 ottobre 2021 n. 146 comma 1-bis o ancora, l'art. 14 comma 8 del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, che recita "Il contratto di ricerca non è compatibile con la frequenza di corsi di laurea, laurea specialistica o magistrale, dottorato di ricerca o specializzazione di area medica, in Italia o all'estero, e comporta il collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in servizio presso le amministrazioni pubbliche."?
In tal caso, potrei chiedere l'aspettativa per tutta la durata del contratto?
Resto in attesa di un suo gentile riscontro.
Cordiali Saluti.

RISPOSTA

Si applica l'articolo 12 del decreto-legge 21 ottobre 2021 n. 146 comma 1-bis che prevede quanto segue: “Al personale che a qualunque titolo presta servizio presso le amministrazioni titolari di interventi previsti nel PNRR, ovvero nel Piano nazionale per gli investimenti complementari di cui all'articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, si applicano fino al 31 dicembre 2026 anche le disposizioni di cui al comma 5-bis dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.
Hai diritto al collocamento fuori ruolo, equiparato a tutti gli effetti, anche giuridici e di carriera, al servizio prestato presso le amministrazioni di appartenenza.
Alcuni istituti scolastici chiedono al docente, vincitore di concorso a tempo determinato PNRR, di presentare istanza ai sensi dell'articolo 23 bis del d.lgs. 165/2001 comma 1: “i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ivi compresi gli appartenenti alle carriere diplomatica e prefettizia e, limitatamente agli incarichi pubblici, i magistrati ordinari, amministrativi e contabili e gli avvocati e procuratori dello Stato sono collocati, salvo motivato diniego dell'amministrazione di appartenenza in ordine alle proprie preminenti esigenze organizzative, in aspettativa senza assegni per lo svolgimento di attività presso soggetti e organismi, pubblici o privati, anche operanti in sede internazionale, i quali provvedono al relativo trattamento previdenziale. Resta ferma la disciplina vigente in materia di collocamento fuori ruolo nei casi consentiti”.
Sebbene l'articolo 23 bis faccia salva la disciplina vigente in materia di collocamento fuori ruolo nei casi consentiti, è più corretto presentare domanda di collocamento fuori ruolo ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 21 ottobre 2021 n. 146 comma 1-bis che rinvia all'articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

 

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