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Obbligo consumare ferie arretrate del lavoratore dipendente





Salve, ho un contratto confcommercio livello 1 e sono stata assunta il 1/06/2020.
Chiedo una consulenza in materia di obbligo di consumare le ferie arretrate del lavoratore dipendente.
Ho 37 giorni di ferie arretrate perchè grazie allo smart working ho sempre lavorato da dove volevo e all'occorrenza ho usato le ore di permesso.
Non abbiamo un regolamento interno che ci obbliga a consumare le ferie e non abbiamo mai avuto giorni di chiusura aziendale fino a questa Pasqua.
Qualche giorno fa il mio capo mi ha detto che le risorse umane gli hanno detto di dirmi di organizzarmi per consumare le mie ferie.
Io so benissimo che le aziende vengono sanzionate se i dipendenti non vanno in ferie e so anche che le ferie scadono ma so, infine, anche che le ferie vengono retribuite come giorni lavorativi in seguito alle dimissioni, capiamoci.

RISPOSTA

Confermo.
In caso di dimissioni o licenziamento, è dovuto il pagamento della retribuzione spettante per le ferie non godute.
Le ferie non godute ammonteranno a tanti dodicesimi delle ferie annuali quanti sono i mesi di effettivo servizio prestato. I mesi non interamente lavorati verranno considerati nel calcolo se sia compreso nel rapporto un periodo pari o superiore a 15 giorni.



Io ho intenzione di prendere meno ferie obbligate possibile. Ho bisogno di capire una serie di cose. Una comunicazione fatta in call dal mio capo e non dalle risorse umane per iscritto ha valore? A me sembrano parole al vento.

RISPOSTA

Sono parole al vento … però, con tutta probabilità, queste parole sono il preludio di una comunicazione ufficiale del Dirigente delle risorse umane,
Il Contratto Collettivo prevede che il datore di lavoro abbia facoltà di “stabilire il periodo delle ferie dal maggio all’ottobre“ (sempre bilanciando esigenze di azienda e dipendente), con possibilità di stabilirle “in periodi diversi dell’anno in accordo tra le parti e mediante programmazione.”
La fissazione unilaterale delle ferie, da parte del datore di lavoro, nel periodo da novembre ad aprile, dovrebbe rimanere possibile in difetto di accordo con il dipendente, ma i poteri del datore risulterebbero correlativamente compressi, con necessità di adeguata motivazione (per esempio, un provato atteggiamento ostruzionistico del lavoratore alla volontaria fruizione delle ferie).



Io mi sarei aspettata una mail con un prospetto dettagliato su quanti giorni prendere e quando scadono, per intenderci una mail da HR del tipo "tu hai tot ferie accumulate di cui tot devono essere consumate entro giugno 2024 e quindi fai un piano ferie".

RISPOSTA

E' presumibile che questa comunicazione ufficiale possa arrivare a breve, nel caso in cui tu non dovessi “spontaneamente” chiedere di usufruire di queste ferie.



Sicuramente non tutti i 37 giorni scadono a marzo 2024. Io vorrei temporeggiare e ignorare la richiesta del mio capo fin quando, appunto, non sono le risorse umane ad attivarsi.

RISPOSTA

Ottimo!
Sono d'accordo con te!
Ma prepariamoci al peggio, perché salvo che si tratti di un bluff, questa email verso metà gennaio, dovrebbe arrivare …
Sul datore di lavoro grava l’onere di:
- concedere e far godere almeno due settimane di ferie entro l’anno solare di maturazione, anche consecutivamente qualora il lavoratore ne faccia espressamente richiesta;
- concedere e far godere nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione le restanti due settimane di ferie.



In assenza di un regolamento aziendale interno per le ferie, cosa stabilisce la legge? Quali sono i tempi stabiliti dalla legge? Quando "scadono" le ferie? Quanto tempo ho per consumarle? Fino a quando posso trasportarle dall'anno di maturazione?
Credo sia tutto
Grazie mille per il supporto

RISPOSTA

Le ferie in conto anno 2021, sono scadute lo scorso 30 giugno.
In questo momento tuttavia, le tue ferie in conto anno 2021, sono state tutte consumate. Le ferie in conto anno 2022, scadranno il prossimo 30 giugno.
Il diritto del lavoratore al godimento delle ferie è sancito dall’art. 2109 del Codice Civile e regolato dal D. Lgs n.66/2003 e dal D. Lgs 213/2004. Il referente normativo della presente consulenza, è l'articolo 1 del decreto legislativo n. 213/2004:
Art. 1 del decreto legislativo n. 213/2004. Modifiche al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 1. Al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2 dell'articolo 2 sono soppresse le parole: «delle Forze armate e di polizia,» e «ordine e sicurezza pubblica, di difesa e»;
b) al comma 3 dell'articolo 2, aggiungere, infine, il seguente periodo: «Non si applicano, altresi', al personale delle Forze di polizia, delle Forze armate, nonché' agli addetti al servizio di polizia municipale e provinciale, in relazione alle attività operative specificamente istituzionali.»;
c) al comma 5 dell'articolo 4, le parole: «alla scadenza del periodo di riferimento» sono sostituite dalle seguenti: «entro trenta giorni dalla scadenza del periodo di riferimento»;
d) il comma 1 dell'articolo 10, è sostituito dal seguente: «1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2109 del codice civile, il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Tale periodo, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva o dalla specifica disciplina riferita alle categorie di cui all'articolo 2, comma 2, va goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell'anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione.»;
e) il comma 1 dell'articolo 14 è sostituito dal seguente: «1. La valutazione dello stato di salute dei lavoratori notturni deve avvenire a cura e a spese del datore di lavoro, o per il tramite delle competenti strutture sanitarie pubbliche di cui all'articolo 11 o per il tramite del medico competente di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, attraverso controlli preventivi e periodici, almeno ogni due anni, volti a verificare l'assenza di controindicazioni al lavoro notturno a cui sono adibiti i lavoratori stessi»;
Il periodo di ferie va goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell'anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione. In data 30 giugno 2024, “scadranno” le ferie dell'anno 2022.
Attenzione: la Corte di cassazione nell’ordinanza 17643/2023, fornendo un quadro delle regole in materia di prescrizione del diritto alle ferie e ai riposi settimanali, precisa che è vietato rinviare le ferie, quando è il datore di lavoro a invitarne la fruizione. Si corre il rischio, infatti, di perderne definitamente il diritto, compreso quello relativo alla monetizzazione a fine rapporto di lavoro. Pertanto il lavoratore che non fruisce delle ferie per sua volontà, nonostante l’invito ufficiale a farlo del proprio datore di lavoro, rischia di non trovare alcuna indennità sostitutiva per le ferie non fruite nell’ultima busta paga.
Il mio consiglio? Anticipare al datore di lavoro che consumerai le ferie dell'anno 2022, tra aprile, maggio e giugno 2024, in modo da evitare che possano collocarti coattivamente in ferie.
Per carità, fino ad ora soltanto parole al vento … ma il datore di lavoro (risorse umane) potrebbe obbligarti a prendere le ferie dell'anno 2022, a partire da questo inverno … e diciamo che non sarebbe il massimo della vita …
A disposizione per chiarimenti ed approfondimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

 

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