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- Scritto da Giuseppe BRUNO, Avvocato
Richiesta di proscioglimento dalla ferma novennale con l'Esercito Italiano per tornare a lavorare nel settore privato
Buongiorno, sono un tenente dell'Esercito Italiano.
Al termine del biennio dell'Accademia di Modena, ho sottoscritto il "contratto" di passaggio in servizio permanente e quindi della ferma novennale (fino al 2032) nelle Forze Armate.
Le mie domande sono le seguenti:
- se ci fosse la possibilità di congedarmi e di tornare a lavorare nel settore privato.
- se e a quanto ammontano le spese da sostenere e risarcire al Ministero della Difesa/Esercito Italiano.
- quale sarebbe l'iter da seguire/la normativa di riferimento e a chi rivolgermi.
Distinti saluti
RISPOSTA
Rispondo alle tue domande indicando i pertinenti riferimenti normativi.
1)Ai sensi dell'articolo 862 del codice dell'ordinamento militare (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66), l'ufficiale ha facoltà di chiedere le dimissioni volontarie dal grado. Ai sensi del comma 5 della medesima norma, l'accettazione delle dimissioni dal grado è irrevocabile.
Nella presente fattispecie, la norma in materia di dimissioni volontarie dal grado deve essere correlata con l'articolo 933 del codice dell'ordinamento militare che disciplina la cessazione a domanda del militare, stabilendo quanto segue:
1. Il militare non può di norma chiedere di cessare dal servizio permanente e di essere collocato in congedo se deve rispettare obblighi di permanenza in servizio, contratti all'atto dell'incorporazione o al termine dei corsi di formazione.
2. L'amministrazione militare, solo in casi eccezionali che deve adeguatamente motivare a tutela dell'interesse pubblico, puo' concedere il proscioglimento dagli obblighi di servizio ai quali e' vincolato il militare, in relazione alla durata minima del servizio stesso.
L'esempio più frequente di ipotesi eccezionale che giustifica l'interesse pubblico al proscioglimento dagli obblighi di servizio ai quali e' vincolato il militare, è l'essere risultato vincitore di un concorso di livello superiore, come potrebbe essere il concorso in magistratura.
Tanto premesso, escludo che ci sia per te la possibilità di ottenere il congedo per tornare a lavorare nel settore privato. L'aspirazione di lavorare nel privato, per quanto possa essere legittima, non è idonea a giustificare la cessazione a domanda in presenza di una ferma novennale non ancora conclusa (quale sarebbe l'interesse pubblico sotteso alla tua richiesta?!).
2)Passiamo alla seconda domanda: il problema della quantificazione delle spese da risarcire non si pone nemmeno, perché l'Amministrazione Difesa non ti concederà la possibilità di essere prosciolto dalla ferma novennale, per i motivi già esposti.
Nell'ipotesi in cui l'Amministrazione Difesa ti concedesse il congedo anzitempo (si tratta di un'ipotesi irrealistica), non dovresti versare nessun risarcimento danni, né rimborsare eventuali spese di formazione sostenute dall'Accademia Militare.
Discorso diverso se la causa della perdita del grado fosse una rimozione all'esito di procedimento disciplinare anziché una condanna penale; in questa ipotesi, l'Amministrazione Difesa chiederebbe un congruo risarcimento danni, comprensivo di tutte le spese di formazione sostenute per l'ufficiale.
3)L'istanza deve essere presentata per via gerarchica al proprio Comando o Ente di appartenenza, affinché venga trasmessa al Ministero della Difesa (Direzione Generale per il Personale Militare – PERSOMIL).
L'istruttoria della domanda sarà posta in essere dall'Ente/Comando di appartenenza.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.