1 - Dirigente medico del SSN incompatibile con attività in conflitto di interessi





Medico pubblico dipendente ospedaliero (dirigente medico di una ASL) a tempo indeterminato, chiedo aspettativa di un anno per attività autonoma come previsto da art. 18 L.183 /2010: posso lavorare in clinica privata CONVENZIONATA durante tale periodo con contratto libero professionale?

 

RISPOSTA



Mi pare di capire che Ella sia un dirigente medico di una ASL, ossia un pubblico dirigente assoggettato non soltanto alle incompatibilità di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 165 del 2001, ma anche all'articolo 4 comma 7 della legge 30 dicembre 1991, n. 412.

L'articolo 18 della legge 183 del 2010 consente in caso di collocamento in aspettativa della durata di un anno, di disapplicare le disposizioni in tema di incompatibilità di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.

… ed il comma 7 dell'articolo 4 della legge 30 dicembre 1991, n. 412?

Il rapporto di lavoro con il Servizio sanitario nazionale, ai sensi della predetta norma, “è altresì incompatibile con l'esercizio di altre attività … che possono configurare conflitto di interessi con lo stesso”.

Alla luce dell'obbligo di unicità del rapporto di lavoro con il servizio sanitario nazionale (il rapporto di lavoro con il servizio sanitario nazionale sarebbe sussistente anche in caso di collocamento in aspettativa), non sarà possibile lavorare in una clinica privata CONVENZIONATA, con contratto libero professionale, nemmeno chiedendo l'applicazione dell'articolo 18 della legge 183 del 2010.

Comma 7 dell'articolo 4 della legge 30 dicembre 1991, n. 412

TESTO DELLA NORMA DI LEGGE:

Legge 412/1991

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

2 - Richiesta aspettativa non retribuita da parte del medico dipendente ospedaliero pubblico





RICHIESTA ASPETTATIVA NON RETRIBUITA DA PARTE DI MEDICO DIPENDENTE OSPEDALIERO PUBBLICO. Egregio studio legale sono un medico dipendente ospedaliero in ruolo presso un ospedale pubblico italiano dal 1997 a tutt'oggi, dovrei andare a lavorare presso un prestigioso ospedale privato accreditato e convenzionato con il SSN, però prima di licenziarmi volevo chiedere l'aspettativa non retribuita cioè a stipendio zero per valutare bene il nuovo posto cioè come è il lavoro, il rapporto con i colleghi ecc, ecc, per non rischiare di restare senza lavoro ad un'età avanzata, ma il mio direttore di reparto visto che siamo in carenza cronica di organico ormai da anni cioè mancano sette medici e un altro si licenzia dal mese di agosto prossimo quindi diventiamo sotto di otto medici circa, ha detto che non mi firmerà mai l'autorizzazione per la richiesta dell'aspettativa impedendo così che la mia domanda possa essere inoltrata e comunque la direzione non me la concederà mai perchè lui esprimerà parere sfavorevole.

Volevo chiederle:
1) Il comportamento del Direttore di Reparto è possibile e corretto oppure no, si possono ravvisare degli estremi per procedere contro di lui?

 

RISPOSTA



Il diniego del direttore di reparto è lecito, ai sensi dell'articolo 10 del CCNL integrativo dirigenza medica/veterinaria 2004. È altresì doveroso, in considerazione dell'unicità del rapporto di lavoro del pubblico dipendente e dei connessi conflitti di interessi.

Leggiamo cosa prevede in materia di aspettativa non retribuita, il CCNL applicabile al presente rapporto di lavoro.

Per esigenze personali ovvero di famiglia (non per differenti esigenze lavorative !!!), il datore di lavoro ha facoltà di concedere o meno l'aspettativa non retribuita, ai sensi del comma 1. Secondo quanto previsto dal successivo comma 6, l'azienda potrebbe revocare l'aspettativa, “in corso d'opera”, nel caso in cui vengano meno i motivi che hanno giustificato la precedente concessione.

Articolo 10 – Aspettativa (CCNL integrativo dirigenza medica/veterinaria 2004)
1. Al dirigente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato che ne faccia formale e motivata richiesta, compatibilmente con le esigenze di servizio, possono essere concessi periodi di aspettativa per esigenze personali o di famiglia senza retribuzione e senza decorrenza dell'anzianità, per una durata complessiva di dodici mesi in un triennio.
6. L'azienda, qualora durante il periodo di aspettativa vengano meno i motivi che ne hanno giustificato la concessione, invita il dirigente a riprendere servizio con un preavviso di 10 giorni. Il dirigente, per le stesse motivazioni e negli stessi termini, può riprendere servizio di propria iniziativa.


Il comma 8 del predetto articolo del contratto collettivo nazionale prevede invece l'obbligatorietà di concedere l'aspettativa non retribuita, nel caso di assunzione del dirigente medico, presso la stessa o altra azienda ovvero ente o amministrazione del comparto, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ovvero determinato.

Tuttavia, nel caso “de quo”, non sarai assunto presso la stessa o altra azienda ovvero ente o amministrazione del comparto, ma presso una struttura ospedaliera privata (seppure convenzionata con il SSN).

8. L'aspettativa senza retribuzione e senza decorrenza dell'anzianità è altresì concessa al dirigente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, a domanda, per:
a) un periodo massimo di sei mesi se assunto presso la stessa o altra azienda ovvero ente o amministrazione del comparto, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed incarico di direzione di struttura complessa, ai sensi degli artt. 15 e segg, del d. lgs. 30 dicembre 1992. n. 502.
b) tutta la durata del contratto di lavoro a termine se assunto presso la stessa o altra azienda o ente del camparto , ovvero in altre pubbliche amministrazioni di diverso comparto, o in organismi della Unione Europea, con rapporto di lavoro ed incarico a tempo determinato;
c) la durata di due anni e per una sola volta nell'arco della vita lavorativa per i gravi e documentati motivi di famiglia individuati - ai sensi dell'art. 4, commi 2 e 4 della legge 53/2000 - dal Regolamento Interministeriale del 21 luglio 2000, n. 278, pubblicato sulla G. U. dell'11 ottobre 2000, serie generale, n. 238. Tale aspettativa può essere fruita anche frazionatamente e può essere cumulata con l'aspettativa di cui al comma 1, se utilizzata allo stesso titolo.


Nel tuo caso, la concessione dell'aspettativa rientra nei poteri discrezionali del datore di lavoro pubblico. Anzi, nel tuo caso, l'aspettativa non deve essere concessa!



2) Possono negarmi l'aspettativa non retribuita e se sì con quali motivazioni?

 

RISPOSTA



Sì, possono negarla in considerazione della carenza di personale. Devono negarla in considerazione dell'unicità del rapporto di lavoro del pubblico dipendente e dei conflitti di interesse connessi e conseguenti.
Il datore di lavoro, nell'interesse dell'ente pubblico, “ti spinge” a dimetterti sin da subito, al fine di bandire il prima possibile, un concorso pubblico per la tua sostituzione a tempo indeterminato. In caso di concessione dell'aspettativa infatti, il problema relativo alla sostituzione del dirigente medico resterebbe “sospeso” e tutto ciò aggraverebbe la carenza organica della struttura pubblica. In concreto, il datore di lavoro pubblico ha dato per scontato che il dirigente medico non tornerà più alla “casa madre” … tanto vale ragionare sin da subito in termini di sostituzione dello stesso, tramite concorso pubblico. Spero di essere stato sufficientemente concreto nella mia spiegazione!



3) Ci sono dei casi in cui l'aspettativa non retribuita a chi la richiede non può essere negata per nessuno motivo e deve essere concessa assolutamente senza il parere favorevole del direttore di reparto, della direzione sanitaria e della direzione generale. Grazie tanto per la sua cordiale risposta. Saluti

 

RISPOSTA



Sì, certo. In caso di assunzione a tempo determinato ovvero indeterminato presso altra ASL (ente o amministrazione del comparto pubblico), come previsto dal comma 8 dell'articolo 10 del contratto collettivo nazionale.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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