Restituzione cellulare aziendale al termine del rapporto di lavoro





buongiorno lavoro da 33 anni per un'azienda di mareting. 

Svolgo diverse mansioni di responsabilità dalla gestione del personale, alle materie prime ed attività commerciali in acquisto e vendita. 

Da 23 anni ho cellulare aziendale con numero di telefono aziendale che nel tempo è diventato il mio "unico" numero mobile di contatto sia professionale che privato. L'uso promiscuo è consentito dall'azienda come benefit gratuito di cui alla lettera f dell'art 51 del TUIR, D.P.R., 22/12/1986 n° 917. Se decido di licenziarmi posso mantenere (logicamente a mie spese) l'attuale numero di telefono? Onestamente tutta la mia "vita" (contatti, applicazioni, utenze etc) è legata a questo numero. in attesa di un vostro riscontro Saluti

 

RISPOSTA



Ho necessità di leggere il contratto di lavoro ed il provvedimento datoriale con cui ti è stato concesso il telefono aziendale quale benefit gratuito, essendo consentito l'uso promiscuo.

In generale, la risposta al tuo quesito è la seguente: assolutamente no, visto che attraverso quel cellulare aziendale, hai trattato alcuni dati personali, in nome e per conto dell'azienda, quali i numeri di cellulare di clienti e fornitori.

Il cellulare e la relativa SIM devono essere restituiti in caso di licenziamento, visto che il dipendente non deve avere la possibilità di “portare con sé” la rubrica dei fornitori e dei clienti dell'azienda! Il numero di cellulare è un dato personale, anche se non sensibile, come chiarito dalla sentenza di Cassazione n. 21839 del 2011

Ciò significa che il cliente oppure il fornitore potrebbe opporsi al fatto che un ex dipendente sia ancora in possesso del suo numero, avendo conservato il cellulare aziendale e la relativa SIM. Anche se l'ex dipendente magari non farà più alcun uso di quel numero di telefono.

L'azienda deve tutelarsi anche dal rischio che tu possa passare alla concorrenza, portando via i clienti, attraverso i loro contatti telefonici!

Considera infine che il cellulare è un bene aziendale, ossia un bene iscritto nel registro cespiti dell'azienda, regolarmente ammortizzato nel corso degli anni, quindi in caso di licenziamento del dipendente dovrà tornare al legittimo proprietario, ossia il datore di lavoro.

Tutto questo, salvo apposita clausola contrattuale che mi riservo di esaminare.

Resto in attesa di un tuo riscontro.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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