Indennità forfettaria di trasferta occulta lo straordinario per eludere pagamento imposte e contributi





UNA AZIENDA PER CIRCA UN ANNO HA PAGATO GLI STRAORDINARI CON LA CAUSALE DI TRASFERTA E QUINDI SENZA PAGARE I CONTRIBUTI. ORA ANCHE PER ALTRI MOTIVI UN OPERAIO LICENZIATO PER GIUSTIFICATO MOTIVO HA DENUNCIATO L'AZIENDA PER IL MANCATO PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI SULLE TRASFERTE.
VORREMMO SAPERE COME SI PUO' REGOLARIZZARE TALE INADEMPIENZA E A CHE COSA VA INCONTRO L'AZIENDA?

 

RISPOSTA



Temo che non sia possibile regolarizzare spontaneamente la presente irregolarità contributiva, in quanto essa riguarda anche annualità pregresse e soprattutto perché non è stato previsto dal legislatore un ravvedimento operoso in questo particolare ambito giuridico!

L'oggetto della presente consulenza è l'illecito amministrativo di omessa o infedele registrazione dei dati sul libro unico del lavoro. Il Ministero del Lavoro e INPS concordano sul fatto che si può configurare la condotta di omessa/infedele registrazione, tutte le volte in cui venga riscontrata una difformità tra la realtà dei fatti accertata da funzionari ispettivi e quanto registrato sul LUL: ciò infatti determina una non corretta esposizione dell’imponibile contributivo. Ad esempio:

-i casi di trasferta che non sia stata realmente effettuata;
-l’ipotesi in cui la relativa indennità occulti emolumenti dovuti ad altro titolo, con fine evidentemente elusivo.

L’art. 39, comma 7, della legge n. 133/2008 recita “Salvo i casi di errore meramente materiale, l'omessa o infedele registrazione dei dati di cui ai commi 1 e 2 che determina differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali e' punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 150 a 1500 euro e se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori la sanzione va da 500 a 3000 euro. La violazione dell'obbligo di cui al comma 3 è punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 100 a 600 euro, se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori la sanzione va da 150 a 1500 euro.

La sanzione potrebbe essere irrogata da parte direzione provinciale del lavoro territorialmente competente. Tuttavia, nel caso in cui l'illecito riguardi più lavoratori, il trasgressore può chiedere, in sede di scritti difensivi di cui all’art. 14 della L. n. 689/1981, lo speciale trattamento sanzionatorio comportante il cumulo giuridico delle sanzioni, ovvero, l’applicazione della sanzioni più grave aumentata fino al triplo (non è questo il caso !).

La Direzione provinciale del lavoro potrebbe procedere nei confronti dell'azienda, all'applicazione della diffida obbligatoria con ammissione al pagamento della sanzione minima, in quanto la condotta illecita “de quo” ha integrato una omissione relativa alla registrazione sul LUL; sarà applicabile l’istituto premiale di cui all’art. 13, D.lgs. n. 124/2004, in quanto la violazione è materialmente sanabile con un comportamento attivo del trasgressore. Nel secondo caso, invece, il bene giuridico della integrità dell’imponibile retributivo e contributivo, risulterà definitivamente compromesso dalle apposizioni infedeli effettuate dal datore di lavoro.

Art. 13 D.Lgs. 124/2004. Diffida
1. In caso di constatata inosservanza delle norme in materia di lavoro e legislazione sociale e qualora il personale ispettivo rilevi inadempimenti dai quali derivino sanzioni amministrative, questi provvede a diffidare il datore di lavoro alla regolarizzazione delle inosservanze comunque sanabili, fissando il relativo termine.
2. In caso di ottemperanza alla diffida, il datore di lavoro e' ammesso al pagamento dell'importo delle sanzioni nella misura pari al minimo previsto dalla legge ovvero nella misura pari ad un quarto della sanzione stabilita in misura fissa. Il pagamento dell'importo delle sanzioni amministrative estingue il procedimento sanzionatorio.
3. L'adozione della diffida interrompe i termini di cui all'articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, fino alla scadenza del termine per la regolarizzazione di cui al comma 1.
4. Il potere di diffida nei casi previsti al comma 1, e con le modalità di cui ai commi 2 e 3, e' esteso, limitatamente alla materia della previdenza e dell'assistenza sociale, anche agli ispettori degli enti previdenziali, per le inadempienze da loro rilevate.


Occorre attendere la diffida obbligatoria, per chiedere di essere ammessi al pagamento della sanzione minima. Diciamo che non è possibile regolarizzare l'illecito “spontaneamente”, così come potrebbe accadere con il ravvedimento operoso in ambito fiscale.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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