Ripartizione permessi sindacali tra delegati RSU





Buongiorno, vorrei porre due quesiti.
QUESITO 1: ore totali permessi sindacali
Un'azienda regolamentata dal CCNL CARTAI CARTOTECNICI vanta circa 200 lavoratori complessivi tra operai, impiegati e personale interinale.
I lavoratori di questa azienda hanno a disposizione una RSU composta da 3 delegati UIL e 1 delegato CGIL.
- Quante ore di permesso sindacale ha a disposizione ogni singolo delegato della RSU?
- Se uno dei delegati RSU ha anche la carica di Segretario Territoriale, Segretario Regionale e fa parte anche del Direttivo Esecutivo di una seconda regione ha a disposizione maggiori ore di permessi sindacali?
In caso affermativo quante ore avrebbe di preciso a disposizione?

 

RISPOSTA

 

Allego il contratto collettivo applicabile alla fattispecie in questione.
In particolare dobbiamo fare riferimento all'articolo 12 in materia di permessi sindacali (sezione relazioni sindacali).

In sintesi: i dirigenti sindacali territoriali, ossia i provinciali, regionali, nazionali, hanno diritto a permessi non retribuiti, ogni qual volta c'è la richiesta per iscritto dalle organizzazioni predette e non ostino eccezionali impedimenti di ordine tecnico-aziendale.
Sempre i predetti dirigenti hanno diritto ai permessi retribuiti nella misura di 10 ore mensili (corrispondenti a 120 ore per anno solare) per ciascuna delle Organizzazioni sindacali. Come si ripartiscono all'interno della stessa organizzazione sindacale, queste 10 ore mensili di permessi retribuiti? con regolamento interno del sindacato.

Art. 30 della legge n. 300/1970. Permessi per i dirigenti provinciali e nazionali.
1. I componenti degli organi direttivi, provinciali e nazionali, delle associazioni di cui all'articolo 19 hanno diritto a permessi retribuiti, secondo le norme dei contratti di lavoro, per la partecipazione alle riunioni degli organi suddetti.


Art. 12 CCNL CARTAI CARTOTECNICI - Permessi ed aspettative per cariche sindacali
Ai lavoratori, che sono membri delle Commissioni esecutive delle strutture regionali e comprensoriali dei lavoratori e del Comitato direttivo delle sezioni territoriali delle Federazioni di categoria dei lavoratori saranno concessi brevi permessi non retribuiti per il disimpegno delle loro funzioni, quando l’assenza dal lavoro venga espressamente richiesta per iscritto dalle organizzazioni predette e non ostino eccezionali impedimenti di ordine tecnico-aziendale.
Le qualifiche sopra menzionate e le variazioni relative dovranno essere comunicate per iscritto all’azienda cui il lavoratore appartiene dalle organizzazioni predette, tramite le Associazioni territoriali degli industriali.
Oltre a quanto previsto dagli artt. 23, 24, 31 e 32 della legge 20 maggio 1970, n. 300, ai lavoratori che sono membri dei Comitati direttivi delle Associazioni nazionali di categoria firmatarie del presente contratto, e delle strutture regionali e comprensoriali delle medesime, potranno essere concessi a norma dell’art. 30 di detta legge n. 300, permessi retribuiti nella misura di 10 ore mensili (corrispondenti a 120 ore per anno solare) per ciascuna delle Organizzazioni sindacali, compatibilmente con le esigenze tecnico-aziendali.
Tali permessi per i dirigenti, regionali e comprensoriali dovranno essere richiesti per iscritto all’azienda dalle Organizzazioni interessate, tramite le Associazioni industriali territoriali e le qualifiche anzidette, con le eventuali variazioni, dovranno essere comunicate ugualmente per iscritto dalle Organizzazioni dei lavoratori alle Organizzazioni territoriali degli industriali che provvederanno a comunicarle all’ azienda cui il lavoratore appartiene.
Le norme di cui ai commi precedenti non si applicano alle aziende escluse dalla sfera di applicazione della legge 20 maggio 1970, n. 300, a norma dell’art. 35 della legge stessa.


Passiamo adesso all'esame dei permessi dei rappresentanti sindacali aziendali, ossia i RSA di cui all'articolo 19 dello statuto dei lavoratori (legge 300/1970).
Siccome il contratto collettivo non fa alcuna menzione dei permessi spettanti ai RSA, dobbiamo applicare gli articoli 23 e 24 della legge n. 300/1970.

Si tratta di un'azienda con poco più di 200 dipendenti, giusto? quindi un RSA della UIL e un RSA della CIGL avranno diritto ad otto ore mensili di permessi retribuiti. Il lavoratore che intende esercitare il diritto di cui al primo comma deve darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola 24 ore prima, tramite le rappresentanze sindacali aziendali.
Quale dei 3 RSA della UIL? ce lo dice il regolamento della RSA.
Il regolamento della RSA può disciplinare la ripartizione dei permessi sindacali tra i vari componenti, le modalità di approvazione delle decisioni all’interno della RSA, la gestione dei rapporti con i lavoratori, il ruolo del coordinamento ove costituito, l’indizione delle assemblee etc etc

Magari nel mese di maggio potrebbe fruire dei permessi mensili Caio, nel mese di giugno Sempronio, nel mese di luglio Mevio … lo stabiliranno i regolamenti interni dei sindacati!

Art. 23. Permessi retribuiti.
1. I dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali di cui all'articolo 19 hanno diritto, per l'espletamento del loro mandato, a permessi retribuiti.
2. Salvo clausole più favorevoli dei contratti collettivi di lavoro hanno diritto ai permessi di cui al primo comma almeno:
a) un dirigente per ciascuna rappresentanza sindacale aziendale nelle unità produttive che occupano fino a 200 dipendenti della categoria per cui la stessa è organizzata;
b) un dirigente ogni 300 o frazione di 300 dipendenti per ciascuna rappresentanza sindacale aziendale nelle unità produttive che occupano fino a 3.000 dipendenti della categoria per cui la stessa è organizzata;
c) un dirigente ogni 500 o frazione di 500 dipendenti della categoria per cui è organizzata la rappresentanza sindacale aziendale nelle unità produttive di maggiori dimensioni, in aggiunta al numero minimo di cui alla precedente lettera b).
3. I permessi retribuiti di cui al presente articolo non potranno essere inferiori a otto ore mensili nelle aziende di cui alle lettere b) e c) del comma precedente; nelle aziende di cui alla lettera a) i permessi retribuiti non potranno essere inferiori ad un'ora all'anno per ciascun dipendente.
4. Il lavoratore che intende esercitare il diritto di cui al primo comma deve darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola 24 ore prima, tramite le rappresentanze sindacali aziendali.


Art. 24. Permessi non retribuiti.
1. I dirigenti sindacali aziendali di cui all'articolo 23 hanno diritto a permessi non retribuiti per la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale, in misura non inferiore a otto giorni all'anno.
2. I lavoratori che intendano esercitare il diritto di cui al comma precedente devono darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola tre giorni prima, tramite le rappresentanze sindacali aziendali.


I RSA avranno diritti a permessi non retribuiti in misura non inferiore a 8 giorni annui, come da articolo 24 della legge n. 300/1970.

Rispondo infine alla tua domanda sul cumulo delle cariche sindacali: Se uno dei delegati RSU ha anche la carica di Segretario Territoriale, Segretario Regionale e fa parte anche del Direttivo Esecutivo di una seconda regione ha a disposizione maggiori ore di permessi sindacali

Certamente sì, oltre ai permessi di cui agli articoli 23 e 24 dello statuto dei lavoratori, avrà diritto ai permessi di cui all'articolo 30 che rinvia alla contrattazione collettiva, ossia all'articolo 12 di cui sopra: “permessi retribuiti nella misura di 10 ore mensili (corrispondenti a 120 ore per anno solare) per ciascuna delle Organizzazioni sindacali, compatibilmente con le esigenze tecnico-aziendali”.

Spero di avere esaminato il contratto collettivo che si applica alla tua azienda (diversamente, mi riservo di completare la presente consulenza).



QUESITO 2: errori in busta paga
Un'azienda ha commesso degli errori in busta paga dovuti a una errata interpretazione normativa del CCNL. Un delegato Rsu si accorge di tali errori controllando accuratamente delle buste paga a campione e lo comunica immediatamente al suo datore di lavoro. Da un'attenta analisi e valutazione si scopre che tali errori vanno avanti da circa 45 mesi. L'errore in questione comportava una decurtazione dello stipendio degli operai e una maggiore retribuzione sullo stipendio degli impiegati.

Ovviamente per quanto riguarda i lavoratori operai, questi hanno tutto il diritto di recuperare dal datore di lavoro i relativi arretrati.

Gli impiegati invece, che si ritrovano a dover restituire dei soldi presi indebitamente, essendo passati così tanti mesi hanno l'obbligo di restituire le cifre che gli vengono contestate?

 

RISPOSTA

 

La Cassazione afferma che la corresponsione continuativa di un assegno al dipendente è generalmente sufficiente a farlo considerare, salvo prova contraria, come elemento della sua retribuzione (Cassazione sentenza n. 22387 del 13.09.2018). In questi casi, il datore di lavoro non avrebbe titolo per chiedere la restituzione di quanto versato in modo continuativo e ricorrente al dipendente, seppure erroneamente!
Ad ogni modo, trattandosi di indebito oggettivo ai sensi dell'articolo 2033 del codice civile, si applica la prescrizione decennale di cui all'articolo 2946 del codice civile.



È di relativa importanza che vi spiego nello specifico il tipo di errore commesso dal datore di lavoro?

 

RISPOSTA

 

Direi assolutamente sì!
In questo caso, il dipendente che percepiva più del dovuto, poteva essere ragionevolmente considerato in buona fede?



Cosa prevede la normativa in queste situazioni?
Ringraziandovi anticipatamente della vostra consulenza vi porgo cordiali saluti.

 

RISPOSTA

 

Si tutela la buona fede del dipendente che ha percepito somme in eccesso, tuttavia ciò è avvenuto in modo continuativo e ricorrente.
La prescrizione è decennale ai sensi dell'articolo 2946 del codice civile.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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