Cessazione dal servizio permanente a domanda dell'Ufficiale d'Accademia





Buongiorno, Sono un Maggiore d'Accademia che ha ampiamente terminato il periodo di ferma obbligatoria. Recentemente ho avuto un offerta di contratto di lavoro molto buona tale per cui devo decidere se richiedere le dimissioni entro il Natale. Il nuovo datore di lavoro per formalizzare l'impegno ad assumermi ha bisogno di sapere la tempistica entro la quale il mio licenziamento è effettivo. Dalle informazioni in mio possesso, che copio in calce, so che la richiesta di dimissioni: -non necessita di un preavviso -non necessita di un'approvazione -è effettiva solo a seguito del decreto ministeriale. Per quanto riguarda la mia situazione per me e per l'azienda che vuole assumermi è molto importante determinare la tempistica massima entro la quale le mie dimissioni possono essere rese effettive dal decreto ministeriale.
Io presumo siano i canonici 90 gg della Pubblica Amministrazione. Posso esigere un tempo minore? C'è un modo per essere assunto presso la nuova ditta in maniera più rapida? Gentilmente le chiedo un consulto il prima possibile poiché prima di Natale vorrebbero formalizzare la nuova proposta contrattuale.

Riferimenti normativi da me consultati:
-legge 10/04/1954 num.113
-articoli 861 e 862 seguenti del codice dell'ordinamento militare – decreto legislativo n. 66 del 15 marzo 2010.

RISPOSTA

Confermo quanto Ella ha riportato nel suo quesito.
Confermo altresì la correttezza dei riferimenti normativi citati, tuttavia, vorrei invitarla a leggere con attenzione il comma 3 dell'articolo 43. legge 10/04/1954 n. 113: "l'Amministrazione ha facoltà di non accogliere le domande di cessazione per motivi penali o disciplinari, o di ritardarne l'accoglimento per gravi motivi di servizio".

ATTENZIONE … o di ritardarne l'accoglimento per gravi motivi di servizio.

Art. 861 decreto legislativo n. 66 del 15 marzo 2010. Cause di perdita del grado
1. Il grado si perde per una delle seguenti cause:
a) dimissioni volontarie;
b) dimissioni d'autorita';
c) cancellazione dai ruoli;
d) rimozione all'esito di procedimento disciplinare;
e) condanna penale.
2. Le dimissioni volontarie riguardano soltanto gli ufficiali.
3. La perdita del grado, se non consegue all'iscrizione in altro ruolo, comporta che il militare e' iscritto d'ufficio nei ruoli dei militari di truppa, senza alcun grado.
4. Per gli appartenenti ai ruoli dell'Arma dei carabinieri, la perdita del grado, se non consegue all'iscrizione in altro ruolo, comporta l'iscrizione d'ufficio nel ruolo dei militari di truppa dell'Esercito italiano, senza alcun grado.

Art. 862 Dimissioni volontarie
1. L'ufficiale ha facolta' di chiedere le dimissioni volontarie dal grado.
2. Le dimissioni dal grado sono consentite quando l'ufficiale raggiunge l'eta' per la quale cessa ogni obbligo di servizio per i militari di truppa e si e' collocati in congedo assoluto in detto ruolo.
3. L'ufficiale in trattamento di quiescenza non puo' dimettersi dal grado finche' non e' collocato nel congedo assoluto.
4. L'ufficiale sottoposto a procedimento disciplinare di stato, da cui possa derivare la perdita del grado per rimozione, ha facolta' di presentare istanza di dimissioni volontarie dal grado.
5. L'accettazione delle dimissioni dal grado e' irrevocabile.
6. La facolta' di dimettersi dal grado e' sospesa dal giorno in cui e' indetta la mobilitazione, totale o parziale, ovvero e' dichiarato lo stato di grave crisi internazionale.

CESSAZIONE DAL SERVIZIO PERMANENTE A DOMANDA.
Art. 43. legge 10/04/1954 n. 113

1. L'ufficiale che cessa dal servizio permanente, qualora abbia prestato almeno venticinque anni di servizio effettivo ovvero rivesta il grado di colonnello o grado corrispondente, è collocato nella riserva o in congedo assoluto a seconda dell'idoneità.
2. L'ufficiale che non si trovi nelle condizioni di cui al comma 1 ha egualmente diritto alla cessazione dal servizio permanente, sempre che abbia adempiuto agli obblighi delle ferme ordinarie o speciali eventualmente contratte. In tal caso è collocato nella categoria degli ufficiali di complemento o della riserva di complemento a seconda dell'età.
3. L'Amministrazione ha facoltà di non accogliere le domande di cessazione per motivi penali o disciplinari, o di ritardarne l'accoglimento per gravi motivi di servizio.

Tanto premesso, confermo il canonico termine di 90 giorni, di cui all'articolo 2 comma 3 della legge 241/1990 (il rapporto di lavoro del militare non è contrattualizzato, quindi si applica la legge sul procedimento amministrativo), tuttavia il suindicato termine procedimentale, nella fattispecie “de quo”, non avrebbe carattere perentorio.

L'amministrazione ha facoltà di ritardare il momento di efficacia delle dimissioni dell'ufficiale per gravi motivi di servizio; inoltre, in relazione al mancato rispetto del termine di 90 giorni … non sarebbero comunque previste particolari sanzioni a carico dell'amministrazione!

Non si può "esigere" un termine inferiore a 90 giorni, tuttavia il decreto potrebbe anche essere adottato dopo soli 30 o 40 giorni dall'istanza … dipende dal carico di lavoro dell'amministrazione in questione!
Non saprei ...
Consiglio di comunicare al nuovo datore di lavoro un termine di legge di 90 giorni, con riserva di comunicare successivamente, con esattezza, il termine effettivo di scioglimento del vincolo lavorativo da ufficiale delle forze armate.

A disposizione per chiarimenti e per esaminare l'impegno contrattuale che il nuovo datore di lavoro proporrà di sottoscrivere. Occorre evitare la previsione di clausole penali, in caso di mancata assunzione presso la nuova azienda, entro il termine inizialmente comunicato di 90 giorni

Distinti saluti.

Fonti:

 

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