Registrazione marchio del dipendente pubblico senza autorizzazione





Buonasera, Sono già stata vostra cliente e ho ritenuto il vostro servizio eccellente. Ho bisogno di un altro consulto. Sono una dipendente pubblica. Negli anni però ho maturato un'expertise nel settore della crescita personale e spirituale che mi porta a esser invitata in Italia e all'estero per tenere seminari e conferenze. Inizio ad avere un buon seguito sui social e sto pensando a monetizzare e, se possibile, in futuro magari cambiare lavoro. Ho fondato un approccio fatto di pratiche e filosofia che sto chiamando "xxxxxxxxxxx" e vorrei registrarlo come marchio europeo per evitare, come già successo con un altro mio prodotto formativo, che qualcuno se ne impossessi sfruttandone il potenziale economico.
Il quesito che vi pongo è proprio questo: può una dipendente pubblica registrare un marchio?

 

RISPOSTA

 

Certamente sì, giacché la registrazione di un marchio non comporta di per sé proventi per colui che lo registra!
Intendi registrare un marchio al solo fine di impedire il furto del potenziale economico della tua opera dell'ingegno.
Potresti anche registrare il marchio e non fare più nulla per anni, fino a quando non andrai in pensione …
Registrare il marchio e stop! Impedire il furto della tua idea e non svolgere alcuna attività né professionale né occasionale.
Per questo motivo, la registrazione di un marchio, se posta in essere al di fuori di un'attività commerciale – industriale, non necessita di alcuna autorizzazione da parte del datore di lavoro. Non necessità di autorizzazione, per un motivo molto semplice: registrare un marchio non è un “secondo lavoro”!
Registrare un marchio non è un'attività lavorativa autonoma oppure subordinata.
Dalla mera registrazione del marchio non deriva automaticamente alcun introito (anzi, occorre sborsare denaro per registrare un marchio europeo).
Siamo fuori dal perimetro di cui all'articolo 53 del testo unico pubblico impiego.



Posso fare in modo che la mia opera dell'ingegno venga tutelato da "furti" come mi è accaduto in passato, ma senza dover chiedere un'imbarazzante autorizzazione al mio ministero (e che mi sarebbe probabilmente negata)? Può tutto questo rientrare nella materia del diritto d'autore per il quale non serve richiedere autorizzazione?
Grazie mille

 

RISPOSTA

 

Probabilmente sei già a conoscenza di quanto previsto dall'articolo 53 del decreto legislativo n. 165/2001, testo unico pubblico impiego.

Sono esclusi da qualsiasi forma di autorizzazione da parte del datore di lavoro pubblico (a patto che non si configuri un conflitto di interessi) i compensi derivanti:

1. a) dalla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;
2. b) dalla utilizzazione economica da parte dell'autore o inventore di opere dell'ingegno e di invenzioni industriali;
3. c) dalla partecipazione a convegni e seminari;
4. d) da incarichi per i quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate;
5. e) da incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo;
6. f) da incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita;
7. f-bis) da attività di formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione nonché di docenza e di ricerca scientifica.


REGISTRARE UN MARCHIO, DI PER SE', NON SIGNIFICA INCASSARE UN COMPENSO, NE' SVOLGERE UN'ATTIVITA' - INCARICO!
Giusto?
Se tramite il marchio registrato, in futuro, percepirai compensi da partecipazione a convegni o seminari oppure compensi dall'utilizzazione delle opere dell'ingegno, non sarà necessaria alcuna autorizzazione da parte del datore di lavoro pubblico.

Sia chiaro, se in futuro dovessi pubblicare un ebook on line, contraddistinto da questo marchio registrato, i proventi dell'ebook saranno considerati proventi dall'utilizzazione delle opere dell'ingegno, quindi non assoggettabili alla preventiva autorizzazione del datore di lavoro.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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