Differenza tra patto di non concorrenza e obbligo di fedeltà





Buongiorno, lavoro come dipendente in una società di gestione aeroportuale italiana.
La mia mansione prevede che io esegua delle analisi di rischio, che sostanzialmente sono analisi riguardanti l'individuazione di possibili eventi di incidente e la quantificazione numerica della probabilità che essi accadano in un determinato tempo (ad esempio: calcolare quanti eventi di fuoriuscita di un aereo dalla pista possano capitare in 20-50-100 anni di esercizio).
La società opera nel campo della gestione aeroportuale, e cioè gestisce piste, terminal, parcheggi etc., e da queste attività trae guadagno.
La mia attività (che sostanzialmente ha per fine di stabilire se e come determinate operazioni aeroportuali si possano fare, stanti le caratteristiche tecniche dell'aeroporto) non è mai stata venduta commercialmente, è sempre stata di supporto all'attività dell'esercizio aeroportuale, fonte, quella sì, di guadagno.
Recentemente un consulente arabo ingaggiato da una società di gestione aeroportuale estera che opera in tutto il mondo, ma non in Italia per quanto questo possa significare, mi ha domandato se io possa produrre, lavorando in modo autonomo, una analisi di rischio per un aeroporto situato in Arabia Saudita, in virtù del fatto che tale aeroporto condivide una caratteristica peculiare con quello per cui lavoro, e io ho già prodotto una analisi di rischio sull'argomento.
La società di gestione aeroportuale estera, sebbene più grossa di quella per cui lavoro io, opera nello stesso campo di attività e trae guadagno dalle medesime attività, ma evidentemente lo fa da un'altra parte, in aeroporti e bacini di traffico diversi da quelli della società par la quale lavoro.
Il fatto che le sue operazioni si svolgano in modo più o meno agevole e remunerativo, non dovrebbe in principio avere effetti sui risultati economici della società per cui lavoro (il mio aeroporto è a Bari, e quello per cui mi hanno chiesto di fare una analisi è a Riyad...). Per svolgere tale analisi lavorerei esclusivamente nel tempo libero, adoperando mezzi miei (computer, telefono), e adoperando conoscenze tecniche che ho maturato lavorando nel mio ruolo, ma che sono reperibili nella letteratura tecnica comunemente accessibile (non sono cioè di proprietà o concezione della società per cui lavoro), e alle quali sono pervenuto negli anni perlopiù studiando autonomamente, o, in misura minire, seguendo corsi pagati privatamente da me o in alcuni casi dall'azienda. Per svolgere l'analisi che mi si chiede, non potrei fare un semplice copia e incolla di quella già fatta per il mio datore di lavoro nemmeno se lo volessi: siccome è un caso più complesso, devo fare ragionamenti del tutto diversi (pur adoperando, sebbene solo in piccola parte la medesima letteratura tecnica accessibile a tutti) per poter giungere a dei risultati utili (se seguissi il metodo usato nell'analisi svolta per il mio datore di lavoro non perverrei a nessun risultato utile).
Non avrei nemmeno necessità di inserire nell'analisi elementi che portino a conoscenza di informazioni riservate relative all'aeroporto per cui lavoro. Sarebbe una analisi del tutto originale. Vi chiedo:
1. Posso eseguire quanto mi chiede questo consulente canadese, ingaggiato da una società di gestione aeroportuale estera diversa dalla mia, senza che questo comporti un conflitto di interessi, o concorrenza sleale, o qualunque altra fattispecie che possa giustificare azioni disciplinari nei miei confronti?

 

RISPOSTA

 

Secondo quanto previsto dall'articolo 2105 del codice civile, rubricato “obbligo di fedeltà”, “il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l'imprenditore, ne' divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio”.

La società aeroportuale estera è un concorrente a tutti gli effetti del tuo datore di lavoro!
Concretamente, in questo momento storico, le due società operano in fette di mercato differenti, nell'ambito di territori differenti; questo aspetto non può e non deve interessare il dipendente!
Il tuo ragionamento ha un vizio logico-giuridico di base: stai confondendo la disciplina del patto di non concorrenza “post” cessazione del rapporto di lavoro di cui all'articolo 2125 del codice civile, con l'obbligo di fedeltà sussistente in pendenza del rapporto di lavoro di cui all'articolo 2105 del codice civile.
L'articolo 2125 del codice civile prevede infatti la necessità di un vincolo contenuto entro determinati limiti di oggetto, di tempo e di luogo.
L'articolo 2105 non prevede alcun vincolo in tal senso ed impedisce al dipendente di entrare in contatto con la concorrenza (anche soltanto con soggetti potenzialmente concorrenti con il datore di lavoro), stante l'obbligo di fedeltà.



2. Sono obbligato a comunicarlo al mio datore di lavoro?

 

RISPOSTA

 

Certamente sì.
Si tratta di un concorrente del datore di lavoro, quindi occorre l'autorizzazione espressa allo svolgimento dell'incarico.
Sarà il datore di lavoro a valutare se questa collaborazione con il concorrente possa in qualche modo essere “tollerata”, stante le differenti fette di mercato in cui operano i due soggetti economici.
Se la collaborazione sarà “tollerabile” dal datore di lavoro, lo stesso ti autorizzerà allo svolgimento dell'incarico.



3. qualora lo tenessi all'oscuro e ne venisse a conoscenza, il mio datore di lavoro può licenziarmi e/o farmi causa? Cordialmente

 

RISPOSTA

 

Certamente sì, può licenziarti per giusta causa, stante la violazione dell'obbligo di fedeltà da parte del dipendente.
Per farti causa invece, ossia per chiederti un risarcimento danni, il datore di lavoro dovrebbe invece dimostrare di avere subito un danno effettivo dalla violazione dell'obbligo di fedeltà.
A mio parere, in base a quello che mi hai scritto, il datore di lavoro non potrebbe chiederti un risarcimento danni, semplicemente perché dalla violazione dell'articolo 2105 del codice civile, non è scaturito alcun danno concreto, quantificabile economicamente.
Tuttavia la violazione dell'obbligo di fedeltà sussisterebbe in ogni caso, quindi ci sarebbero i presupposti del licenziamento per giusta causa.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

 

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