Ricongiungimento del dipendente pubblico al coniuge militare





Mia moglie, vincitrice di concorso per un posto a tempo indeterminato in qualità di infermiere presso la usl n.2 di Milano, prenderà servizio il 1°giugno 2020 mentre io sarò trasferito a nuovo incarico, verosimilmente in Calabria, a partire dal mese di settembre p.v. (premetto che sono un Ufficiale dei Carabinieri in servizio permanente effettivo).
Come da contratto (che verrà firmato il 20 maggio p.v.) mia moglie dovrà effettuare i primi 6 mesi di servizio come "periodo di prova". Essendo genitori di due bambini di 19 e 7 mesi e potendo, per la mia situazione lavorativa nonché per il tipo di contratto di mia moglie, fruire del beneficio previsto dall'art. 17 della legge 266 del 1999 sono con la presente a chiedere se l'istanza volta ad ottenere il beneficio può essere inoltrata da mia moglie alla competente usl DURANTE IL SUDDETTO PERIODO DI PROVA allorquando mi verrà notificato il trasferimento (indicativamente a cavallo tra i mesi di giugno e luglio).
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione

 

RISPOSTA

 

Sì, l'istanza volta ad ottenere il beneficio di cui all'articolo 17 della legge 266 del 1999, può essere inoltrata dalla dipendente alla competente usl, anche durante il periodo semestrale di prova.
Si tratta infatti di un diritto soggettivo a tutti gli effetti, nella titolarità del dipendente, coniuge convivente del militare in servizio permanente.

Art. 17 legge 266 del 1999. Disposizioni concernenti il trasferimento del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia
1. Il coniuge convivente del personale in servizio permanente delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza e delle Forze di polizia ad ordinamento civile e degli ufficiali e sottufficiali piloti di complemento in ferma dodecennale di cui alla legge 19 maggio 1986, n. 224, trasferiti d’autorità da una ad altra sede di servizio, che sia impiegato in una delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ha diritto, all'atto del trasferimento o dell'elezione di domicilio nel territorio nazionale, ad essere impiegato presso l'amministrazione di appartenenza o, per comando o distacco, presso altre amministrazioni nella sede di servizio del coniuge o, in mancanza, nella sede più vicina.


Ribadisco quanto affermato dalla costante giurisprudenza amministrativa: l'istituto di cui all'art. 17 della L. 266 del 1999 si configura come un vero e proprio diritto soggettivo del dipendente. La Corte Costituzionale ha statuito che "l’istituto del ricongiungimento è diretto a rendere effettivo altro diritto di rango costituzionale" (art. 29, secondo comma, Costituzione) ovvero il «diritto all’unità della famiglia che si esprime nella garanzia della convivenza del nucleo familiare e costituisce espressione di un diritto fondamentale della persona umana (C. Cost. sentenze n. 113 del 1998 e n. 28 del 1995).

Il diritto all'unità familiare è certamente preponderante rispetto all'espletamento della prova; peraltro, il periodo di prova sarà comunque svolto presso l'amministrazione di destinazione del dipendente.
L'amministrazione di destinazione relazionerà all'amministrazione di provenienza, circa il regolare svolgimento del periodo di prova della dipendente comandata-distaccata.
Facciamo un esempio concreto: se la dipendente farà numerose assenze ingiustificate durante il semestre, l'amministrazione di destinazione rappresenterà la problematica all'amministrazione di provenienza, quindi quest'ultima licenzierà la lavoratrice al termine del periodo di prova …
Ti ricordo infatti che la dipendente resterà comunque incardinata nella dotazione organica dell'amministrazione di provenienza che si pronuncerà circa il superamento o meno del periodo di prova al termine del semestre, alla luce delle relazioni dell'amministrazione di destinazione.

L'istanza deve essere presentata presso l'amministrazione di appartenenza che deve provvedere a ricercare presso la sede di trasferimento del coniuge altre sedi opportune (Consiglio di Stato – Sezione sesta – decisione 2 luglio 2004 – 23 novembre 2004, n. 7686)

L'art. 17 della legge n. 266/1999 è una norma molto particolare in quanto gli istituti del comando e distacco vengono utilizzati nell’interesse del dipendente e non in quello dell’amministrazione. In esito al rigetto definitivo l'unico rimedio esperibile è un ricorso al TAR entro 60 giorni o alternativamente al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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