Deroghe norme assunzioni a tempo determinato, ricorso agli ammortizzatori con causale covid-19





UNA SOCIETA' CON 12 DIPENDENTI CHE APPLICA CCNL STUDI PROFESSIONALI HA FATTO RICHIESTA DI CASSA INTEGRAZIONE PER 9 SETTIMANE CONSECUTIVE DAL 23 MARZO AL 23 MAGGIO. LA SOCIETA' RIPRENDE L'ATTIVITA' LAVORATIVA 4 MAGGIO QUINDI PRIMA DEL TERMINE DELLA CIG RICHIESTO.
I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO SCADUTI 31 MARZO 2020 NON SONO STATI PROROGATI PERCHE' A QUELLA DATA NON ERA POSSIBILE PROCEDERE IN MANIERA DIVERSA.
ORA NELLA LEGGE DI CONVERSIONE DECRETO CURA ITALIA
«Art. 19-bis (Norma di interpretazione autentica in materia di accesso agli ammortizzatori sociali e rinnovo dei contratti a termine).
- 1. Considerata l'emergenza epidemiologica da COVID-19, ai datori di lavoro che accedono agli ammortizzatori sociali di cui agli articoli da 19 a 22 del presente decreto, nei termini ivi indicati, è consentita la possibilità, in deroga alle previsioni di cui agli articoli 20, comma 1, lettera c), 21, comma 2, e 32, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, di procedere, nel medesimo periodo, al rinnovo o alla proroga dei contratti a tempo determinato, anche a scopo di somministrazione».
ALLA DATA DEL 4 MAGGIO LA SOCIETA' HA RIPRESO L'ATTIVITA' CON TUTTO IL PERSONALE DIPENDENTE POICHE' SI RITROVA NELLE CONDIZIONE DI ALTERNARE IL PIU' POSSIBILE GLI ORARI DI LAVORO PER EMERGENZA CORONAVIRUS SI TROVA NELLA NECESSITA' DI RIASSUMERE UNA LAVORATRICE CON LA QUALE AVEVA INSTAURATO TEMPO DETERMINATO DA 12 MESI, SCADUTO 31/03/2020, E CHE RIASSUMEREBBE A TEMPO INDETERMINATO DAL 05/05/2020.

 

RISPOSTA

 

Nulla osta all'assunzione a tempo indeterminato della dipendente assunta in precedenza a tempo determinato, il cui contratto a termine è scaduto dallo scorso 31 marzo. Nulla osta a tale assunzione a tempo indeterminato, a prescindere delle deroghe normative disposte dalla legge di conversione del decreto legge cura Italia.
Diciamo che si tratta di un falso problema …



CON UN' ALTRA LAVORATRICE ERA STATO STIPULATO UN CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO IN SCADENZA AL 30/04/2020.
PER LO STESSO LAVORATORE SI VORREBBE INSTAURARE RAPPORTO A TEMPO DETERMINATO IN SOSTITUZIONE PERSONALE ASSENTE PER MATERNITA' SI CHIEDE SE SIA POSSIBILE SENZA EFFETTUARE LO STOP AND GO TRA UN CONTRATTO E L'ALTRO IN VIRTU'DELL'ART. 19 BIS ( IN REALTA' CI SI CHIEDE SE ALLA DEROGA DEL DLG 81/2015 POSSANO ACCEDERE SOLO I DATORI DI LAVORO CHE ACCEDONO AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI, E LA SOCIETA' IN OGGETTO HA RIPRESO L'ATTIVITA' OPPURE SE QUESTA PREVISIONE E' PREVISTA PER TUTTI I DATORI DI LAVORO CONSIDERATA L'EMERGENZA EPIMEDIOLOGICA COVID 19).

 

RISPOSTA

 

Dall'esame dell'articolo 19 bis della legge di conversione, emerge quanto segue: si tratta di una norma contenente un'interpretazione di tipo autentica, che assume rilevanza anche retroattiva sanando il “modus operandi” di chi aveva proceduto a rinnovi o proroghe anche in precedenza.
La deroga all'obbligo di rispettare la “vacatio” di 10/20 gg vale solo per la fase emergenziale, ossia dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020 per un massimo di 9 settimane, nei confronti delle aziende che accedono (presente storico, quindi di tutte le imprese che hanno avuto accesso nel periodo emergenziale) agli ammortizzatori sociali con la causale coronavirus, nei termini ivi indicati, ossia nove settimane.
Considerato che il legislatore ha utilizzato il presente storico, la disposizione si applica a tutti i datori di lavoro che, durante l'emergenza covid, in un arco temporale prestabilito dal 23 febbraio al 31 agosto 2020, hanno fatto ricorso agli ammortizzatori con causale covid-19, per un periodo massimo di 9 settimane.
Se la norma ha effetto retroattivo anche nei confronti di coloro che hanno disapplicato il divieto ad esempio a fine febbraio … che senso avrebbe limitare la sua applicazione soltanto in costanza di integrazione salariale?!
Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit, dove la legge volle, parlò; dove non volle, tacque.
Considerata la situazione di emergenza, il carattere retroattivo della norma di carattere interpretativo, ritengo ingiustificato ridurre il campo di applicazione dell'articolo 19 bis, per quanto riguarda la deroga all'articolo 21, comma 2 (ossia la vacatio di 10/20 gg).
Le deroghe agli articoli articoli 20, comma 1, lettera c) e 32, comma 1, lettera c) si applicano necessariamente durante il periodo di fruizione dell'integrazione salariale covid19, per ovvio motivi … basta leggere il testo delle norme del d.lgs. 81/2015.
1. L'apposizione di un termine alla durata di un contratto di lavoro subordinato non è ammessa:
c) presso unità produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a tempo determinato;
1. Il contratto di somministrazione di lavoro è vietato:
c) presso unità produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro;



SI CHIEDE INOLTRE SE SIA POSSIBILE EFFETTUARE ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO DI UNA NUOVA LAVORATRICE IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE PER LE STESSE MANSIONI E' SCADUTO 31/03/2020 CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO DI DURATA 5 MESI (LA LAVORATRICE NON HA ESERCITATO DIRITTO DI PRECEDENZA, POSTO CHE HA TRE MESI DI TEMPO).

 

RISPOSTA

 

Il diritto di precedenza riguarda comunque il lavoratore che ha prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi. È possibile effettuare l'assunzione a tempo determinato di una nuova lavoratrice.
Art. 24 d.lgs. 81/2015. Diritti di precedenza
1. Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi, il lavoratore che, nell'esecuzione di uno o più contratti a tempo determinato presso la stessa azienda, ha prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine.
2. Per le lavoratrici, il congedo di maternità di cui al Capo III del decreto legislativo n. 151 del 2001, e successive modificazioni, usufruito nell'esecuzione di un contratto a tempo determinato presso lo stesso datore di lavoro, concorre a determinare il periodo di attività lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza di cui al comma 1. Alle medesime lavoratrici è altresì riconosciuto, alle stesse condizioni di cui al comma 1, il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi, con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei precedenti rapporti a termine.
3. Il lavoratore assunto a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali ha diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a tempo determinato da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali.
4. Il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nell'atto scritto di cui all'articolo 19, comma 4, e può essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volontà in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro nei casi di cui ai commi 1 e 2, ed entro tre mesi nel caso di cui al comma 3. Il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.



TENUTO CONTO CHE LA SOCIETA' HA RIPRESO L'ATTIVITA' DEVE TENER CONTO COMUNQUE CHE LA NORMA NON CONSENTE INVECE DI ATTIVARE EX NOVO RAPPORTI A TERMINE CON SOGGETTI CHE IN PRECEDENZA NON HANNO AVUTO ALCUN RAPPORTO CONTRATTUALE CON IL DATORE DI LAVORO? CORDIALI SALUTI

 

RISPOSTA

 

Se il contratto a termine è scaduto, se il dipendente a termine non ha manifestato la volontà di avvalersi del diritto di precedenza, nulla osta all'assunzione a tempo determinato di un nuovo lavoratore.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

 

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