Pensione con contributi maturati all’estero





Buongiorno,
La signora XXXXXXX, il prossimo 1 ottobre andrà in pensione, beneficiando della totalizzazione estera dei contributi maturati in Germania (13 anni e 5 mesi riconosciuti) e 34 anni di contributi maturati in Italia. Il patronato le aveva assicurato che, sommando gli anni in Germania e quelli in Italia rientrava, nel numero di lavoratori che avevano 18 anni di contributi al 31/12/1995.

 

RISPOSTA

 

I contributi maturati in Germania, a seguito della totalizzazione estera, rilevano ai fini del “quantum” del trattamento pensionistico, ma non ai fini degli anni di anzianità contributiva necessari per beneficiare in parte ovvero integralmente del sistema retributivo.
Il sistema retributivo si applica integralmente alle anzianità contributive maturate fino al 31 dicembre 2011 dai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Per i lavoratori iscritti alle forme di previdenza di cui al comma 6 che alla data del 31 dicembre 1995 possono far valere un'anzianità contributiva inferiore a diciotto anni, la pensione è determinata dalla somma:

a) della quota di pensione corrispondente alle anzianità acquisite anteriormente al 31 dicembre 1995 calcolata, con riferimento alla data di decorrenza della pensione, secondo il sistema retributivo previsto dalla normativa vigente precedentemente alla predetta data;

b) della quota di pensione corrispondente al trattamento pensionistico relativo alle ulteriori anzianità contributive calcolato secondo il sistema contributivo.



Da ciò, si desumerebbe che lei, quindi, sarebbe in retributivo dal 1986 (anno inizio lavoro in Italia) al 2011 compreso. Dal 2012 contributivo, ovviamente.

 

RISPOSTA

 

Tua moglie, al 31 dicembre 1995, ha soltanto nove anni di anzianità contributiva valida per beneficiare del retributivo, avendo iniziato a lavorare in Italia nel 1986.
Gli anni di lavoro in Germania hanno rilievo ai fini della quantificazione della pensione, in termini di maggiori contributi versati, ma non sono rilevanti per rientrare nel sistema retributivo, in tutto ovvero in parte.



Vi allego il suo estratto conto e il documento consegnato dall'INPS qualche giorno fa. Qualcuno al patronato, le fece pure i conteggi dell'assegno pensionistico futuro, ma viste le attuali incertezze personali, li ha ritenuti non corretti.

 

RISPOSTA

 

La totalizzazione estera rileva soltanto ai fini della quantificazione del trattamento pensionistico, ma non ha alcun peso specifico in materia di anzianità contributiva utile per l'applicazione del sistema retributivo in tutto ovvero in parte.



Sul documento della totalizzazione estera, c'è una nota che vi ho evidenziato in giallo, alla quale il patronato ha replicato che è una fortuna che non tengono conto delle retribuzioni prima del 1993, visto che per il sistema ex INPDAP, si tiene conto dell'ultima retribuzione. Potreste indicarmi, la legge che specifica che gli anni all'estero concorrono al calcolo del diritto al sistema retributivo?

 

RISPOSTA

 

Gli anni all'estero non concorrono ai fini del computo dei 18 anni di anzianità contributiva, ante 31/12/1995; la totalizzazione estera rileva soltanto ai fini della quantificazione del trattamento pensionistico, visto che saranno stati versati maggiori contributi dal lavoratore.



Il dubbio, a questo punto, è che mi calcolino tutto contributivo, perchè il patronato si rifiuta di rifare i conteggi. Vi allego anche l'ultima busta paga della moglie.
Grazie e buona giornata.

 

RISPOSTA

 

Confermo che calcoleranno la pensione in parte con il retributivo ed in parte con il contributivo, ovviamente prendendo in considerazione, ai fini del quantum, anche i contributi versati durante l'attività lavorativa in Germania.
Per il sistema retributivo integrale occorrono 18 anni di contribuzione versata in Italia e non all'estero, ovviamente "ante 31/12/1995".

La riforma DINI prevede quanto segue: Per i lavoratori che alla data del 31 dicembre 1995 possono far valere un’anzianità contributiva di almeno 18 anni, la pensione e' liquidata interamente con il sistema retributivo, anche per le anzianità acquisite dal 1 gennaio 1996 in poi (articolo 1, comma 13).

L'articolo 12 della legge 335/1995 prevede invece quanto segue:

12. Per i lavoratori iscritti alle forme di previdenza di cui al comma 6 che alla data del 31 dicembre 1995 possono far valere un'anzianità contributiva inferiore a diciotto anni, la pensione è determinata dalla somma:
a) della quota di pensione corrispondente alle anzianità acquisite anteriormente al 31 dicembre 1995 calcolata, con riferimento alla data di decorrenza della pensione, secondo il sistema retributivo previsto dalla normativa vigente precedentemente alla predetta data;
b) della quota di pensione corrispondente al trattamento pensionistico relativo alle ulteriori anzianità contributive calcolato secondo il sistema contributivo.


Siccome tua moglie ha nove anni di anzianità contributiva al 31/12/1995, la quota della pensione acquisita dal 1986 al 1995, sarà calcolata con il retributivo.
La quota successiva sarà calcolata con il contributivo.
La totalizzazione avrà rilevanza esclusivamente ai fini del “quantum” della pensione.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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