1 - Diritto civile e privato - Persone obbligate all'obbligo di prestare gli alimenti



 

salve mi chiamo domenico ho 35 anni e sono il piccolo dei miei 3 fratelli. siamo in 4 uno di 45 , uno di 43, e mia sorella di 38. siamo conmpropietari di una casa dove vive nostra madre la quale ha l'usufrutto a vita per la stessa. io vivo con mia madre su quella casa per 3 giorni a settimana, gli altri sono in trasferta per lavoro. miei fratelli invece vivon via per conto loro.
la mia domanda è questa: mia madre ha un tumore da 10 anni e sta facendo chemioterapie ora in questo periodo sta particolarmente male. e necessita di una badante; a questo punto vorrei sapere chi e in quale misura deve pagare questa badante, in quanto mia sorella sostiene che io vivendo lì per 3 giorni devo pagare la badante, ma invece secondo me non è così in quanto già da molto tempo io aiuto mia madre al mantenimento della casa, e se abitassi da un altra parte spenderei meno perchè ora spendo soldi per l'albergo e vitto (circa 500 € al mese) a udine e poi quando torno a casa al giovedì aiuto sempre mia madre a pagare bollette, spese alimentari, farmaceutiche, di vestiari, ecc,ecc.
ho bisogno che mi schiarite le idee.
grazie
saluti

 

RISPOSTA



Tutti i figli devono rispondere delle spese mediche e dell'assistenza di cui ha bisogno l'anziana signora, a prescindere dalla circostanza per cui alcuni fratelli non abitano più con la propria madre e tu invece trascorri alcuni giorni della settimana nell'abitazione, oggetto dell'usufrutto di tua madre.

L'articolo 433 del codice civile, in materia di obbligo per gli alimenti (nell'obbligo per gli alimenti rientrano, per giurisprudenza consolidata, anche le spese mediche e tutte le spese indispensabili per il sostentamento), è perentorio:

Art. 433 Codice civile

Persone obbligate all'obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti nell'ordine:
1) il coniuge
2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali;
3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti.
4) i generi e le nuore;
5) il suocero e la suocera;
6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali; con precedenza dei germani sugli unilaterali


Poichè il coniuge di vostra madre (vostro padre) è morto, sarete voi a rispondere delle spese mediche necessarie, nella misura che in seguito provvederò ad indicarvi. Espongo le modalità per il calcolo della contribuzione:
innanzitutto,dal reddito complessivo lordo mensile del figlio obbligato devono essere sottratte le ritenute fiscali, secondo risultanze delle certificazioni dei redditi (modello Cud rilasciato dal datore di lavoro, dichiarazione annuale dei redditi ovvero la busta paga).
Dal reddito netto così calcolato deve essere sottatto un eventuale importo mensile relativo al canone per locazione eventualmente pagato, rata del mutuo prima casa eventualmente versata ovvero spese per soggiornare in albergo (per motivi di lavoro) fino ad un massimale di € 430,00 mensili.
Sull'importo così risultante (quindi al netto di canone di locazione, mutuo, spese per albergo), calcolato come sopra indicato, si calcola la quota del 25% che corrisponde all'importo dovuto dal figlio obbligato, nei confronti della madre malata.
Se tale importo non dovesse essere sufficiente per i bisogni del genitore malato, le quote dovute da tutti i figli aumenteranno, in egual misura tra loro

Non ha rilevanza giuridica la circostanza per cui tu abiti ancora nella casa di tua madre, perchè il figlio convivente è tenuto a contribuire alle spese per le utenze e per tutte le esigenze domestiche che possono sorgere, durante la convivenza con il proprio genitore.
Abitare con un genitore presenta sicuramente dei vantaggi economici, tuttavia, contemporaneamente, sorgono determinati obblighi di contribuzione, da parte del figlio, che fanno da contro altare agli aspetti economicamente favorevoli della convivenza.

Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

 

2 - L'obbligo di mantenere la zia vedova nella casa di riposo, prescinde dalla nomina dell'erede e dalle norme della successione legittima





Una zia vedova senza figli in ospedale, capace di intendere e di volere, in attesa di andare in casa di riposo, inizialmente a libero mercato con cifre che possono variare da un minimo di 2000 a un massimo di 2500 euro al mese, dipende dalla struttura che la accoglie, lei ha una pensione di 800 euro, bisognerà fare domanda dell'assegno di accompagnamento, essendo rimasta invalida perché non cammina più, quindi potrà arrivare al massimo a 1300 euro al mese.
Legittimi eredi di questa zia sono: la sorella vivente per la quota di 1/3, mia cugina (figlia di una sorella defunta) per la quota di 1/3, io e mio fratello (figli di un fratello defunto) per la quota di 1/6 ciascuno. Chiedo se questa suddivisione è corretta.

RISPOSTA



Corretta, secondo le norme sulla rappresentazione ereditaria, di cui agli articoli 467 e 468 del codice civile.

Art. 467 del codice civile. Nozione.
La rappresentazione fa subentrare i discendenti ((...)) nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non puo' o non vuole accettare l'eredita' o il legato.
Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l'istituto non possa o non voglia accettare la eredita' o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale.


Art. 468 del codice civile. (Soggetti).
La rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli, legittimati e adottivi, nonche' dei discendenti dei figli del defunto, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto.
I discendenti possono succedere per rappresentazione anche se hanno rinunziato all'eredita' della persona in luogo della quale subentrano, o sono incapaci o indegni di succedere rispetto a questa.



Il problema è questo, la zia ha dato delega bancaria con un po' di risparmi e fatto testamento di tutti i suoi averi (casa di proprietà con circa 5000 metri di terreno) a favore di un nipote acquisito da parte del marito defunto.

RISPOSTA



Diciamo quindi che il nipote acquisito sarà l'unico erede testamentario della signora.



Al momento del ricovero in ospedale, questo nipote ha detto che essendo noi, i legittimi eredi, dovevamo prenderci cura della zia. Messo alle strette difronte alle sue responsabilità rispetto a delega bancaria e testamento, ha deciso di collaborare ma mettendo ben in chiaro che se i soldi finiscono spetta a noi prendersi ogni responsabilità economica per tutte le esigenze della zia. La zia non ha molti soldi messi da parte, si è deciso di mettere in vendita la casa, anche questa svalutata parecchio e con un'incognita sui tempi per la vendita che potrebbero essere lunghi.
La sorella, con tutti e tre noi legittimi nipoti d'accordo, ha chiesto di avere la delega bancaria, perché se avremo delle responsabilità in futuro è bene che i soldi siano amministrati nel miglior modo possibile e da chi ha delle oggettive responsabilità nei confronti della zia. Sembrava tutto concordato, anche con la zia, ma poi, grazie al lavoro psicologico dell'altro nipote, la zia ha fatto marcia indietro e preferisce lasciare tutte le cose come sono, quindi non vuole dare la delega bancaria alla sorella, perciò ci troviamo esclusi da tutto e costretti a fidarci del nipote acquisito dalla zia per la gestione dei suoi soldi.

RISPOSTA



Non dobbiamo commettere l'errore di applicare le norme sulla successione ereditaria, alle questioni relative al mantenimento delle persone incapaci di provvedere economicamente a se stesse.
Gli articoli di riferimento sono quelli del codice civile, articolo 433 e seguenti:

Art. 433 del codice civile - Persone obbligate.
All'obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell'ordine:
1) il coniuge;
2) i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi;
3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti;
4) i generi e le nuore;
5) il suocero e la suocera;
6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.


L'unico soggetto obbligato è la sorella vivente. I nipoti non hanno alcun obbligo alimentare (si chiama obbligo alimentare, ma riguarda la sopravvivenza a 360 gradi del soggetto in stato di bisogno economico). La sorella ha pertanto diritto di mettere in vendita gli immobili dell'anziana signora per coprire le spese del suo ricovero.



Tutta questa premessa per capire chi dei 4 legittimi eredi è obbligato e in che percentuale deve rispondere legalmente se la zia finisce i soldi e ha bisogno di un aiuto, e per capire se il nipote acquisito è veramente esente da responsabilità visto che ha un ruolo esclusivo nella gestione dei beni della zia.

RISPOSTA



L'unico soggetto obbligato è la sorella vivente ai sensi dell'articolo 433 del codice civile.
Le norme in materia di successione non hanno nulla a che vedere con la presente questione!
La sorella ha diritto di gestire il denaro dell'anziana signora, ha diritto di mettere in vendita i suoi cespiti familiari e, quanto le risorse della signora saranno terminate, risponderà in proprio agli obblighi relativi al pagamento della retta presso la struttura di ricovero.



Leggendo sul vostro sito ho capito che il tutto è regolato dal art. 433 del codice civile è mi sembra di aver capito che l'unica veramente obbligata sarebbe la sorella, ma se risultasse che la sorella della zia non è in grado di dare un aiuto perché anche lei ha una misera pensione che le basta a malapena?

RISPOSTA



Si metteranno in vendita i beni del soggetto assistito.
Quando il soggetto assistito non avrà più nulla, se la sua unica sorella non sarà in grado di assisterla, sarà necessario rivolgersi ai servizi sociali del comune di residenza, per il ricovero presso struttura convenzionata con l'Ambito socio sanitario (… e parziale pagamento della retta a carico dell'ufficio servizi sociali).



Chi dopo di lei è obbligato ad intervenire? Gradirei un chiarimento che non lasci dubbi sul ruolo di ciascuno di noi, compreso il nipote acquisito.
Grazie

RISPOSTA



L'ufficio servizi sociali comunale.
Ovviamente soltanto dopo che l'anziana signora avrà venduto tutti i suoi beni e consumato tutte le sue risorse finanziarie.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

 

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