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Separazione dei coniugi e comunione legale de residuo





Salve, sono separata legalmente e possiedo il 50% di un immobile a Matera con il mio attuale ex marito. Sin dall'acquisto, pago regolarmente la mia quota IMU. L'appartamento (bilocale) è stato acquistato nel 2020, in comunione dei beni.

RISPOSTA

Il regime patrimoniale dei coniugi, prima della loro separazione legale, era quindi la comunione dei beni.



Nel 2022 è stato stipulato un contratto di locazione per uso abitativo, con decorrenza dal 1-12-2022

RISPOSTA

Il contratto di locazione è stato firmato sia da te che da tuo marito.



Il contratto si rinnoverà di diritto per altri 4 anni a fine novembre.

RISPOSTA

Non essendo intervenuta disdetta con un preavviso di almeno sei mesi dalla scadenza.



Nel contratto di locazione c'è solo l'iban del mio ex.
Dopo la separazione legale ho chiesto agli inquilini, a mezzo di raccomandata, di corrispondere la metà dell'affitto a me. Tuttavia, i medesimi hanno risposto rivolgendosi allo stesso legale che segue il mio ex (con evidente conflitto di interessi).

RISPOSTA

Confermo la legittimità della risposta fornita dall'avvocato degli inquilini.
Potrai far valere le tue legittime pretese nei confronti dell’altro comproprietario, tramite le vie legali, senza coinvolgere i conduttori e il fideiussore, che continueranno ad adempiere alle obbligazioni contrattualmente assunte, effettuando il bonifico sull'iban indicato dai comproprietari dell'immobile.



L'avvocato ha scritto che il contratto di locazione sottoscritto nel 2022 da entrambi i locatori prevede espressamente che il canone mensile venga corrisposto mediante bonifico bancario sul conto corrente intestato al mio attuale ex marito.

RISPOSTA

Ha ragione l'avvocato: non hai diritto di modificare unilateralmente questa clausola contrattuale, fermo restando il tuo diritto al 50% del canone di locazione dal giorno della separazione legale da tuo marito.



Non ho fatto questa richiesta prima, per quieto vivere, subendo in silenzio e per evitare ulteriori conflitti. Tra l'altro non mi ha mai dato le chiavi dell'immobile.

RISPOSTA

La richiesta non può essere rivolta agli inquilini.
La richiesta deve essere rivolta a tuo marito, al quale chiederai anche una copia delle chiavi dell'immobile locato.



Posso chiedere tutti gli arretrati, a partire dal 2022, sebbene fossimo in regime di comunione dei beni, oppure posso solo esigere l'affitto spettante dopo la separazione ( da maggio 2026)?

RISPOSTA

Puoi esigere i canoni maturati dopo la separazione avvenuta nel maggio 2026.
I canoni percepiti anteriormente rispetto alla separazione, sono confluiti nei beni della comunione legale e quindi sono materia da regolare in sede di processo di separazione legale e non con apposita domanda giudiziale avente ad oggetto il rimborso “pro quota” del 50% dei canoni.



Preciso che ho sempre pagato tutto. Ho sempre avuto il conto separato, anche perché insegno da più di trent'anni e quando mi sono sposata già insegnavo da circa un ventennio e possedevo miei risparmi personali.

RISPOSTA

I tuoi risparmi personali accumulati anteriormente al matrimonio, rimangono beni personali e non cadono nella comunione legale dei beni.



Il legale del mio ex marito ha detto che dal momento che ho una somma di 85.000 euro sul mio conto e non è stata ancora regolarizzata la situazione patrimoniale.

RISPOSTA

Attenzione: sei in grado di dimostrare a quanto ammontavano i tuoi risparmi prima della data del tuo matrimonio? È importantissimo fornire questa prova ai fini della quantificazione della comunione de residuo!
Se prima del tuo matrimonio, i tuoi risparmi ammontavano a 65.000 euro, a cadere nella comunione legale dei beni saranno soltanto 20.000 euro, pertanto tuo marito potrebbe prendere la metà di questa somma (10.000 euro) a titolo di comunione de residuo.



Il mio ex continuerà a ricevere l'intera somma dell'affitto.

RISPOSTA

Il tuo ex marito continuerà a ricevere l'intera somma dell'affitto, ma con atto di citazione al tribunale civile gli chiederai il 50% del canone a partire dal giorno della tua separazione.



Infatti, afferma che detengo in propria esclusiva disponibilità somme in comunione per un importo di circa € 85.000,00 (ottantacinquemila/oo), giacenti sui rapporti bancari, senza avere mai proceduto alla relativa divisione, senza avere reso alcun rendiconto e senza avere manifestato alcuna disponibilità alla loro ripartizione.

RISPOSTA

Devi dimostrare che questi risparmi sono stati accumulati già prima del matrimonio, altrimenti tuo marito rivendicherà il diritto di percepire il 50% di 85.000 euro, a titolo di comunione de residuo. Cosa significa comunione de residuo?
Leggiamo l'articolo 177 I comma lettera b) e c) del codice civile:
Costituiscono oggetto della comunione:
a) gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;
b) i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione;
c) i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati

I risparmi maturati durante il rapporto coniugale in comunione dei beni, cadono in comunione al momento della cessazione della stessa (quindi al momento della separazione legale e per questo motivo si parla di comunione de residuo).
Lo stesso principio di diritto vale per i risparmi di tuo marito nei tuoi confronti.



In realtà una parte della suddetta cifra, cioè 80,000 euro comprendeva un prestito, per il quale ho effettuato l’anticipo estinzione (cessione del quinto) e per il quale non ha mai contribuito, così come per altre spese, finanziamenti, ecc., accuratamente documentate. Tra le tante spese documentate, ho anche un bonifico di 10,000 euro con causale: acquisto casa, con la data del 2020 (anno dell'acquisto dell'immobile). La rimanente somma, più altri risparmi sono stati trasferiti su una polizza di assicurazione sulla vita, dove mio figlio è l' unico erede, con premio unico di 50.000 euro effettivi.

RISPOSTA

Sono stati “consumati” nel momento in cui hai contratto la polizza in favore di tuo figlio, purché questo sia avvenuto prima dello scioglimento della comunione, ossia prima della separazione legale. Essendo stati consumati, non sono caduti in comunione de residuo.



Il mio ex può chiederne la metà, sebbene sia una polizza vita o sono solo intimidazioni del legale per farmi spaventare?

RISPOSTA

Non può chiederne la metà, se la polizza è stata contrattualizzata prima della separazione dei coniugi.



Nel corso del matrimonio gran parte delle spese sono state sostenute con il mio stipendio, come comprovato dalla documentazione in mio possesso.

RISPOSTA

Se i risparmi sono stati consumati, il problema non si pone, perché essendo stati appunto consumati, non possono essere caduti nella comunione de residuo.
Cercherò di essere più concreto: tiriamo una linea alla data della separazione. Qual era il saldo attivo sul tuo conto corrente a quella data?
A quanto ammontavano i tuoi risparmi a quella data?
Di quella complessiva somma di denaro, a quanto ammontano i soldini che hai effettivamente risparmiato dal giorno del matrimonio al giorno della separazione?
Tuo marito ha diritto esclusivamente al 50% di queste somme, a titolo di comunione de residuo.
Non dobbiamo certamente entrare nel merito di come hai speso i proventi dell'attività lavorativa durante il matrimonio; ma se non sono stati spesi e risultano risparmiati durante il rapporto coniugale, tuo marito potrà rivendicare il diritto al 50% di queste somme. Così come tu potrai fare nei suoi confronti!
Ma tutto questo discorso non ha nessuna attinenza con la richiesta di rimborso del 50% del canone di locazione dell'immobile in comproprietà, dal giorno della separazione legale dei coniugi.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

legaleconsulenza.it pubblica migliaia di consulenze legali e articoli di approfondimento

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