Consulenze:

1 - Truffa contrattuale acquisto auto usata da privato, vizio occulto





Salve, ho acquistato un'auto xxxxxxxxxxxxx di un privato a maggio 2017 attraverso il portale internet xxxxxxxxxx. Io sono residente in provincia di Foggia, ma il venditore è della provincia di Latina. L'auto è stata acquistata con assegno e contanti ed è stato firmato un foglio dove appunto davo questi soldi. Attraverso le telefonate e la visita all'auto mi era stato detto che l'auto era perfetta e non aveva problemi. L'auto appena in viaggio aveva un brutto odore di olio bruciato, e qualche giorno dopo la porto dal meccanico per effettuare un cambio dell'olio. Da quel mese fino a dopo l'estate l'auto necessita di un litro e mezzo di olio ogni pieno di gasolio. Il meccanico pensa sia un problema delle fasce o turbina quindi un vizio occulto e costoso, ma conosciuto secondo lui dal vecchio proprietario. Inoltre questo mese il meccanico ha scoperto che un tubo della turbina era rotto sfiatando parte dello scarico nell'abitacolo. Ho dovuto spendere circa 700€ per sostituzione tubo della turbina e rettifica della turbina senza però risolvere il problema, infatti l'auto continua a bruciare sempre più olio.
Mi chiedo se ho la possibilità di denunciare il vecchio proprietario per truffa.
Ho registrazioni e messaggi dove lui diceva che l'auto era perfetta e non bruciava olio ed il motivo per cui la vendeva era il passaggio ad un auto con cambio automatico

RISPOSTA



A mio parere, la presente vertenza non può essere risolta utilizzando tanto gli strumenti penalistici, quanto quelli messi a disposizione dal codice civile.

Secondo l'articolo 640 del codice penale, commette il reato di truffa colui che “con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno”.

CON ARTIFIZI O RAGGIRI …

INDUZIONE ALL'ERRORE DA PARTE DEL TRUFFATO

DANNO INGIUSTO A CARICO DEL TRUFFATO

PROFITTO ALTRETTANTO INGIUSTO A CARICO DEL TRUFFATORE.

Sul piano probatorio, quindi, al fine di configurare il reato di truffa, è necessaria la sussistenza del collegamento causale tra artifizi e raggiri ed induzione all’errore, da verificare in concreto e non in via meramente potenziale oppure ipotetica. E' quanto sentenziato dalla giurisprudenza costante della corte di cassazione !

E' evidente che il venditore era perfettamente a conoscenza del problema dell'olio (l'avrà pur guidata questa automobile, prima di venderla … ), al momento della vendita, quindi ritengo che sia configurabile il reato di truffa, ai sensi dell'articolo 640 del codice penale.
Una truffa in ambito contrattuale, stante la mala fede del venditore e l'induzione in errore attraverso messaggi subdoli ed artificiosi. A mio parere tuttavia, non è questa la strada da seguire … poi per carità, puoi anche presentare denuncia per truffa presso la procura della Repubblica o presso i carabinieri/polizia … Occorre presentare atto di citazione al tribunale civile, per chiedere la risoluzione del contratto per vendita “aliud pro alio”, ossia vendita di una cosa diversa da quella pattuita, quindi un bene inservibile al compratore.

Ti invito a scrivere su qualsiasi motore di ricerca il lessema "risoluzione vendita aliud pro alio", per approfondire l'argomento.

In estrema sintesi, passo ad indicarti il vantaggio di una risoluzione aliud pro alio. L’aliud pro alio consente al compratore di incominciare un’ordinaria azione di risoluzione per inadempimento ex art. 1453 del codice civile scevra dei limiti temporali di cui all'articolo 1495 del codice civile, previsti per l'azione di risoluzione per vizi del bene oggetto di vendita e per mancanza di qualità essenziali di cui all'articolo 1497 del codice civile.

Art. 1495 del codice civile.

Termini e condizioni per l'azione.
Il compratore decade dal diritto alla garanzia , se non denunzia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, salvo il diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge. La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l'esistenza del vizio o l'ha occultato.
L'azione si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna; ma il compratore che sia convenuto per l'esecuzione del contratto, può sempre far valere la garanzia, purché il vizio della cosa sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e prima del decorso dell'anno dalla consegna.

Art. 1497 del codice civile.

Mancanza di qualità.
Quando la cosa venduta non ha le qualità promesse ovvero quelle essenziali per l'uso a cui è destinata, il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento , purché il difetto di qualità ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi.
Tuttavia il diritto di ottenere la risoluzione è soggetto alla decadenza e alla prescrizione stabilite dall'articolo 1495.

Immagino che tu non abbia inviato al venditore nessuna raccomandata a/r di segnalazione del difetto occulto, negli otto giorni successivi alla sua scoperta.
Il mancato rispetto del termine di cui all'articolo 1495 del codice civile, comporta la decadenza dall'azione, salvo agire per la risoluzione aliud pro alio, ossia la vendita di un bene completamente differente da quello pattuito … praticamente inservibile, proprio come l'auto usata in questione.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

2 - Annullamento per dolo del contratto auto con contachilometri taroccato





Salve ho diversi problemi riguardo l'acquisto di un'auto usata;

Domenica vado dal concessionario a ritirare l'auto, pago il saldo e vengo a casa con la macchina, il giorno dopo mi chiama e mi dice che si è dimenticato di farmi pagare la " messa in strada " , io subito ho pensato di non pagarla ma dopo alcuni giorni mi chiama ancora e minacciandomi dice che se non gli paga la messa in strada non mi fa il trapasso della macchina quindi mi reco in una agenzia pratica per chiedere informazioni e mi consiglia vivamente di pagarla perchè la macchina rimane ancora intestato al concessionario e perdo i soldi che ho pagato quindi faccio il bonifico e lui modifica a biro il contratto aggiungendo anche questa spesa, quindi chiedo se posso riavere i soldi indietro visto la modifica del contratto in un secondo momento.

RISPOSTA



La risposta “teorica” alla tua domanda è piuttosto scontata. Se il contratto è stato modificato unilateralmente, in un momento successivo rispetto alla conclusione dello stesso, hai diritto di chiedere il rimborso della somma di denaro che ti è stata letteralmente estorta!
La risposta “concreta” è ben differente!
Come dimostrare al giudice di pace che il contratto si è concluso in data 2 luglio 2019, senza contemplare il costo della messa in strada, pari a 470,00 euro, pur tuttavia, senza il tuo consenso, tale voce contrattuale è stata aggiunta successivamente, in modo unilaterale dal venditore, con un modo di fare a dir poco estorsivo?!

Il venditore si difenderà dicendo che al momento della sottoscrizione, le parti di comune accordo, hanno apportato quella correzione.
Se il venditore ti avesse inviato anche soltanto una email, con la quale ti minacciava di bloccare il passaggio di proprietà dell'auto, avresti quanto meno un indizio grave e preciso della modifica unilaterale del contratto!
Qualsiasi contratto ha forza di legge tra le parti è può essere modificato soltanto con il mutuo consenso del venditore e dell'acquirente.

Art. 1372 del codice civile - Efficacia del contratto.
Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge.
Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge.


Tanto premesso, da un punto di vista probatorio, quali strumenti sono a tua disposizione per dimostrare la successiva modifica unilaterale del contratto?
Temo che tu non abbia prove idonee a corroborare la tua tesi.



Verso fine giugno mi succede un guasto alla macchina, contatto il venditore per la garanzia e scopro che ancora non l'ha attivata, mi dice di aspettare qualche giorno così dopo alcuni giorni mi manda la garanzia, la porto in officina convenzionata per la riparazione che ho dovuto pagarla in parte io e salta fuori la sorpresa che la macchina gli sono stati tolti molti km, quindi volevo sapere come devo comportarmi in questo caso visto che sul certificato di conformità ha dichiarato che la macchina è in buono stato ed in effetti non è così e ha dichiarato un chilometraggio inferiore al reale ( ho le prove scritte di officina Audi che dichiarano nel 2013 la macchina aveva 153000 e l'ho comprata a 152000, inoltre l'ultima revisione del 2017 dichiarava 128000Km).

Quali sono le possibilità che posso avere se non per la restituzione dell'auto ma almeno di uno sconto.

RISPOSTA



Tanto per cominciare, consiglio di denunciare il venditore per truffa, reato di cui all'articolo 640 del codice penale, visto che ha taroccato il contakilometri: “Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032”.

Consiglio di chiedere l'annullamento del contratto per dolo (vizio del consenso, secondo il codice civile), come previsto dalla Corte di Cassazione, sez. II, sentenza del 2 febbraio 2012 n. 1480; il dolo, quale vizio del consenso, è disciplinato dagli artt. 1439 e 1440 del codice civile.
Affinché il dolo del venditore determini l'annullabilità del contratto di vendita dell'auto occorre:

1)il raggiro o artificio consistente nell'alterazione del contachilometri;

2)l'errore del raggirato relativamente ai dati indicati dal contachilometri non sono corrispondenti a quelli reali;

Il "dolo" quale causa di annullamento del contratto (ai sensi dell' art. 1439 codice civile), può anche consistere nel nascondere alla conoscenza altrui, il reale kilometraggio del veicolo (dolo omissivo). In subordine, qualora il giudice ritenesse di applicare l'articolo 1440 del codice civile (dolo incidente), il venditore sarebbe condannato ad un risarcimento danni pari alla differenza di valore tra un veicolo con i km taroccati ed un veicolo con i km effettivi … tuttavia il contratto resterebbe valido!
Di seguito, le norme del codice civile, in materia di dolo nei contratti di vendita.
Art. 1439 del codice civile - Dolo.
Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati tali che, senza di essi, l'altra parte non avrebbe contrattato.
Quando i raggiri sono stati usati da un terzo, il contratto è annullabile se essi erano noti al contraente che ne ha tratto vantaggio.


Art. 1440 del codice civile - Dolo incidente.
Se i raggiri non sono stati tali da determinare il consenso, il contratto è valido, benché senza di essi sarebbe stato concluso a condizioni diverse; ma il contraente in mala fede risponde dei danni.

Art. 1441 del codice civile - Legittimazione.
L'annullamento del contratto può essere domandato solo dalla parte nel cui interesse è stabilito dalla legge.
L'incapacità del condannato in istato di interdizione legale può essere fatta valere da chiunque vi ha interesse.


Art. 1442 del codice civile - Prescrizione.
L'azione di annullamento si prescrive in cinque anni.
Quando l'annullabilità dipende da vizio del consenso o da incapacità legale, il termine decorre dal giorno in cui è cessata la violenza, è stato scoperto l'errore o il dolo, è cessato lo stato d'interdizione o d'inabilitazione, ovvero il minore ha raggiunto la maggiore età.
Negli altri casi il termine decorre dal giorno della conclusione del contratto.
L'annullabilità può essere opposta dalla parte convenuta per l'esecuzione del contratto, anche se è prescritta l'azione per farla valere.


A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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