Risoluzione contratto di prestazioni per impossibilità sopravvenuta per coronavirus





Buonasera, abbiamo iscritto tre mattine a settimana il nostro bambino presso una tages mutter che fa parte dell’associazione xxxxxxxxxx.
Causa Coronavirus il servizio dal 24 Febbraio è stato sospeso.
A Marzo ci è stato richiesto il pagamento della retta mensile (del mese di marzo) scontata del 10% (sconto secondo associazione e tages mutter per venire incontro ai genitori per il mancato servizio). Ad oggi ovviamente il servizio è ancora sospeso e quindi noi, poco propensi a pagare senza ricevere in cambio il servizio, abbiamo deciso di recedere dal contratto che ha scadenza 31/07/2020.
Il contratto sia con la tages mutter che con xxxxxxxxxx prevede in preavviso per la risoluzione di 60gg.
A questo proposito vorremmo capire se siamo costretti a pagare l’importo per questi 60 giorni anche se il servizio continuerà (vista la situazione sanitaria in atto) a non essere erogato.
Inoltre vorremmo capire, se non avendo usufruito del servizio nel mese di marzo e parte di febbraio, abbiamo diritto ad un rimborso.

Ringraziamo anticipatamente e porgiamo cordiali saluti

 

RISPOSTA

 

Non dobbiamo confondere la risoluzione anticipata, convenzionalmente pattuita a priori, ai sensi dell'articolo 8 del contratto sottoscritto con la tages mutter (risoluzione anticipata che prevede un preavviso di 60 giorni), con la risoluzione per impossibilità sopravvenuta ai sensi degli articoli 1463 e 1464 del codice civile (risoluzione prevista direttamente dalla legge).

Art. 1463 del codice civile - Impossibilità totale.
Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell'indebito.


Art. 1464 del codice civile- Impossibilità parziale.
Quando la prestazione di una parte è divenuta solo parzialmente impossibile, l'altra parte ha diritto a una corrispondente riduzione della prestazione da essa dovuta, e può anche recedere dal contratto qualora non abbia un interesse apprezzabile all'adempimento parziale.

A causa dell'emergenza sanitaria, in ossequio a precise norme di legge, la tages mutter ha sospeso la propria prestazione prevista dal contratto in questione (contratto con prestazioni corrispettive), quindi, la tages mutter è stata liberata, per la sopravvenuta impossibilità (covid19) della prestazione dovuta all'utente … quindi la tages mutter non può chiedere la controprestazione all'utente, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell'indebito. Non siete tenuti al pagamento della retta ed avete diritto al rimborso di quanto già versato per il periodo di sospensione causato dal coronavirus.
Il termine di preavviso di 60 giorni si applica in caso di risoluzione anticipata convenzionalmente pattuita, ma non si applica in caso di risoluzione per impossibilità sopravvenuta totale o parziale prevista direttamente dalle norme del codice civile.
Il termine di 60 giorni non è inerente né pertinente al caso in questione.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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