2 Consulenze:
1 - Scattare fotografie, in violazione della privacy. Reato di interferenze illecite nella vita privata.



 

Permettete se Possibile un informazione personale,.
Il mio vicino di casa e' intenzionato a denunciarmi perché porto a volte il mio cucciolo di Labrador a passeggio senza guinzaglio, nonostante non da' assolutamente nessun fastidio a nessuno visto anche la ore che Posso andare a passeggio non C'e mai nessuno, ne tantomeno il vicino, ho notato che qualche giorno fa' scattava delle foto a me ed al mio cane, probabilmente per un eventuale denuncia alle autorità , nel caso fosse cosi' , posso appellarmi alla legge sulla privacy..? Visto anche che lo spazio dove Passeggio e' pubblico o pure mio privato? .
Vi sarei assai grato per una Vostra risposta,
Buona giornata

 

RISPOSTA



Portare il proprio cane senza guinzaglio, non costituisce certamente un reato, salvo che si tratti di una cane aggressivo e pericoloso. Un cucciolo non può essere pericoloso, per di più il labrador non è una razza canina aggressiva, anzi è socievole ed è utilizzata dall’uomo, ad esempio, durante particolari terapie con gli anziani ed i bambini.
Denuncia non è il termine tecnico appropriato, visto che non hai commesso alcun reato.

Semmai, il sindaco della tua città potrebbe avere previsto, con ordinanza, che i cani devono essere portati a guinzaglio dai loro proprietari. In tal caso, tu avresti violato l’ordinanza e potesti essere sanzionato con una multa.
La multa dovrebbe essere comminata dalla polizia municipale.

Tanto premesso, non so che intenzioni abbia il tuo vicino, tuttavia mi chiedo: cosa vorrebbe fare con quelle foto ???
Non potrebbe sporgere denuncia ai carabinieri, perché non costituisce reato, portare il cucciolo a passeggio senza guinzaglio … non potrebbe nemmeno recarsi dalla polizia municipale per farti comminare la multa prevista dall’eventuale ordinanza.

Gli agenti della polizia municipale devono coglierti in flagrante, per sanzionarti con la multa.

Facciamo un esempio: decido di fare una fotografia al mio vicino di casa che oltrepassa il semaforo con il rosso e poi vado dalla polizia municipale e dico loro: “togliete 5 punti dalla patente del mio vicino, è passato con il rosso !!!”

Cosa farebbero gli agenti della polizia municipale ??? mi deriderebbero apertamente e direbbero che constatare la violazione rientra nelle loro competenze, non spetta a qualsiasi cittadino !!!

Porta pure il tuo cane senza guinzaglio, ma non farti “pizzicare” in flagrante, dalla polizia municipale, potrebbero comminarti una multa fino a 300 euro.

Poiché le foto sono state scattate mentre passeggiavi su di una strada pubblica, il vicino non ha violato la tua privacy, né ha commesso un reato.

Scattare una foto ad una persona che è con il cane, nella sua proprietà privata (casa, giardino privato, strada privata) invece, è una violazione della privacy. Si tratta del reato previsto dall'articolo 615 bis del codice penale.

Art. 615 bis del codice penale. Interferenze illecite nella vita privata.

Chiunque mediante l'uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell'articolo 614 (domicilio privato), è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo.
I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d'ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.


Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

 

2 - Riprese video investigatore privato all'interno giardino privato ex moglie visibile da altra proprietà. Reato di interferenze illecite vita privata





Buongiorno, la mia ex (a cui passo un assegno mensile, convivente da ca. 2 anni con un altro uomo che poi è stato motivo di rottura del matrimonio) ha fatto ricorso per il divorzio. Mi sono avvalso di un investigatore privato, regolarmente autorizzato, per produrre foto video con l'intento di dimostrare la convivenza e revocare/ridurre l'assegno di mantenimento.
Oltre a ciò, sono riuscito ad effettuare per conto mio altre riprese in luoghi pubblici ma anche privati con microcamere opportunamente occultate. Per quanto sopra esposto vorrei capire se: - la documentazione fotografica/video da me prodotta "luogo pubblico" possa ritenersi valida come integrazione di quella dell'agenzia investigativa; - se "cosa più importante" aver ripreso la mia ex nel giardino della villa in cui vive, da me o dall'investigatore, ben visibile da un terreno adiacente "non di mia proprietà" non essendoci barriere che impediscono la visuale, possa costituire violazione della privacy.
In attesa di risposta saluto cordialmente.

RISPOSTA



Sconsiglio di produrre in giudizio le riprese effettuate nel giardino privato dell'immobile ove dimora stabilmente la tua ex partner insieme al suo compagno, per un motivo molto semplice: la Corte di Cassazione, in materia di video registrazioni, con la sentenza n. 47165/2010 ha censurato le riprese relative alle scene di vita quotidiana all'aperto, in caso di mancato rispetto della privacy. In quali casi una normale ripresa in un ambiente esterno potrebbe diventare illecita, in quanto lesiva della privacy? Nel caso in cui colui che effettua le riprese adotti sistemi idonei superare quei normali ostacoli che impediscono di intromettersi nella vita privata altrui.
Considera che il giardino in questione non è normalmente visibile dall'esterno e che quelle riprese, effettuate dalla proprietà di un terzo, si intromettono in alcuni momenti della vita privata di una famiglia.
Si configura il reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis del codice penale), visto che colui che ha effettuato la ripresa si è introdotto nella proprietà di un terzo (per carità, con il consenso del terzo … ma tutto ciò è irrilevante), al fine di intromettersi nella privacy della tua ex partner. Sussiste il dolo, ossia la volontà diretta a procurarsi immagini attinenti alla vita privata, attraverso sistemi idonei a superare quei normali ostacoli che impediscono di intromettersi nella vita privata altrui. Nel caso “de quo” ad esempio, introducendosi nella proprietà di un terzo, al fine di effettuare le riprese nel giardino privato non visibile dalla strada pubblica.

Art. 615 bis del codice penale - Interferenze illecite nella vita privata.
Chiunque mediante l'uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell'articolo 614, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo.
I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d'ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.

Tutte le altre riprese effettuate in luogo pubblico, sia da te che dall'investigatore privato, possono essere prodotte in giudizio in quanto perfettamente lecite, a patto che colui che abbia effettuato la ripresa fosse presente nel momento in cui “azionava la telecamera”. Diversamente si tratterebbe di intercettazioni illegali, non autorizzate, costituenti il reato di cui all'articolo 615 bis del codice penale.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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