Ritiro del passaporto per il condannato che lavora all’estero





Salve, sono stato recentemente condannato a due anni e 8 mesi per un reato legato a traffico di stupefacenti. La sentenza è passata in giudicato e il mio avvocato ha fatto domanda di affidamento ai servizi sociali. Sono residente e lavoro all'estero, più precisamente in Olanda. I fatti risalgono a oltre dieci anni fa e da allora non ho commesso altri reati. Il mio avvocato mi ha prospettato la possibilità di potere scontare l'affidamento ai servizi sociali lavorando all'estero e tornando regolarmente in Italia, su base settimanale, per svolgere attività di volontariato o socialmente utili. Ha smentito categoricamente l’eventualità che mi venga ritirato il passaporto.

Un altro avvocato che ho contattato recentemente mi ha invece prospettato uno scenario drasticamente differente, dando per scontato il ritiro del passaporto (e la conseguente impossibilità di continuare a risiedere all'estero), mi ha inoltre consigliato di prendere al più presto un lavoro in Italia per aumentare le possibilità che la richiesta di affidamento venga accolta. Varie circostanze relative al mio caso (attività professionale bene avviata, buona condotta, ruolo marginale nel reato) mi avevano fatto credere che lo scenario proposto dal mio avvocato fosse verosimile, ma il consulto con questo secondo legale ha fatto sorgere seri dubbi sulla realizzabilità di questo piano. A suo avviso, esiste un'interpretazione univoca della legge che possa favorire l'uno o l'altro scenario?

 

RISPOSTA



Esiste un'interpretazione univoca della legge ed è quella data dal secondo avvocato. Il ritiro del passaporto è previsto direttamente dalla legge.
Quale norme di legge? L'articolo 3 comma 1 lettera d) della legge 21 novembre 1967, n.1185, “Norme sui passaporti”, prevede che non possono ottenere il passaporto:

d) coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale o soddisfare una multa o ammenda, salvo per questi ultimi il nulla osta dell'autorità che deve curare l'esecuzione della sentenza, sempreché la multa o l'ammenda non siano già state convertite in pena restrittiva della libertà personale, o la loro conversione non importi una pena superiore a mesi 1 di reclusione o 2 di arresto;

L'articolo 12 prevede il ritiro da parte del questore o del rappresentante diplomatico / consolare per gli italiani all'estero, “quando sopravvengono circostanze che ai sensi della presente legge, ne avrebbero legittimato il diniego”.

12. Il passaporto è ritirato, a cura di una delle autorità indicate all'articolo 5 (questore, rappresentante diplomatico o consolare per gli italiani all'estero), quando sopravvengono circostanze che ai sensi della presente legge, ne avrebbero legittimato il diniego.
Il passaporto è altresì ritirato quando il titolare si trovi all'estero e, ad istanza degli aventi diritto, non sia in grado di offrire la prova dello adempimento degli obblighi alimentari che derivano da pronuncia dell'autorità giudiziaria o che riguardino i discendenti di età minore ovvero inabili al lavoro, gli ascendenti e il coniuge non legalmente separato.
Il passaporto può essere infine ritirato quando il titolare del passaporto sia un minore e venga accertato che abitualmente svolge all'estero attività immorali o vi presti lavoro in industrie pericolose o nocive alla salute.
Il passaporto ritirato viene restituito al titolare a sua richiesta non appena vengano meno i motivi del ritiro.


Del resto, il passaporto è stato ritirato anche a Silvio Berlusconi nei confronti del quale è stato concesso il beneficio dell'affidamento ai servizi sociali.

Berlusconi: sul divieto di espatrio in caso di condanna a pena detentiva – Cass. Pen. 1610/2015

Attenzione al seguente passaggio della sentenza della Cassazione Penale, Sez. I, 14 gennaio 2015, n. 1610 “... l’art. 12 della L. 21/11/1967 n. 1185 che prevede il ritiro del passaporto quando sopravvengano circostanze ostative al rilascio, tra cui l’art. 3 prevede il caso di coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale. Si tratta appunto del caso del ricorrente che si trova in espiazione di una pena detentiva, anche se con una modalità che prevede un trattamento extra carcerario”.

Attenzione anche al seguente passaggio: “Nei casi di condannati, come nel caso in esame, a pena detentiva il divieto alla possibilità di ottenere il nulla osta al rilascio del passaporto è assoluto (del resto, anche la giurisprudenza della CEDU, n. 41119/2011 M. contro Svizzera, subordina il diritto al rilascio del passaporto all’interesse pubblico al perseguimento dei reati)”.

Confermo anche il consiglio di prendere al più presto un'attività lavorativa in Italia per aumentare le possibilità che la richiesta di affidamento venga accolta dal magistrato competente. È di fondamentale importanza trovare un lavoro in Italia.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

Articoli correlati

Convenzione doppia imposizione Italia Gran Bretagna

Convenzione doppia imposizione Italia Gran Bretagna Salve, avrei bisogno di un vostro consulto per capire se sono soggetto al pagamento di tasse in Italia. La mia situazione è la seguente. Risiedo in...