Clienti rumorosi fuori dal locale disturbano il sonno dei condomini





Il mio condominio è costituito da n. 4 appartamenti e da una pizzeria posta a piano terra. Al primo piano sopra la pizzeria ci sono dei locali sempre di proprietà della pizzeria adibiti per lo più a deposito. Al secondo piano sempre sopra la pizzeria ci sono l'abitazione mia e di mio figlio. Da qualche hanno a questa parte l'amministrazione comunale gli ha consentito di mettere fuori dal locale tre tavolini. D'inverno non ci sono problemi perche le finestre sono chiuse, Ma d'estate, con le finestre aperte, non si riesce a dormine in quanto i clienti della pizzeria si fermano a chiacchierare/mangiare appoggiati a detti tavolini fino a tarda ora 23.30/24.00. Inoltre lasciano le porte e finestre dei locali aperti e quindi spesso veniamo disturbati dalla cagnara di chi sta mangiando. abbiamo piu volte informato, sollecitato i proprietari della pizzeria del disturbo che ci viene arrecato, ma senza esito. Immancabilmente tutti gli anni si ripresenta il problema. Cosa possiamo fare (faccio presente che non abbiamo amministratore condominiale).

RISPOSTA



E' fortemente consigliabile presentare un esposto alla polizia locale, all'ufficio commercio comunale, al Sindaco del tuo comune ed all'ARPA.
Immagino che tu sia già a conoscenza della sentenza del Tar Lombardia (sezione di Brescia) n. 1255/2017. Secondo il TAR Lombardia, nell'ipotesi di avventori rumorosi fuori dal locale, non potrebbe configurarsi alcuna responsabilità per il gestore dell'attività, in quanto l'obbligo di vigilanza ricadrebbe interamente sul comune.

Sulla stessa linea interpretativa del TAR Lombardia, si colloca anche la sentenza della Corte di Cassazione n. 16407/2017. La suprema Corte, nel 2017, a proposito di locali rumorosi, statuisce quanto segue: «la domanda risarcitoria può essere proposta nei confronti del proprietario, solo se egli abbia concorso alla realizzazione del fatto dannoso, quale autore o coautore dello stesso, mentre il solo fatto di essere proprietario, ancorché consapevole, ma senza alcun apporto causale al fatto dannoso, non è idoneo a realizzare una sua responsabilità extra contrattuale per danno ingiusto».

In sintesi, la giurisprudenza afferma quanto segue: sul gestore dell’esercizio pubblico non grava alcun obbligo di vigilanza degli spazi esterni al locale, in assenza di concessione degli stessi da parte dell'ente comunale, quindi di utilizzo e di autorizzazione al loro sfruttamento; il dovere di vigilanza, in tal caso, incombe invece sull’amministrazione comunale proprietaria dell’area.

Il caso in questione è diametralmente opposto a quello di cui alla predetta sentenza del TAR Lombardia, poiché il gestore del locale ha avuto in concessione lo spazio pubblico antistante il locale, per servire gli avventori della pizzeria. Spetta al gestore del locale vigilare sugli spazi pubblici, oggetto di concessione da parte dell'ufficio commercio comunale!
Il gestore del locale deve dimostrare di avere posto in essere tutti gli accorgimenti indispensabili a limitare il rumore degli avventori, al di fuori della pizzeria.
Qualche esempio?

-Apporre all'esterno della pizzeria, un cartello riportante quanto segue: “si chiede alla gentile clientela di moderare il vociare e di evitare rumori molesti dopo le 22.00”.

-Istallare porte automatiche ovvero il pistoncino “chiudiporta”, onde evitare che il vociare interno alla pizzeria, a causa della porta lasciata sempre aperta, possa disturbare la quiete ed il sonno dei condomini.

Il gestore potrebbe essere denunciato presso la procura della Repubblica, ovvero presso la locale stazione dei carabinieri, per il reato contravvenzionale di cui all'articolo 659 del codice penale:

“Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a trecentonove euro.
Si applica l'ammenda da centotre euro a cinquecentosedici euro a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell'Autorità”


E' possibile altresì scrivere un esposto al Sindaco, chiedendogli di esercitare i poteri di cui all'articolo 50 co. 7-bis TUEL – decreto legislativo n. 267/2000 (ordinare la chiusura anticipata del locale oppure vietare la vendita di alcolici dopo un determinato orario), come evidenziato dalla sentenza del Tribunale Roma n. 4962/2018 del 8.03.2018.
Il sindaco, al fine di assicurare il soddisfacimento delle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, può disporre, per un periodo comunque non superiore a trenta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.

E' anche possibile, in caso di musica ad alto volume, presentare un esposto all'Arpa, chiedendo il sopralluogo con le misurazioni fonometriche per verificare l’eventuale supero del limite differenziale del D.P.C.M. 14/11/1997.

E' anche possibile promuovere azione giudiziaria civile contro la proprietà dei muri del bar ed il gestore del bar; ci sono a nostra disposizione varie opzioni processuali.

-divieto di immissioni rumorose, atto di citazione al Giudice di Pace ex art. 844 codice civile;
-ricorso d’urgenza ex art. 700 codice di procedura civile (presso il Tribunale civile);
- A.T.P. (accertamento tecnico preventivo) ex art. 696 riformato c.p.c.;
-causa di merito in Tribunale ex artt. 2043 e 844 del codice civile e 32 Costituzione, con richiesta di risarcimento danni, allegato apposito certificato mediche che attesti lo stress dovuto alla carenza di sonno

E' possibile infine telefonare ai carabinieri per chiedere il loro intervento …

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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