Commercializzazione di derivati canapa varietà ammesse stupefacenti cannabis





Gentile avvocato, vorrei capire se la legge consente la coltivazione della cannabis finalizzata alla successiva vendita di cannabis attraverso il fumo.
Quali derivati della cannabis possono essere venduti negli esercizi commerciali?
Quali prescrizioni per poter aprire un esercizio commerciale per la vendita di derivati della cannabis, in particolare circa la loro localizzazione?
Quali controlli da parte delle forze dell’ordine?
Grazie del suo riscontro.

 

RISPOSTA



La legge n. 242/2016 premia il valore della canapa “quale coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità, nonché come coltura da impiegare quale sostituto di colture eccedentarie e come coltura da rotazione”.
In Italia, è al momento ammessa la coltivazione della canapa nel rispetto di quanto previsto dalla legge 2 dicembre 2016 n. 242 che, in particolare, prescrive che la coltivazione può riguardare solo le varietà ammesse, la quali non rientrano nell'ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, di cui al D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 e che dalla canapa è possibile ottenere esclusivamente i prodotti puntualmente indicati all'articolo 2 comma 2 della suindicata legge n. 242/2016.
Quali sono pertanto le qualità ammesse dalla legge?

a) alimenti e cosmetici prodotti esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori;
b) semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, cippato, oli o carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico;
c) materiale destinato alla pratica del sovescio;
d) materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o prodotti utili per la bioedilizia; e) materiale finalizzato alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati;
f) coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati;
g) coltivazioni destinate al florovivaismo.

Purtroppo viene impropriamente pubblicizzata come consentita dalla legge n. 242/2016, la vendita di derivati e infiorescenze di Cannabis e si sta assistendo ad una crescita esponenziale del relativo mercato, in esercizi commerciali dedicati o misti, nonché on line!
Tra le finalità della coltivazione della canapa industriale non è compresa la produzione e la vendita al pubblico delle infiorescenze, in quanto potenzialmente destinate al consumo personale, in quantità significative dal punto di vista psicotropo e stupefacente, attraverso il fumo o analoga modalità di assunzione, come evidenziato dal Consiglio Superiore di Sanità, Sezione V, seduta del 10 aprile 2018.
Secondo la giurisprudenza consolidata della Cassazione, i livelli minimi di principio attivo compatibili con la natura di sostanza stupefacente sono quelli idonei a mettere in pericolo la salute dell’assuntore, determinando nello stesso, anche in termini modestissimi, lo stato psicoattivo (Corte di Cassazione – Sez. Unite, n. 28605/2008; Sez. IV, n. 21814/2010; Sez. III, n. 40620/2013). L’area di applicazione della legge n. 242/2016 è estranea alla cessione pura e semplice dei derivati della canapa per fini voluttuari e che a nulla rilevano, in punto di fatto, le iscrizioni sulle confezioni, poiché “si tratta di sostanze stupefacenti poste in vendita liberamente, senza vincolo alcuno, concretamente destinate quindi ad un uso altrettanto libero o ricreativo che dir si voglia” (Tribunale di Macerata – Sezione GIP/GUP, 15 giugno 2018).

Attualmente il Ministero dell'interno ha disposto, entro il 30 giugno 20202, una puntuale ricognizione di tutti gli esercizi e le rivendite presenti sul territorio, in condivisione con le Amministrazioni comunali ed attraverso il concorso dei rispettivi Comandi di Polizia locale e degli Sportelli deputati al rilascio delle necessarie autorizzazioni amministrative.
Sarà effettuato pertanto un monitoraggio sulla vendita della canapa e dei prodotti derivati, che dovrà riguardare anche la verifica del possesso delle certificazioni su igiene, agibilità, impiantistica, urbanistica e sicurezza, richieste dalla legge per poter operare all'interno di un esercizio commerciale.
Il monitoraggio previsto dal Ministero dell'interno riguarderà anche la localizzazione degli esercizi, con riferimento alla presenza nelle vicinanze di luoghi sensibili quanto al rischio di consumo delle sostanze, come le scuole, gli ospedali, i centri sportivi, i parchi giochi, e, più in generale, i luoghi affollati e di maggiore aggregazione, soprattutto giovanile. Gli esercizi commerciali in questione dovranno rispettare una distanza minima di almeno cinquecento metri dai luoghi considerati a maggior rischio.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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