Esempi utilizzo illecito dei buoni pasto





Lavoro in un supermercato come cassiera da qualche anno e ancora oggi non so quale sia la verità sui buoni pasto elettronici e cartacei.
Dove lavoro io non abbiamo il limite di 8 buoni pasto elettronici a spesa e per di più spesso i clienti con i buoni cartacei li possono utilizzare anche in gran quantità l' importante è che le spese vengano divise e quindi vengano fatti più scontrini.
Ma il datore di lavoro perché permette questo? Io da dipendente che ho sempre fatto quello che mi è stato detto come mi devo comportare? Come mai il datore di lavoro accetta questa situazione nonostante la tassazione dei buoni pasto?
Io come lavoratrice dipendente potrei avere qualche problema?

RISPOSTA

Le sanzioni sono comminate nei confronti del datore di lavoro e non nei confronti del dipendente. Anche successivamente all'entrata in vigore del decreto del ministero dello sviluppo economico n. 122 del 2017, nulla è cambiato dal punto di vista sanzionatorio.

DECRETO 7 giugno 2017, n. 122 Regolamento recante disposizioni in materia di servizi sostitutivi di mensa, in attuazione dell'articolo 144, comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

A seguito dell'entrata in vigore del decreto del ministero dello sviluppo economico n. 122/2017, si prevede la possibilità di cumulo buoni pasto nei supermercati fino a 8 ticket, oltre alla possibilità di utilizzare i suddetti buoni, anche in altri esercizi come gli agriturismi; i ticket restaurant inoltre non possono essere ceduti al coniuge o ad altri soggetti terzi.

Per quanto riguarda l'aspetto sanzionatorio, l'articolo 6 del decreto, ai commi 2 e 3, prevede un monitoraggio in collaborazione con l'ANAC, circa gli effetti del predetto decreto.

2. “Il Ministero dello sviluppo economico, in collaborazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e con l'Autorita' nazionale anticorruzione, previe apposite consultazioni, effettua il monitoraggio degli effetti del presente decreto al fine della verifica dell'efficacia del medesimo. 3. In relazione al monitoraggio da verificare entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, possono essere adottate disposizioni integrative e correttive, ai sensi dell'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400”.

Il cumulo illecito dei buoni pasto non comporta una sanzione nei confronti del lavoratore dipendente; si configurerà tuttavia l’assoggettamento totale a tassazione dei buoni pasto, che se utilizzati regolarmente, ne sarebbero stati esenti (sino a 5,29 o a 7 euro l’uno): è il datore di lavoro, il soggetto tenuto a rilevare l'irregolarità, applicando la corretta tassazione dei buoni pasto, visto che ne ha facoltà in ragione della tracciabilità dei voucher elettronici.

Cedere a terzi i buoni pasto rilasciati da una pubblica amministrazione datrice di lavoro, al proprio dipendente, configura addirittura il reato di truffa di cui all'articolo 640 comma II del codice penale, come da sentenza emessa nel 2017 dal tribunale penale di Rovereto:

Sentenza - TRIBUNALE DI ROVERETO UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI

Tanto premesso rispondo alle tue domande:

-il datore di lavoro permette tutto questo per superficialità !

-Tu in qualità di dipendente, non hai alcuna responsabilità. Le responsabilità e le sanzioni sono a carico del datore di lavoro.
-In qualità di lavoratrice dipendente, seguirai le direttive del datore di lavoro.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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