Condanna alla reclusione non inferiore a 5 anni interdizione pubblici uffici è automatica





Gentilissimi, mi chiamo Ferdinando e sto effettuando dei concorsi presso la Pubblica Amministrazione. Tra i requisiti del bando, relativamente a carichi pendenti e condanne viene riportato quanto segue: "Non possono accedere all' impiego coloro che siano esclusi dall' elettorato attivo o che siano stati destituiti o dispensati dall' impiego presso pubbliche amministrazioni ovvero licenziati a decorrere dal 2/9/1995, data di entrata in vigore del primo contratto collettivo".

Non ho nessuna condanna penale ma dei carichi pendenti relativi ai reati di cui all'art. 81 cpv., 110, 348 c.p. e 642 co 2 c.p. Sono stato ammesso alle prove concorsuali, superando le prove preselettive e le prove scritte, quindi presumo che la verifica dei requisiti sia già avvenuta. Spero di riuscire a provare la mia estraneità ai fatti di cui sono accusato ma per il momento vorrei capire se questi carichi pendenti, o un'eventuale futura condanna, possano essere causa ostativa per l'instaurarsi di un rapporto di lavoro con la PA. Grazie.

RISPOSTA

Hai diritto di partecipare al concorso, giacché non sei stato condannato penalmente, con sentenza in via definitiva.
Del resto, ritengo che la verifica dei requisiti sia stata già effettuata, visto e considerato che sei arrivato alla prova orale.

Non sei indagato per reati contro la pubblica amministrazione, né contro la fede pubblica, reati che potrebbero compromettere la sottoscrizione del contratto di lavoro.
Si tratta di reati che nulla hanno a che vedere con il tuo futuro profilo di pubblico dipendente. Anche in caso di condanna penale quindi, potresti continuare a lavorare presso la pubblica amministrazione, così come potresti partecipare ad ulteriori concorsi per fare carriera … tranne in una remota ipotesi, la seguente ...
Sei attualmente indagata-imputata, in concorso con altre persone, per concorso formale (art. 81 c.p.) tra i reati di abusivo esercizio di una professione e fraudolento danneggiamento di beni assicurati.

Ai sensi dell'articolo 81 del codice penale, potresti essere punita “con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo, avendo con una sola azione od omissione, violato diverse disposizioni di legge”

IN CONCRETO
Il reato di cui all'articolo 348 del codice penale prevede una pena massima di sei mesi. Il reato di cui all'articolo 642 comma 2 c.p. prevede una pena massima di cinque anni. In caso di condanna ai sensi dell'articolo 81 c.p., potrebbe essere comminata una pena alla reclusione superiore a 5 anni!!!
In questo caso, scatterebbe la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici, ai sensi degli articoli 28 e 29 del codice penale, quindi il licenziamento senza nemmeno l'attivazione di un procedimento disciplinare a tuo carico.

Art. 348 c.p.
“Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire mille a cinquemila”.


Art. 642 comma 2 c.p.
“Chiunque, al fine di conseguire per sé o per altri l'indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione, distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà, falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Alla stessa pena soggiace chi al fine predetto cagiona a se stesso una lesione personale aggrava le conseguenze della lesione personale prodotta da un infortunio o denuncia un sinistro non accaduto ovvero distrugge, falsifica, altera o precostituisce elementi di prova o documentazione relativi al sinistro. Se il colpevole consegue l'intento la pena è aumentata. Si procede a querela di parte”.


Articolo 29 Codice penale Casi nei quali alla condanna consegue l'interdizione dai pubblici uffici

Articolo 28 Codice penale Interdizione dai pubblici uffici

In caso di condanna a pena non inferiore a 3 anni di reclusione, ti sarebbe comminata l'interdizione temporanea dai pubblici uffici: in questo caso, previo procedimento disciplinare, saresti quasi certamente licenziata dal pubblico impiego.

L'articolo 29 c.p. prevede quanto segue: la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a tre anni importa l'interdizione temporanea dai pubblici uffici per la durata di anni cinque.

Difficilmente una pubblica amministrazione ti consentirebbe di "espiare" la pena accessoria di cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Previo procedimento disciplinare, ti sarebbe comminata la sanzione del licenziamento per giusta causa, anche in caso di condanna non inferiore a 3 anni di reclusione.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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