Emergenza Coronavirus quando è lecito spostarsi in altro comune per la spesa alimentare



La seguente consulenza si riferisce alla normativa in vigore durante la “fase 1” dell'emergenza covid-19. E' opportuno leggerla con attenzione, in caso di impugnazione delle sanzioni comminate ai trasgressori dei divieti durante la fase 1 (fino al 3 maggio 2020).





Buongiorno, vorrei avere dei chiarimenti e conferme in merito ad un problema in voga in qs. periodo.

Purtroppo stiamo vivendo nel bel mezzo di una pandemia che ci ha costretto a modificare a un livello alto la nostra vita quotidiana ma, purtroppo, è l'unica sacrificio che, se svolto da tutti, porterà le cose pian piano al suo posto.
A tal proposito, tra le tante cose, si rende necessario fare la spesa una volta a settimana.
Io abito in un piccolo paesino in provincia di Alessandria e, ad un km dalla mia abitazione, sempre nel mio stesso comune, c'è un piccolo negozietto di alimentari che, però come facilmente intuibile, non ha tutta la roba che servirebbe ed è un po' caro.

A circa 5 km. dalla mia abitazione, logicamente in un comune diverso dal mio, c'è un supermercato piccolo ma c'è sempre la fila fuori, senza la giusta distanza e si rischia di attendere ore e ore.

A circa 11km. dalla mia abitazione c'è l'Ipermercato che offre, gratuitamente, il Servizio "Iperdrive", che consiste nel prenotare la spesa on line e andarla a ritirare nella postazione adibita fuori dal centro commerciale in un giorno e ora ben precisi.
Con qs. metodo, non si viene in contatto con altre persone tranne che con la commessa che ha sempre mascherina e guanti.

Personalmente, avendo anche due figlie, ho necessità di avere prodotti che il piccolo negozietto ad un km. da casa non ha e, poi, è troppo caro.
Avrei optato per la spesa on line e, così, al giorno e ora stabilita, andrei a ritirarla e verrei subito a casa.
Mi è sorto però un dubbio: l'ultima ordinanza oltre ad invitarci a restare in casa, dice che si può andare a fare la spesa, muniti di autodichiarazione, solo nell'ambito del comune dove si ha la residenza.
Allora, andando fuori dal mio comune a ritirare la spesa prenotata, ad un controllo delle autorità, posso essere denunciata?
Cosa occorre scrivere, nello specifico, nel modello di dichiarazione degli spostamenti?

Attendo un Vostro cortese riscontro il più presto possibile.
Grazie.

 

RISPOSTA

 

La questione è stata affrontata da numerosi quotidiani, anche in considerazione delle nuove FAQ pubblicate sul sito del Governo.

"È obbligatorio fare la spesa nel proprio comune di residenza o è possibile farla anche nel Comune limitrofo?
No, ma si deve fare la spesa nel posto più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, al luogo di lavoro. Infatti, gli spostamenti devono essere limitati allo stretto necessario sia tra Comuni limitrofi che all’interno dello stesso Comune. In ogni caso, si deve sempre rispettare rigorosamente la distanza tra le persone negli spostamenti, così come all’entrata, all’uscita e all’interno dei punti vendita. Per questa ragione la spesa è fatta di regola nel proprio Comune, dal momento che questo dovrebbe garantire la riduzione degli spostamenti al minimo indispensabile. Qualora ciò non sia possibile (ad esempio perché il Comune non ha punti vendita), o sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel Comune di residenza o domicilio, o, ancora, il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente nel Comune limitrofo, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati".

Facciamo allora alcun esempi: il minimarket del tuo piccolo comune di residenza non ha il reparto macelleria. Di conseguenza sei autorizzata a spostarti dal tuo comune di residenza, per raggiungere il supermercato ubicato presso altro comune, al fine di acquistare la carne (tanto che sei lì, acquisterai anche altri beni alimentari, insieme alla carne ...).

Il minimarket del tuo piccolo comune di residenza ha il reparto macelleria, ma non vende il tacchino. Comprerai il pollo dal minimarket del tuo comune di residenza, non potendoti spostare presso altro comune semplicemente per acquistare il tacchino.
Stesso discorso ad esempio, per comprare il latte GRA..., se il minimarket vende soltanto il latte PAR.....
La sola differenza di prezzo dei beni venduti dal minimarket rispetto al supermercato, non potrebbe giustificare di per sè lo spostamento da un comune all'altro.
Diciamo che lo spostamento è giustificato soltanto in caso di assenza di un singolo reparto alimentare nel minimarket del piccolo comune (macelleria, pescheria, salumeria etc etc). In tutti gli altri casi prevale il principio della limitazione degli spostamenti per motivi di emergenza sanitaria, di cui al DPCM dell'8 marzo 2020 e successivi provvedimenti.
In caso di controllo delle forze dell'ordine, produrrai autocertificazione indicante il motivo dello spostamento, ossia spesa alimentare stante l'assenza del reparto macelleria/pescheria nei punti vendita del comune di residenza.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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