Quando la ritrattazione consente di non subire condanna per favoreggiamento





Buona sera, il quesito è il seguente: un soggetto informato sui fatti dichiara, in sede di indagini penali, episodi inesatti e non rispondenti alla realtà ai carabinieri; nel tempo si ravvede, dunque può presentarsi spontaneamente a integrare a rettifica quanto a suo tempo dichiarato? incorre in qualche penalità?

 

RISPOSTA

 

Hai usato il termine ravvedimento, quindi presumo che il soggetto abbia narrato episodi inesatti in modo doloso, ossia con la coscienza e volontà di dichiarare fatti non rispondenti alla realtà.
Il soggetto ha commesso il reato di “favoreggiamento personale” ai sensi dell’art. 378 del codice penale.
Il soggetto rischia una pena fino a quattro anni!

Art. 378 del codice penale - Favoreggiamento personale.
Chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce la pena di morte o l'ergastolo o la reclusione, e fuori dei casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno a eludere le investigazioni dell'autorità, comprese quelle svolte da organi della Corte penale internazionale, o a sottrarsi alle ricerche effettuate dai medesimi soggetti, è punito con la reclusione fino a quattro anni. Quando il delitto commesso è quello previsto dall'art. 416-bis, si applica, in ogni caso, la pena della reclusione non inferiore a due anni.
Se si tratta di delitti per i quali la legge stabilisce una pena diversa, ovvero di contravvenzioni, la pena è della multa fino a euro 516.
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando la persona aiutata non è imputabile o risulta che non ha commesso il delitto.


Che cos'è invece la ritrattazione ai sensi dell'articolo 376 del codice penale?
Leggiamo insieme la norma di legge.

Art. 376 del codice penale - Ritrattazione.
Nei casi previsti dagli articoli 371-bis, 371-ter, 372 e 373, nonché dall'articolo 375, primo comma, lettera b), e dall'articolo 378, il colpevole non è punibile se, nel procedimento penale in cui ha prestato il suo ufficio o reso le sue dichiarazioni, ritratta il falso e manifesta il vero non oltre la chiusura del dibattimento.

La ritrattazione è valida come esclusione della punibilità qualora un soggetto ritratti il falso e manifesti il vero, prima della chiusura del dibattimento.
Il beneficio concesso dalla ritrattazione può applicarsi alle ipotesi degli artt. 371-bis e ter, 372, 373 et 378, escludendo quindi l’applicazione di tale beneficio nei casi di simulazione di reato e di calunnia; ciò equivale a dire che, qualora un soggetto calunni qualcuno o simuli un reato, non potrà ritrattare, sottrarsi così facendo all’applicazione della pena.

Tanto premesso, cosa intendi per rettificare quanto dichiarato in passato?
Facciamo alcuni esempi molto concreti:

Se in passato ho dichiarato di avere visto Tizio violentare Caia, trattandosi di calunnia nei confronti di Tizio, la ritrattazione non avrà valore di causa di esclusione della punibilità.

Se in passato ho simulato un reato di violenza sessuale per incastrare un collega di lavoro, la ritrattazione non avrà valore di causa di esclusione della punibilità, trattandosi di un'ipotesi di simulazione di reato.

Se il passato ho dichiarato ai carabinieri che Caia è stata violentata da Tizio, ma in realtà c'era anche Sempronio a tenere ferma Caia durante la violenza sessuale, posso ritrattare la dichiarazione omissiva, rettificandola prima della chiusura del dibattimento, evitando, così facendo, una condanna penale per favoreggiamento.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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