Attestato di sussistenza della banca





QUESITO RELATIVO ALL'ATTESTATO DI SUSSISTENZA DELLA BANCA: Nelle successioni ereditarie l'attestato di sussistenza della banca di conto corrente cointestato tra fratelli, a firma disgiunta, cosa riporta: il residuo ancora in essere alla data del decesso, o quello in essere alla data del rilascio dell'attestato.

RISPOSTA

Il residuo ancora in essere alla data del decesso.
Facciamo un esempio concreto.
Conto corrente cointestato a firma disgiunta ai due fratelli Tizio e Caio.
In data 12 ottobre 2021 decede Tizio e sul conto sono presenti 20.000 euro.
La banca, in attesa di ricevere la dichiarazione di successione ovvero dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per cui non sussiste obbligo di presentazione della dichiarazione di successione, blocca il 50% del conto caduto in successione, ossia 10.000 euro.
Caio chiede l'attestato di sussistenza della banca, tuttavia nel frattempo, effettua prelevamenti per 2000 euro, relativamente alla sua quota di 10.000 euro.
L'attestato riporterà il residuo alla data del decesso, precisando che a cadere in successione sarà soltanto la quota di 10.000 euro inerente a Tizio.



Nel caso di specie il decesso è avvenuto circa due mesi fa e attualmente vi è una consistenza ( se non erro la tassazione è del 6% tra fratelli) residua.

RISPOSTA

Esatto, ma considera la franchigia.
Nel seguente link tutte le aliquote e le franchigie in materia di imposta di successione:
Aliquote e franchigie



Che nel tempo può diminuire per impegni pregressi della deceduta, ad es. quote per la costruzione della cappella la cui scrittura privata fu sottoscritta proprio dalla defunta ed eventuali altri che si manifestassero necessari, pertanto nel periodo medio tempo la giacenza potrebbe diminuire, quindi la quota tassabile anche.

RISPOSTA

No.
Non è proprio così …
La banca ha bloccato la quota di pertinenza del de cuius caduta in successione.
Se sul conto sono presenti 90.000 euro, e gli intestatari sono tre, la banca avrà bloccato 30.000 euro, pertanto gli altri due cointestatari potranno prelevare fino a 60.000 euro (conto corrente a firma disgiunta).
Tutti i prelevamenti, anche se effettuati per spese relative alla defunta, vanno imputati temporaneamente alle quote intestate agli altri cointestatari ancora in vita.
La quota tassabile sarà sempre e soltanto 30.000 euro.



Se così stanno le cose credo che la richiesta dell'attestato è opportuno farla tra qualche mese.

RISPOSTA

Assolutamente no.
Va fatta il prima possibile, anche perché le banche tradizionalmente se la prendono comoda. L'attestato fotografa la quota del de cuius al momento del suo decesso.



Ovviamente sempre nell'ambito dei 12 mesi per la dichiarazione di successione o sbaglio?

RISPOSTA

Confermo il termine di 12 mesi dal decesso per la presentazione della dichiarazione di successione, ai sensi dell'articolo 31 del D.lgs. 31 ottobre 1990, n. 346.



Inoltre la banca di recente ha richiesto il Questionario Antiriciclaggio della deceduta e mi chiedo se è ancora pertinente e/o è bene ricordare alla banca il decesso omettendo la compilazione del questionario.

RISPOSTA

E' pertinente.
Le somme di pertinenza della defunta sono già cadute in successione pertanto la banca chiede agli eredi di firmare il questionario antiriciclaggio relativamente alla quota successoria.
Si tratta di un mero adempimento burocratico, nulla di più …
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

 

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