Differenze tra moglie e compagna convivente nella successione ereditaria





Sono convivente col mio compagno da 29 anni, salvo una breve parentesi in cui hanno badato a lui i suoi cinque figli di due matrimoni finiti in divorzio.
In questa breve parentesi di circa 20 mesi i 5 figli:

  • hanno fatto scempio del suo patrimonio, gestendo a sua insaputa il suo conto corrente, la carta di credito e il cellulare con cui venivano autorizzate e pagate le spese senza controllo.
  • facendosi fare dei “prestiti” non documentati da contratto di restituzione.
  • usando le sue tre automobili ( intestate a lui) senza pagare le multe che prendevano loro , e/o l’Assicurazione.
  • vivendo con lui e rifiutandosi di contribuire alle spese notevoli di un appartamento ammobiliato temporaneo in cui hanno prodotto danni significativi.
  • impedendogli di venire da me che mi ero trasferita in un’altra regione dove ho acquistato un appartamento con i miei risparmi di una vita di lavoro professionale.

Questo è stato possibile perché il mio compagno soffre di varie malattie e dev’essere accompagnato in tutte le attività quotidiane, non essendo autosufficiente.

RISPOSTA

Tuttavia nessuno hai mai presentato ricorso al tribunale civile – Giudice Tutelare – per la nomina di un amministratore di sostegno oppure per la sua inabilitazione con conseguente nomina di un curatore per le attività di straordinaria amministrazione.
L’amministratore di sostegno è una figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.
Per richiedere l’amministrazione di sostegno si deve presentare un ricorso.
Il ricorso può essere proposto:

  • dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato
  • dal coniuge
  • dalla persona stabilmente convivente
  • dai parenti entro il quarto grado
  • dagli affini entro il secondo grado
  • dal tutore o curatore
  • dal pubblico ministero

Quanti anni sono trascorsi da questi prestiti?
È possibile chiedere la restituzione del prestito, entro il termine prescrizionale di dieci anni, ai sensi dell'articolo 2946 del codice civile.
Riguardo eventuali richieste di risarcimento danni, il termine prescrizionale è di 5 anni, ai sensi dell'articolo 2947 del codice civile: “il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato”.



È riuscito a “fuggire” e a raggiungermi come desiderava con l’aiuto di amici data l’assenza di presenza di uno dei figli che si era installato fisso da lui, non provvedeva alle sue necessità affettive e sanitarie di anziano, spariva e non rispondeva al telefono quando il padre aveva bisogno.

RISPOSTA

In questo momento, è stabilmente convivente con te, pertanto puoi presentare ricorso per diventare il suo amministratore di sostegno.
Per carità, potrebbe presentarlo direttamente anche lui, suggerendo al giudice tutelare, la nomina della sua compagna quale amministratore di sostegno.



Ora vive con me, condividiamo le spese in modo amichevole, e l’ho accompagnato a comprare un appartamento senza barriere per i disabili, per mettere in salvo una parte dei suoi averi.
Ora stiamo provvedendo a ristrutturarlo. Ma lui è sempre meno autonomo e per ora non possiamo permetterci una badante.

RISPOSTA

A prescindere dalla presenza di una badante, devi diventare con decreto del giudice tutelare, amministratore di sostegno del tuo compagno.



I figli continuano a circuirlo, a chiedergli soldi e a negargli affetto e rispetto.
Lui mi propone di sposarci, e vorrei capire come cambierebbe la mia situazione di diritto anche sul piano ereditario.
Le sarei grata sé mi desse dei consigli o anche una consulenza più approfondita.

RISPOSTA

Sul piano ereditario, se fossi sua moglie, la situazione cambierebbe molto: se il tuo compagno (marito) dovesse morire senza fare testamento, la sua successione per legge sarebbe regolata dall'articolo 581 del codice civile: “Quando con il coniuge concorrono figli, il coniuge ha diritto alla metà dell'eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi”.
Se dovesse morire senza testamento, ti lascerebbe 1/3 dell'asse ereditario, oltre al diritto di abitazione sulla casa familiare (se la casa familiare è di sua proprietà oppure cointestata tra di voi), ai sensi dell'articolo 540 II comma del codice civile: “Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli”.
Se tuo marito dovesse fare testamento, potrebbe lasciarti la quota di legittima + la quota disponibile, ai sensi dell'articolo 542 II comma del codice civile: “Quando i figli sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, è effettuata in parti uguali”.
Tramite testamento potresti ereditare anche il 50% dell'asse ereditario e la restante parte dello stesso sarebbe ereditata dai figli. Fermo restando il tuo diritto di abitazione sulla casa familiare, ai sensi dell'articolo 540 II comma del codice civile.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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