1 - Conto cointestato con i genitori in comunione dei beni





I miei genitori un po' avanti con l'età vorrebbero creare un conto corrente intestato a loro, me e mia sorella su cui far confluire liquidità e deposito titoli finanziari che sono dei mie genitori. In sostanza un conto corrente con 4 intestatari. Essendo io sposato ed in comunione dei beni volevo capire se questo denaro potesse in qualche modo essere considerato parte integrante della comunione dei beni.


Laddove un domani io e mia moglie dovessimo separarci questo denaro potrebbe essere considerato parte integrante della comunione dei beni?

Se sì quale potrebbe essere la via per ovviare a questo?

 

RISPOSTA



No, a patto di essere in grado di dimostrarne la provenienza di carattere donativo da parte dei genitori.

Ai sensi dell'articolo 177 del codice civile, I comma lettera b) e c), entrano a far parte della comunione legale, al momento dello scioglimento della stessa, i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati, ed i proventi dell’attività separata di ciascuno dei coniugi.

Art. 177 del codice civile. Oggetto della comunione.
Costituiscono oggetto della comunione:
a) gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;
b) i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione;
c) i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati;
d) le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio.
Qualora si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.

Ai sensi dell'articolo 179 I comma lettera B), non entrano a far parte della comunione legale dei coniugi, i beni acquisiti per effetto di donazione diretta ovvero indiretta.

Art. 179 del codice civile. Beni personali.
Non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge:
a) i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;
b) i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell'atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione;
c) i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori;
d) i beni che servono all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione;
e) i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
f) i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all'atto dell'acquisto.
L'acquisto di beni immobili, o di beni mobili elencati nell'articolo 2683, effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione, ai sensi delle lettere c), d) ed f) del precedente comma, quando tale esclusione risulti dall'atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l'altro coniuge.


Consiglio pertanto di conservare la documentazione bancaria da cui sarà possibile evincere che le risorse finanziare accreditate sul conto corrente cointestato, hanno una precisa provenienza che esclude la loro inclusione della comunione legale, trattandosi del frutto di una decisione presa dai genitori, con spirito di liberalità, al fine di arricchire i loro figli.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

2 - Beni in comunione legale e successione del coniuge. Soltanto il 50% dei beni rientranti nella comunione legale entra in successione alla morte del coniugi





Chiedo vostra consulenza/opinione/orientamento di precedenti sentenze in merito a successione nella quale i coniugi erano in comunione dei beni relativamente ad azioni, obbligazioni e contante residuo provenienti da un conto bancario intestato al solo de cuius.

 

RISPOSTA

 

In concreto, i coniugi hanno optato per il regime patrimoniale della comunione dei beni, al momento del matrimonio e, in pendenza del rapporto di coniugio hanno acquistato azioni ed obbligazioni. Il “de cuius” ha accreditato i proventi derivanti dalla sua attività lavorativa sul conto corrente intestato soltanto a lui.
“Quid iuris”?

Ai sensi dell'articolo 177 del codice civile, primo comma lettera a), costituiscono oggetto della comunione gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali.

Azioni ed obbligazioni rientrano nella comunione legale dei beni, quindi il 50% dei titoli finanziari essendo di proprietà del coniuge superstite, non entrerà in successione ereditaria.

Sono altresì oggetto della comunione legale, i proventi dell'attivita' separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati; si tratta del contante residuo accreditato sul conto corrente intestato soltanto al “de cuius”.Una quota pari al 50% delle predette somme di denaro non entrerà nella successione ereditaria, essendo di proprietà del coniuge superstite, in ragione delle norme in materia di comunione legale “de residuo” (ossia relativa ai beni che entrano in comunione, soltanto se non consumati al momento dello scioglimento della stessa).



Finiscono tutti nella massa ereditaria, e quindi da dividersi tra i vari eredi, oppure il 50% sia del contante ( comunione residuale ) , sia delle azioni e sia delle obbligazioni (sono da considerarsi beni, non personali, acquistati durante il regime di comunione ) sono di possesso del coniuge superstite, ed il solo rimanente 50% va in successione?

 

RISPOSTA

 

Soltanto il rimanente 50% cade in successione ereditaria.
Soltanto il rimanente 50% deve essere eventualmente indicato nella dichiarazione di successione. Considera che c'è una quota del 50% di contante e di titoli finanziari, spettante al coniuge superstite, non per diritto ereditario, ma in ragione delle norme in materia di comunione legale dei beni dei coniugi.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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