Creditori esercitano l'azione di riduzione, testamento lesivo quota di legittima del loro debitore





Salve,
Ho bisogno di una Vs consulenza in merito alla successione Qualche anno fa alla morte di mio papà io e mio fratello abbiamo ereditato un sesto ciascuno dei beni ed il resto era di mia mamma. Purtroppo le cose non sono andate bene ed il ns sesto e stato pignorato dalla banca, ufficio riscossione e dalla mia ex moglie Ora mia mamma è morta lasciando un testamento olografo (che il notaio non ha ancora registrato ) in favore di mia moglie con cui abbiamo la separazione dei beni ed un nipote figlio di mio fratello , così facendo abbiamo la possibilità di salvare la parte che era di ns mamma o qualcuno potrebbe impugnare il testamento.

 

RISPOSTA



I vostri creditori hanno titolo giuridico per impugnare il testamento olografo, ai sensi dell'articolo 557 I comma del codice civile, in quanto lesivo delle quote di legittima spettanti ai figli, soggetti legittimari ai sensi dell'articolo 536 del codice civile.
Quali quote di legittima?
Dobbiamo fare riferimento all'articolo 537 II comma del codice civile.
Ecco come dovrebbe essere suddiviso l'asse ereditario di vostra madre, nel rispetto delle quote di riserva e della quota disponibile:

-1/3 quota di legittima spettante al figlio alfa
-1/3 quota di legittima spettante al figlio beta
-1/3 quota disponibile, liberamente attribuibile con testamento oppure con donazione

I vostri creditori hanno dieci anni di tempo dall'apertura della successione (decesso del “de cuius”) per impugnare (con atto di citazione al tribunale civile) il testamento lesivo della quota di legittima spettante ai loro debitori, al fine di soddisfare il loro credito!
L’azione di riduzione è lo specifico mezzo concesso al legittimario al fine di ottenere la declaratoria di inefficacia nei suoi confronti delle disposizioni testamentarie e delle donazioni che hanno leso i suoi diritti alla quota di legittima.



Se così facendo salviamo la parte di mia mamma cosa succede se vendiamo qualcosa?
Grazie
Distinti Saluti

 

RISPOSTA



Dobbiamo fare riferimento all'articolo 2652 numero 8 del codice civile:

“Si devono trascrivere, qualora si riferiscano ai diritti menzionati nell'articolo 2643 del codice civile, le domande giudiziali indicate dai numeri seguenti, agli effetti per ciascuna di esse previsti

8 ) le domande di riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie per lesioni di legittima.
Se la trascrizione è eseguita dopo dieci anni dall'apertura della successione, la sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i terzi che hanno acquistato a titolo oneroso diritti in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda”;


Attualmente, non è stato notificato alcun atto di citazione per lesione di legittima nei confronti degli eredi testamentari. Gli immobili quindi, potrebbero anche essere venduti a terzi … ma chi potrebbe mai acquistarli, stante il rischio della trascrizione della domanda (atto di citazione) di riduzione delle disposizioni testamentarie per lesione di legittima, entro dieci anni dalla morte del “de cuius”? La vendita degli immobili in favore di terzi, in tal caso, potrebbe anche essere travolta dalla sentenza del tribunale civile, emessa al termine del processo ereditario per riduzione delle disposizioni testamentarie lesive dei diritti dei debitori-legittimari (i figli del “de cuius”). Tanto premesso, fino alla trascrizione pregiudizievole dell'atto di citazione, sarà possibile vendere gli immobili … ma quale folle potrebbe mai acquistarli ? A mio parere, nessuno !

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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