Successione ereditaria moglie del de cuius debitrice nei confronti di Equitalia





Caso di fantasia
Marito anni 68 proprietario dell'abitazione di famiglia proveniente da divisione ereditaria Moglie anni 60, oggi nulla tenente 2 figlie di anni 35 e 38 La moglie ha subito il fallimento personale in quanto socia amm.re di una S.N.C. fallita nel 1996, per cui ha perso, ovviamente tutti i beni materiali a Lei intestati. Fallimento chiuso da più di 10 anni Per il debito Iva non soddisfatto con l'attivo del fallimento, L'agenzia delle entrate- riscossione notifica nei tempi dovuti, avviso di interruzione dei termini di prescrizione.

RISPOSTA



Di conseguenza, attualmente, l'erario è ancora creditore nei confronti della moglie, per il debito tributario relativo all'imposta sul valore aggiunto.



Ora il marito vuole donare la casa alle figlie riservando per lui e la moglie l'usufrutto vita natural durante con l'intento di evitare che alla sua eventuale morte la moglie diventi erede e l'eredita venga aggredita.

RISPOSTA



La moglie ha diritto alla quota di legittima, secondo quanto previsto dall'articolo 536 del codice civile.

Art. 536 del codice civile - Legittimari.
Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli, gli ascendenti.
Ai figli sono equiparati gli adottivi.
A favore dei discendenti dei figli, i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli.


Quale quota di legittima?
La quota di un quarto del patrimonio, visto che i figli sono due.

Art. 542 del codice civile - Concorso di coniuge e figli.
Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, a quest'ultimo è riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al coniuge.
Quando i figli, sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, è effettuata in parti uguali.

Ecco come deve essere suddiviso l'asse ereditario del marito alla sua morte:

-quota di legittima spettante alla moglie ¼
-quota di legittima spettante alla prima figlia ¼
-quota di legittima spettante alla seconda figlia ¼
-quota disponibile, liberamente attribuibile
-con testamento oppure con donazione ¼

Se alla morte del marito, la moglie fosse completamente diseredata, i creditori della moglie (Equitalia) potrebbero impugnare le donazioni/il testamento lesivo della quota di legittima del coniuge, al solo fine di soddisfare il loro credito, ai sensi dell'articolo 557 I comma del codice civile.
ATTENZIONE: La riduzione delle donazioni e delle disposizioni lesive della porzione di legittima può essere domandata dagli aventi causa dei legittimari, ossia dai creditori della moglie debitrice.

Art. 557 del codice civile - Soggetti che possono chiedere la riduzione.
La riduzione delle donazioni e delle disposizioni lesive della porzione di legittima non può essere domandata che dai legittimari e dai loro eredi o aventi causa.
Essi non possono rinunziare a questo diritto, finché vive il donante, né con dichiarazione espressa, né prestando il loro assenso alla donazione.
I donatari e i legatari non possono chiedere la riduzione, né approfittarne. Non possono chiederla né approfittarne nemmeno i creditori del defunto, se il legittimario avente diritto alla riduzione ha accettato con il beneficio d'inventario.



Chiedo una consulenza sull'operazione o se esiste altra strada nell'intento di salvare la casa del marito nel caso in cui morisse prima della moglie. La moglie potrebbe rinunciare all’eredità?

RISPOSTA



I creditori della moglie potrebbero impugnare la rinuncia all'eredità della loro debitrice, al solo fine di soddisfare il loro credito sui beni ereditari, fino appunto alla concorrenza del loro credito.

Art. 524 del codice civile - Impugnazione della rinunzia da parte dei creditori.
Se taluno rinunzia, benché senza frode, a un'eredità con danno dei suoi creditori, questi possono farsi autorizzare ad accettare l'eredità in nome e luogo del rinunziante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti.
Il diritto dei creditori si prescrive in cinque anni dalla rinunzia.



Ma nel caso diventerebbero eredi le figlie?

RISPOSTA



Sì, diventerebbero eredi le figlie, ma i creditori della moglie riuscirebbero ugualmente ad aggredire i beni spettante alla moglie, a titolo di quota di legittima, aggredendo la sua rinuncia all'eredità.
Consiglio al marito di vendere alle figlie la nuda proprietà dell'immobile a lui intestato. Alla morte del marito l'usufrutto sull'immobile si estinguerà, quindi le figlie diventeranno piene proprietarie dell'immobile, senza che si debba aprire la successione ereditaria … quindi senza alcuna pretesa da parte dei creditori della moglie (agenzia entrate riscossione – ex equitalia).

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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