Pagamento con denaro proprio dei debiti della persona defunta verso condominio





DEBITI V/CONDOMINIO PERSONA DEFUNTA
Buonasera, avevo una zia deceduta a marzo 2019 la quale divorziata e senza figli viveva in un appartamento lasciato in usufrutto "vita natural durante" dal suo ex marito. Questa zia aveva 4 fratelli e 5 sorelle alcuni deceduti altri in vita con figli, nipoti ecc...
Al momento della riconsegna dell'appartamento alla figlia della proprietaria la stessa in nome della madre ha rivendicato "a parole" al sottoscritto un debito pregresso lasciato da mia zia nei confronti del condominio e la emissione di un decreto ingiuntivo a suo carico (della proprietaria) emesso nel 2017 ma che non mi ha esibito ne tantomeno rivendicato all'atto del ricevimento e in cui mia zia era ancora in vita. In passato quando lei era in vita ero io che mi occupavo tramite bonifici fatti dal mio conto dei pagamenti del condominio e di altre spese es. la retta della RSA dove risiedeva dal 2014 avendo lei cointestato il suo c/c postale con il sottoscritto per praticità data la suà età avanzata quasi novantenne e dove prelevavo le cifre da bonificare alla RSA e al condominio stesso. Dal 2017 il condominio non mi ha piu inviato estratti conto ne sollecitato pagamenti in quanto c'era una posta debitoria pregressa del precedente amministratore che non pagavo in quanto dubbia E soggetta a revisione per voci di spesa fasulle, comunque fino a tale data vennero pagate regolarmente le quote ordinarie.
Lo stesso amm.re evidentemente per recuperare le somme pregresse che non pagavo ha fatto il decreto a carico del proprietario.
La zia suddetta non ha lasciato eredità nè finanziarie nè immobiliari. La stessa era affetta da demenza ma non era stato nominato nessun tutore o amm,re di sostegno.
Volendo ora coscientemente pagare una cifra da me ritenuta congrua ( inferiore da quanto richiesto dalla proprietaria) per quanto riguarda i debiti pregressi e verificati del condominio, ho facoltà onde evitare l'accollo del carico ereditario di fare effettuare un pagamento a favore del condominio stesso da una persona terza e fuori dal ramo ereditario?

RISPOSTA

Immagino che tuo padre/tua madre, fratello/sorella della “de cuius”, sia deceduta, pertanto secondo le norme sulla rappresentazione ereditaria (articoli 467 e seguenti del codice civile), in qualità di nipote, sei un soggetto chiamato all'eredità della zia (un'eredità fatta praticamente di debiti … ). Pagare con denaro proprio i debiti dell'eredità, non configura accettazione tacita dello "status" di erede, ai sensi dell'articolo 476 del codice civile: “l'accettazione è tacita quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede”.
Chiunque può accollarsi un debito altrui ed estinguerlo con denaro proprio. Il pagamento del debito del defunto che il soggetto chiamato all'eredità effettua con denaro proprio, non comporta l’accettazione tacita, in quanto consiste nell’adempimento di un debito altrui (Cassazione sentenza n. 4320/2018) .
Costituisce invece un esempio di accettazione tacita dell'eredità, il pagamento da parte del chiamato dei debiti ereditari con denaro dell'asse ereditario.



O anche non essendo del ramo ereditario in quanto pagante questa terza persona potrebbe essere considerato tale?
Grazie in anticipo.

RISPOSTA

Se colui che intende pagare i debiti dell'eredità, non è un soggetto chiamato all'eredità, non si pone nemmeno il problema ...
Se si tratta di un soggetto chiamato all'eredità, egli deve effettuare il pagamento con denaro proprio ed essere in grado, in futuro, di dimostrare tale circostanza.
Ad esempio, il pagamento del debito condominiale dovrebbe essere eseguito con un bonifico dal tuo conto personale, con la causale “accollo parziale dei debiti dell'eredità, pagamento con denaro personale”.
Contestualmente, colui che riceve il pagamento dovrebbe rilasciarti una quietanza (con la forma di una scrittura privata) con la quale dichiara di non avere “null'altro a che pretendere dalla signora xxxxxx che si è accollata parzialmente il debito del “de cuius”, senza essere giuridicamente tenuta a farlo”.

A disposizione per chiarimenti. Cordiali saluti.

Fonti:

 

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