Tassazione diversi atti di rinuncia all'eredità





Buongiorno. Espongo il mio quesito: a seguito della morte di mio fratello si rende necessaria la rinuncia alla sua eredità: non aveva beni immobili o mobili registrati ed era invece gravato da una pesante situazione debitoria.
Mio fratello non era sposato ma aveva un figlio minorenne. La madre del bambino ha già ottenuto, dal giudice tutelare, l'autorizzazione alla rinuncia dell'eredità. Eredi in secondo grado siamo io, mia madre e mio fratello. Ho telefonato alla cancelleria della volontaria giurisdizione del tribunale per prendere un appuntamento. Intendevo fissare l'appuntamento solo per la rinuncia di mio nipote, rappresentato dalla madre. Il cancelliere però mi ha chiesto: "In quanti siete?" e mi ha spiegato che è possibile fare un unico atto di rinuncia, anche se i gradi di parentela sono diversi. Mi è sembrato molto ragionevole e comodo (oltre che conveniente, dal momento che si pagano una sola volta i bolli e le imposte) e ho fissato l'appuntamento per tutti noi (mio nipote, mia madre, io e mio fratello).
Vorrei però un parere professionale e vorrei sapere se questa procedura è davvero corretta.

RISPOSTA



La rinunzia all'eredità, così come configurata dall'articolo 519 del codice civile, è un atto negoziale unilaterale. “Unilaterale”, nel senso che ciascun soggetto chiamato all'eredità, dovrà porre in essere uno specifico atto di rinuncia, con le forme e le modalità di cui alla norma seguente del codice civile.

Art. 519 del codice civile. Dichiarazione di rinunzia.
La rinunzia all'eredità deve farsi con dichiarazione, ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni. La rinunzia fatta gratuitamente a favore di tutti coloro ai quali si sarebbe devoluta la quota del rinunziante non ha effetto finché, a cura di alcuna delle parti, non siano osservate le forme indicate nel comma precedente.


Per quanto riguarda la tassazione ai fini dell'imposta di registro, dell'atto di rinunzia all'eredità, ciascun atto negoziale sconterà autonomamente l'imposta di registro in misura fissa, pari a 200 euro. Non è possibile applicare l'imposta di registro, cumulativamente, nei confronti di differenti atti di rinunzia all'eredità! A conferma, vorrei evidenziare le “istruzioni d'uso” pubblicate dal tribunale di Monza:



La fonte normativa della tassazione dell'atto di rinuncia è l'articolo 1 della tariffa allegata al Testo unico sull’imposta di registro (Dpr n. 131/1986) che assoggetta a imposta proporzionale la rinunzia abdicativa al pari di quella traslativa.
La risoluzione ministeriale del 12/8/1978, n. 250734 tuttavia, ha confermato il principio secondo cui la rinunzia all’eredità, da parte del soggetto che non ha ancora accettato l'eredità, non può considerarsi una rinuncia abdicativa, quindi va assoggettata all'imposta fissa pari a 200,00 euro. Ciascuna manifestazione negoziale di rinuncia all'eredità dovrà scontare l'imposta di registro pari a 200,00, quand'anche gli atti di rinuncia fossero contenuti all'interno di un unico documento!
Se gli atti di rinuncia fossero contenuti all'interno di un unico documento, potresti acquistare magari una sola marca da bollo … ma l'imposta di registro ogni essere pagata in misura fissa, ogni qual volta il singolo chiamato all'eredità manifesta la sua volontà di rinunciare all'eredità.
Per ciascuna manifestazione negoziale di volontà occorre una specifica tassazione dell'atto, ai fini dell'imposta di registro.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

 

Fonti:

 

Articoli correlati