Convenzione doppia imposizione Italia Gran Bretagna





Salve, avrei bisogno di un vostro consulto per capire se sono soggetto al pagamento di tasse in Italia. La mia situazione è la seguente. Risiedo in Italia (io sono cittadino italiano nato in Italia) ma sono assunto in Gran Bretagna una compagnia britannica con sede legale ed operativa ad Aberdeen ed ho un contratto impiegatizio britannico con busta paga e trattenute tasse/pensione in Gran Bretagna.
La compagnia si occupa di rilievi idrografici in mare in acque internazionali per l'industria xxxxxxx. Il mio contratto prevede che io trascorra circa 170 giorni l'anno imbarcato in mare e i restanti a riposo a casa in Italia dove ho la mia residenza ufficiale.
Dal punto di vista delle tasse io sono necessariamente costretto a pagarle interamente in UK visto che "avviene tutto li" e non c'è nessuna connessione con l'Italia a parte la mia residenza e il fatto che ho una casa di proprietà in Italia. Ricevo uno stipendio netto con una regolare busta paga in cui compaiono le trattenute varie e a fine anno mi viene consegnato il CUD inglese (loro lo chiamano P60). Nessuno tra commercialisti CAF e consulenti vari ha saputo dirmi finora con certezza se e quante tasse devo pagare eventualmente in Italia ognuno mi dice una cosa diversa e vorrei capire una volta per tutte se devo pagare una differenza anche in Italia (ribadisco che io già pago le tasse in Gran Bretagna). Inoltre, se devo pagare le tasse anche in Italia, ho diritto ad una pensione in Italia?

Attualmente essendo la compagnia britannica con sede legale in Gran Bretagna, questa non e' tenuta a versare alcun contributo in Italia (a che titolo poi?).
Cordiali Saluti

 

RISPOSTA



L'Italia e la Gran Bretagna hanno stipulato tra loro una convenzione per evitare la doppia imposizione anche del reddito da lavoro dipendente.
Come precisato dalla recente sentenza della Corte di Cassazione n. 24112, depositata il 13 ottobre 2017, “se la Convenzione per evitare le doppie imposizioni prevede la tassazione solo nel Paese in cui viene svolto il lavoro dipendente, l’italiano che lavora in Gran Bretagna non può essere tassato nel nostro Paese. Ciò in quanto il potere impositivo, quale prerogativa esclusiva di uno Stato, può subire delle considerevoli limitazioni, fino a tradursi in una vera e propria rinuncia condizionata come accade nelle ipotesi previste e codificate dalle convenzioni bilaterali”. Quale convenzione?
La corte di Cassazione fa riferimento alla convenzione del 21 ottobre 1988 tra Italia e Regno Unito. La convenzione prevale sulla normativa nazionale, in quanto di carattere speciale. La predetta convenzione è stata ratificata dal parlamento italiano, con legge nazionale n. 329 del 5 novembre 1990:

LEGGE 5 novembre 1990, n. 329 Ratifica ed esecuzione della convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e d'Irlanda del Nord per evitare le doppie imposizioni e prevenire le evasioni fiscali in materia di imposte sul reddito, con scambio di note, fatta a Pallanza il 21 ottobre 1988.

È necessario fare riferimento all'articolo 15 della convenzione, in materia di lavoro subordinato.

Il comma 3 prevede che “le remunerazioni relative a lavoro subordinato svolto a bordo di navi o di aeromobili impiegati in traffico internazionale sono imponibili nello Stato contraente nel quale è situata la sede della direzione effettiva dell'impresa”.
… quindi nel tuo caso, in Gran Bretagna!

Qual è la regola generale?

Lo stipendio che il cittadino italiano, residente in Italia, riceve quale corrispettivo di un'attività di lavoro dipendente svolta nell'altro Stato contraente, sono imponibili soltanto nell'altro Stato contraente, quindi nel caso “de quo” in Gran Bretagna!

Mi dirai … egregio avvocato, io lavoro in acque internazionali, non in Gran Bretagna??!!
Niente di più sbagliato!!!

“Territoire flottant” … il territorio di uno stato moderno comprende non soltanto la terraferma, le acque territoriali ma anche territoire flottant, ossia le navi e gli aerei che battono la bandiera di quello stato.
Ogni qualvolta ti trovi sulla nave battente bandiera inglese, tu stai lavorando sul territorio inglese, esattamente come se ti trovassi a Trafalgar Square!!!

Articolo 15. Lavoro subordinato (Testo: in vigore dal 30/12/1990 con effetto dal 01/01/1991)
1. Salve le disposizioni degli articoli 16, 18, 19, 20 e 21 della presente Convenzione, i salari, gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di una attività dipendente sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che tale attività non venga svolta nell'altro Stato contraente. Se l’attività e' quivi svolta, le remunerazioni percepite a tal titolo sono imponibili in questo altro Stato.
2. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo, le remunerazioni che un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di una attività dipendente svolta nell'altro Stato contraente sono imponibili soltanto nel primo Stato se:
a) il beneficiario soggiorna nell'altro Stato per un periodo o periodi che non oltrepassano in totale 183 giorni nel corso di un qualsiasi anno fiscale;
b) le remunerazioni sono pagate da o a nome di un datore di lavoro che non è residente dell'altro Stato;
c) l’onere delle remunerazioni non è sostenuto da una stabile organizzazione o da una base fissa che il datore di lavoro ha nell'altro Stato.
3. Nonostante le disposizioni precedenti del presente articolo, le remunerazioni relative a lavoro subordinato svolto a bordo di navi o di aeromobili impiegati in traffico internazionale sono imponibili nello Stato contraente nel quale è situata la sede della direzione effettiva dell'impresa.

Non devi versare né imposte né contributi nei confronti dello Stato italiano.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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