Solidarietà passiva coeredi, pagamento imposta di successione





Un parente, l'unico tra gli eredi a cui il notaio aveva dato lettura del testamento pubblico di una zia di mio padre, mi comunica le volontà espresse dalla prozia che lascia tutti i suoi averi ai nipoti; a me e mio fratello spetterebbe quindi la quota di nostro padre.
Sia all'ufficio postale che in banca troviamo già predisposti, in coerenza con quanto affermato dal parente, questa divisione: sei parti uguali per i nipoti e la settima (quella di mio padre) divisa in due. Alcuni mesi dopo arriva dall'Agenzia delle Entrate la tassa di successione dove risulta invece che le parti erano sì otto, ma tutte uguali per tutti gli eredi. In pratica per le Entrate io e mio fratello avremmo ereditato una quota intera, quasi doppia a quella che la banca e le Poste ci hanno liquidato.

RISPOSTA

In presenza di più eredi, le imposte si dividono secondo le rispettive percentuali di eredità; tuttavia l’Agenzia delle Entrate non è obbligata a chiedere a ciascun erede la sua parte, ma può chiedere ad uno solo di questi l’integrale pagamento.
Si tratta di un'obbligazione solidale, da parte dei coeredi, nei soli confronti dell'agenzia delle entrate. Cosa si intende per solidarietà passiva dei coeredi?
L’Agenzia delle Entrate può chiedere l’integrale pagamento ad una persona qualsiasi degli eredi, anche se questa ha ricevuto una quota minima di eredità. Il singolo coerede costretto a pagare per tutti, può poi rivalersi nei confronti degli altri in relazione alla rispettiva quota.



Parlo con la funzionaria delle Entrate che afferma di avere predisposto la tassa sulla base della documentazione (il testamento) inviata dal notaio, parlo con il notaio che non solo conferma come corretta l'azione delle Entrate, ma ricorda benissimo le volontà espresse dalla defunta ed è pronto a testimoniarlo...

RISPOSTA

Le volontà verbali della defunta non contano nulla da un punto di vista giuridico.
Occorre leggere attentamente il testamento, parola per parole, per interpretarlo correttamente, in considerazione della presunta volontà del testatore.
Ad ogni modo, l'obbligo di pagare l'imposta di successione sorge in base ad una norma di legge e ricade su tutti i coeredi in proporzione delle loro quote (ferma la solidarietà passiva nei confronti dell'agenzia delle entrate). Gli obblighi di carattere fiscale non possono essere determinati dalla volontà del testatore! Se un coerede ha ereditato il 10% dell'asse ereditario, pagherà il 10% dell'imposta di successione … perché lo prevede la legge e la Cassazione!



Rileggo con attenzione il testamento che dice "in parti uguali per tutti" ed effettivamente non pone nessuna distinzione tra nipoti e figli di nipoti, chiama tutti indistintamente "nipoti". Per inciso, dal punto di vista fiscale, nipoti e pronipoti rientriamo tutti nel quarto grado di parentela rispetto alla defunta. Sia le Poste che la Banca, a cui ho chiesto di prendere visione dei fascicoli, sono in possesso del testamento e non è presente nessuna ulteriore documentazione che giustifichi la divisione, a questo punto direi "arbitraria" e non deducibile dal testamento, che hanno operato a danno di mio fratello e mia ma a pieno vantaggio degli altri sei eredi che hanno beneficiato di una quota ereditaria non solo maggiore, ma anche non tassata dal momento che non risulta alle Entrate.

RISPOSTA

Un attimo: la zia lascia i suoi averi ai nipoti,” in parti uguali per tutti i nipoti”.
Un nipote, ossia tuo padre, è premorto rispetto alla zia. Di conseguenza, la sua quota viene ereditata dai suoi discendenti (pro-nipoti del testatore).
Nel testamento non si parla di pro-nipoti!
Se nel testamento è scritto nipoti … dobbiamo intendere nipoti!
Se un nipote è premorto rispetto al testatore, subentrano i pro-nipoti, nella quota di eredità e nelle imposte, anche se non sono stati citati nel testamento.
I pro-nipoti verseranno la medesima quota di imposta di successione che avrebbe versato il loro ascendente, nominato erede testamentario. Trattasi di una divisione arbitraria dell'eredità e delle imposte.



Il parente è suocero dell'allora direttrice della filiale, oggi "esperta" dell'ufficio legale, ma è possibile che una banca liquidi un testamento sulla base di quello che afferma uno degli eredi?

RISPOSTA

Il testamento deve essere liquidato in base all'interpretazione delle parole del testatore ed in base alla legge. Se nel testamento è scritto nipoti, dobbiamo intendere i nipoti … non i pronipoti!



Il parente che ha dichiarato agli altri eredi e agli enti una versione non coerente, falsa, delle ultime volontà della defunta, e non riconosce amichevolmente l'errore, può essere perseguito?

RISPOSTA

Sì, nel senso che successivamente al versamento delle imposte all'agenzia delle entrate, in misura superiore rispetto alla vostra quota di eredità, agirete in giudizio nei confronti degli altri coeredi, per recuperare quanto versato in eccedenza, con atto di citazione al tribunale civile.



Qual è la responsabilità di Banca e Poste? Ciò che ci hanno fatto firmare al momento della liquidazione, può essere considerato nullo dal momento che non rispetta le volontà testamentarie?

RISPOSTA

Premesso che riguardo l'imposta di successione sussiste un obbligo solidale dei coeredi, nei confronti dell'agenzia delle entrate, vorrei esaminare quello che avete firmato, per capire se si configurano responsabilità di Banca e Poste.



In sostanza: la responsabilità della mancata esecuzione delle volontà espresse dalla testamentaria e registrate presso il Tribunale, a chi va imputata?
Quali azioni possono essere intraprese per far sì che le volontà della prozia siano pienamente rispettate?

RISPOSTA

Se il problema è soltanto la corretta ripartizione dell'imposta di successione, la soluzione è molto semplice.
Subito dopo avere versato una quota di imposta di successione superiore rispetto alla vostra quota di eredità, agirete in giudizio nei confronti degli altri coeredi, per recuperare quanto versato in eccedenza rispetto agli altri, con atto di citazione al tribunale civile.
Prima di notificare l'atto di citazione tuttavia, procederete con una diffida scritta a mezzo raccomandata a/r, per costituire in mora il debitore. Si tratta di imposta di successione? la volontà testamentaria della zia non conta nulla …
L'imposta è prevista dalla legge e si paga proporzionalmente alle quote di eredità, ferma la solidarietà passiva di tutti i coeredi nei confronti dell'erario.
In caso di successione ereditaria, i coeredi sono obbligati in solido per l’intero importo dell’imposta di successione, anche se trattasi di successione testamentaria anziché legittima. Lo ha chiarito la Cassazione, con la sentenza n. 24624 del 19 novembre 2014. L'articolo 36, comma 1, D.lgs 346/1990 prevede che gli eredi sono obbligati solidalmente al pagamento dell’imposta, nell’ammontare complessivamente dovuto da loro e dai legatari (Corte di Cassazione sentenza n. 22523/2007), essendo applicabile il principio della solidarietà dettata dall’articolo 1292 del codice civile. Questa norma prevede che l’obbligazione è in solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all’adempimento per la totalità e l’adempimento da parte di uno libera gli altri. In presenza di più coeredi, tutti devono considerarsi obbligati per la stessa prestazione nei riguardi del fisco (articolo 1292 del codice civile), ognuno conservando azione di regresso nei confronti degli altri condebitori.

Se non avessi compreso bene i termini della presente richiesta di consulenza, resto a disposizione per rettificare il mio parere.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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