Donazione tra componenti unione civile





Buonasera, mi sono unito civilmente (sposato) con mio marito in data 11/07/2019 e su consiglio di un amico avvocato che non ci diede molte esaustive spiegazioni, alla fine abbiamo scelto la separazione dei beni.

RISPOSTA

Fondamentalmente si sceglie la separazione dei beni, ai sensi dell'articolo 215 del codice civile, quando uno dei due partner dell'unione civile è una partita Iva a rischio di insolvenza. La separazione dei beni consente di tenere indenne il patrimonio dell'altro partner, in caso di insolvenza dell'attività commerciale, artigianale, imprenditoriale.
Per il resto, i beni di cui i due partner erano intestatari prima dell'unione civile, resteranno beni personali degli stessi, anche in caso di opzione per il regime patrimoniale della comunione dei beni.



Mio marito era già intestatario della casa che ora viviamo che e la casa coniugale familiare, quindi lui unico intestatario. Io non ho nessun bene intestato. Ora lui avrebbe piacere di avere intestata la casa ad entrambi ma non riusciamo a capire come si può fare e quali soluzioni esistono.

RISPOSTA

Anche in caso di opzione per la comunione dei beni, tuo marito sarebbe comunque rimasto unico intestatario della casa familiare. La comunione dei beni spiega i suoi effetti soltanto sugli acquisti realizzati in pendenza di matrimonio (unione civile).



Lui è Artigiano io sono disoccupato, vorremo sapere come si può fare per avere la casa intestata al 50% a entrambi e quali spese dobbiamo sostenere.
Grazie

RISPOSTA

Tuo marito deve venderti la sua quota del 50% dell'immobile.
Abbiamo anche un'altra soluzione: tuo marito deve donarti la sua quota del 50% dell'immobile.
Nel caso di donazione tra persone dello stesso sesso legate tra loro da un’unione civile, si applica l’imposta sulle donazioni nella misura prevista per i familiari. Così ha previsto la Commissione Tributaria Regionale per la Liguria con la sentenza n. 575 del 18/04/2016. L'aliquota sarà pari al 4 per cento se la donazione è posta in essere a favore del coniuge (partner dell'unione civile) o dei parenti in linea retta, cui si applica la franchigia di € 1.000.000. La legge Cirinnà (legge n. 76 del 20 maggio 2016) non prevede nulla di specifico in materia di donazioni tra “uniti”, tuttavia il comma 20 dell’art. 1 della citata legge sembra essere di importanza fondamentale. Si stabilisce infatti quanto segue:
Al solo fine di assicurare l’effettivita’ della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall’unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonche’ negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.
Pertanto le donazioni effettuate tra i membri di una coppia unita civilmente secondo il diritto italiano, possono essere equiparate alle donazioni effettuate tra coniugi, alle quali, dunque, andrà applicata la prevista e minore aliquota al netto della franchigia.
Fondamentalmente, nel vostro caso, l'imposta sulla donazione non sarà dovuta.
Sulla donazione di un bene immobile (ovvero quota di un bene immobile) o di un diritto reale immobiliare sono dovute, inoltre:
-l’imposta ipotecaria, nella misura del 2% del valore dell’immobile
-l’imposta catastale, nella misura dell’1% del valore dell’immobile
Per le donazioni di “prima casa” valgono le stesse agevolazioni concesse per le successioni: in questo caso il beneficiario pagherà le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna. Nel vostro caso si tratta di una donazione con agevolazione per la “prima casa”.
In caso di vendita di quota immobiliare anziché di donazione?
L’agevolazione per l’acquisto della “prima casa” consente di pagare imposte ridotte sull’atto di acquisto di un’abitazione (a patto che siano sussistenti presupposti e condizioni): colui che acquista da un privato deve versare un’imposta di registro del 2%, anziché del 9%, sul valore catastale dell’immobile, mentre le imposte ipotecaria e catastale si versano ognuna nella misura fissa di 50 euro.
In ogni caso, si procede con atto pubblico notarile, quindi sarà necessario corrispondere l'onorario del notaio.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

 

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