Dipendente pubblico vuole tornare in servizio nella precedente amministrazione, dopo essere stato trasferito con mobilità volontaria





buonasera sono un dipendente pubblico sanita a tempo indeterminato da circa 15 anni, mi sono trasferito da poco, tramite mobilità (ai sensi dell'articolo 30 del decreto legislativo 165 del 2001 – testo unico pubblico impiego) in un'altra azienda ospedaliera sempre a tempo indeterminato, nel contratto dice: di non poter essere destinatario di successivo provvedimento di trasferimento prima che siano decorsi due anni dalla data del presente contratto. in questa nuova azienda e nuova regione non mi trovo, quindi vorrei andarmene:
1) l'azienda ospedaliera che ho lasciato ha qualche obbligo di conservazione del posto, oppure è sempre a sua discrezione nel riprendermi?
2) posso presentare alla nuova azienda ospedaliera dove attualmente lavoro domanda di cambio compensativo con un collega a pari requisiti?
3)essendoci questo vincolo di 2 anni posso presentare una di queste due soluzioni?
GRAZIE

 

RISPOSTA



1)L'azienda ospedaliera cessionaria non ha nessun obbligo di conservazione del posto di lavoro; “riprenderti”, adesso, dipende non soltanto dalla discrezionalità della precedente azienda ospedaliera, ma anche dalla discrezionalità dell'attuale azienda ospedaliera. Occorrerebbero due atti di assenso, per una cessione in mobilità del tuo contratto di lavoro “a ritroso”.
La precedente azienda ospedaliera potrebbe avere già bandito un avviso di mobilità per sostituirti, così come potrebbe avere soppresso il posto dalla dotazione organica, decidendo di implementare altri settori-uffici.
Diciamo che il peso specifico della tua volontà, è piuttosto marginale in questi casi …

2)In questo caso, gli atti di assenso dovrebbero essere tre …
L'assenso del tuo collega, oltre all'assenso delle due amministrazioni coinvolte.
Le amministrazioni coinvolte potrebbero negare il loro assenso semplicemente appellandosi al “vincolo biennale”. La vedo piuttosto difficile …

3)Tutti quelli che hanno esperienza nel pubblico impiego, sanno benissimo che quel vincolo biennale viene frequentemente eluso con le più varie motivazioni: carichi di famiglia, gravi invalidità, riconoscimenti ai sensi della legge 104 del 1992.
Il vincolo biennale, in sé per sé, non è un problema … si tratta di un feticcio più che di un vincolo vero e proprio.
La domanda a cui rispondere è semmai: l'attuale amministrazione è disponibile a perdere un'unità di personale?
La precedente amministrazione è disponibile a riprendere proprio quella unità di personale?
C'è un terzo soggetto con cui chiedere la mobilità compensativa?

Diciamo che in questa situazione tutto dipende da fattori discrezionali estranei alla tua volontà.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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