Fac simile denuncia alla procura della corte dei conti per danno erariale per mancata riscossione imposte comunali





Salve, sono un consigliere comunale di opposizione di un piccolo comune della Basilicata. Avrei bisogno di una consulenza in materia amministrativa in quanto il mio Ente, non avendo effettuato i dovuti accertamenti e successivi invii al concessionario per la riscossione coattiva dei ruoli acqua e Tarsu in riferimento agli anni 2006, 2007, 2008, 2009, ha fatto in modo che tali ruoli cadessero in prescrizione. Ho provveduto pertanto ad effettuare una richiesta di accesso agli atti chiedendo la documentazione specifica. Nella risposta, da parte del Responsabile Finanziario, si evidenzia una chiara ammissione della mancata elaborazione degli accertamenti e il relativo invio dei ruoli coattivi alla società di riscossione. E' mia intenzione segnalare alla Procura della Corte dei Conti l'accaduto in quanto è evidente che ci troviamo difronte ad un danno erariale.
La mia richiesta è di aiuto nella corretta formulazione giuridica della segnalazione alla Procura della Corte dei conti e o ad altri enti giudiziari. Nel restare in attesa di una risposta, invio distinti saluti.

 

RISPOSTA

 

Alla procura presso la corte dei conti del (comune capoluogo)
Alla guardia di Finanza, comando compagnia di xxxxxxxxxx

DENUNCIA PER DANNO ERARIALE NEI CONFRONTI DELL'AMMINISTRAZIONE
COMUNALE DI ______________________. (danno erariale conseguente alla mancata elaborazione degli accertamenti e conseguente mancato invio dei ruoli coattivi al concessionario per la riscossione)

Premesso

che il sottoscritto consigliere comunale sig. XXXXXX appartenente al gruppo politico “Io amo xxxxx”, in data xx/xx/xxxx, ha presentato istanza di accesso agli atti, protocollata in entrata con il numero xxxx/2020, avente ad oggetto l'attività di accertamento e riscossione coattiva dei ruoli acqua e Tarsu in riferimento agli anni 2006, 2007, 2008, 2009;

che il responsabile del servizio finanziario rispondeva alla predetta istanza di accesso agli atti, con nota protocollo numero xxxxx del xx/xx/xxxx, rappresentando la mancata elaborazione degli accertamenti ed il relativo invio dei ruoli coattivi alla società concessionaria della relativa riscossione;

che tali annualità sono ormai cadute in prescrizione;

Considerato

che la Corte dei conti, sez. giur. Molise, con la sentenza n. 77 depositata il 17 novembre 2015, ha affermato il seguente principio giuridico, in materia di responsabile erariale da mancata attivazione degli avvisi di accertamento e conseguente mancata trasmissione dei ruoli al concessionario: risponde del danno arrecato all’ente comunale, il responsabile dell’area finanziaria, che a fronte della mancata o ritardata evasione degli obblighi tributari da parte di alcuni contribuenti, omette di adottare i necessari provvedimenti sanzionatori e di procedere al recupero delle somme non versate spontaneamente dai contribuenti. Il danno erariale, nel caso di cui alla sentenza della corte dei conti Molise, era stato arrecato all’ente comunale, in conseguenza dell’illegittimità ed irregolarità delle procedure adottate per la riscossione della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (T.R.S.U.) e degli oneri per il consumo idrico, relativamente alla posizione di taluni contribuenti, nonché in conseguenza del mancato recupero di tributi evasi.

che l’articolo 13 del d.lgs. 471/1997, prevede quanto segue “chiunque non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio e a saldo dell’imposta risultante dalla dichiarazione (..), è soggetto alla sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato (..) la sanzione prevista al comma 1 si applica altresì in ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto”.

che l’articolo 7 del d.lgs. 472/1997 prevede quanto segue: “la sanzione può essere aumentata fino alla metà nei confronti di chi, nei tre anni precedenti, sia incorso in altra violazione della stessa indole (..). Sono considerate della stessa indole le violazioni delle stesse disposizioni e quelle di disposizioni diverse che, per la natura dei fatti che le costituiscono e dei motivi che le determinano o per le modalità dell’azione, presentano profili di sostanziale identità”.

che l'amministrazione comunale di xxxxxx, pertanto, a fronte della mancata o ritardata evasione degli obblighi tributari, avrebbe dovuto applicare una sanzione pari al 30% dell’importo dovuto dai contribuenti per ciascuna annualità, aumentata al 45% in ragione del carattere reiterato delle violazioni. A tanto ammonta il danno erariale cagionato alle casse comunali dal comportamento gravemente colposo del responsabile del servizio finanziario-tributi e degli amministratori.

Considerato inoltre che il danno erariale per cui si inoltra formale denuncia alla procura della Corte dei Conti, non può essere addebitato semplicemente al responsabile del settore finanziario-tributi, ma anche al segretario generale per avere omesso l'attività di controllo interno dell'attività amministrativa comunale ed alla giunta comunale (in particolare del sindaco e dell'assessore competente al bilancio comunale), trattandosi di “colpa di apparato”, da individuarsi nella inefficiente organizzazione amministrativa dell'ente comunale, in violazione delle regole di imparzialità, di correttezza e di buona amministrazione alle quali l’esercizio della funzione istituzionale degli amministratori dovrebbe ispirarsi.

Si resta a disposizione per essere interrogati allo scopo di poter essere di ausilio e di supporto all'attività di indagine.

Distinti saluti.

Fonti:

 

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