Mantenimento del figlio maggiorenne universitario





Gentile avvocato, ho 24 anni, figlio di genitori divorziati, mio padre minaccia di chiedere al tribunale civile la revoca del mantenimento che versa in mio favore, giacché sono uno studente universitario fuori sede. Sebbene non sia un fuori corso, il mio percorso universitario non è particolarmente eccellente.
Vorrei capire se le minacce di mio padre sono fondate, ossia vorrei capire se mio padre può chiedere la revoca dell'obbligo di mantenimento in favore del figlio maggiorenne, studente universitario?
In quali caso l'obbligo di mantenimento in favore del figlio maggiorenne decade?

 

RISPOSTA

 

Secondo la recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 17183 del 14 agosto 2020, l'obbligo di mantenimento dei genitori viene meno, salvo il caso di minorazione fisica o psichica del figlio altrimenti tutelata, nelle seguenti ipotesi:

● quando i figli si siano già avviati a un’effettiva attività lavorativa che offra una concreta prospettiva d’indipendenza economica;
● quando siano stati messi in condizioni di reperire un lavoro idoneo a sopperire alle normali esigenze di vita;
● quando abbiano ricevuto la possibilità di conseguire un titolo sufficiente a esercitare un’attività lucrativa, pur se non abbiano inteso approfittarne;
● o, comunque, quando abbiano raggiunto un’età tale da far presumere il raggiungimento della capacità di provvedere a se stessi;
● infine, vi sono le ipotesi, che inducono alle medesime conclusioni, nelle quali il figlio si sia inserito in un diverso nucleo familiare o di vita comune, in tal modo interrompendo il legame e la dipendenza morali e materiali con la famiglia d’origine (Cass. 7 luglio 2004, n. 12477).

Nella tua fattispecie, non sussistono affatto i presupposti per la revoca dell'obbligo di mantenimento del figlio maggiorenne, in ossequio alla riforma di cui alla legge 8.2.2006, n. 54, che con l’art. 155-quinquies, del codice civile, ha previsto una disposizione “in favore di figli maggiorenni”, secondo cui “Il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico”.

Alla luce del principio dell'auto-responsabilità del figlio maggiorenne, in un primo momento, la Cassazione aveva fatto riferimento alla raggiunta “capacità del figlio di provvedere a sé con appropriata collocazione in seno al corpo sociale” (Cass. 10 aprile 1985, n. 2372).

Successivamente la Cassazione aveva fatto riferimento alla “percezione di un reddito corrispondente alla professionalità acquisita” (Cass. 26 gennaio 2011, n. 1830).

Recentemente la Cassazione, a causa della crisi economica, ha attribuito maggior rilievo all’avanzare dell’età del figlio maggiorenne, stante la “funzione educativa del mantenimento” ed il concetto di “tempo occorrente e mediamente necessario per il suo inserimento nella società” (Cass. 20 agosto 2014, n. 18076); pertanto la Cassazione ha circoscritto la portata dell’obbligo di mantenimento, sia in termini di contenuto, sia di durata, avendo riguardo al tempo occorrente e mediamente necessario per l’inserimento del figlio nella società” (Cass. 5 marzo 2018, n. 5088).

Tanto premesso, nel caso in cui dovessi avvicinarti ai trent'anni senza cercare alcuna occupazione, anche di livello inferiore rispetto alle tue aspettative correlate al titolo di studio, i tuoi genitori potrebbero chiedere la revoca dell'obbligo di mantenimento del figlio maggiorenne.

Il figlio maggiorenne raggiunta un'età tale da far presumere il raggiungimento della capacità di provvedere a sé stessi, è tenuto ad accettare anche lavori che non consentono un'appropriata collocazione in seno al corpo sociale, in considerazione del suo titolo di studio. A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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